Il 18 dicembre torna ogni anno con la forza di una marea: entra e si siede lì, nel mezzo del petto, portandosi dietro tutto. Le immagini, gli odori del reparto, quella luce al neon che si rifletteva sull’incubatrice. E io che conto i giorni, ventuno per la precisione, aggrappata a ogni piccolo segnale di miglioramento. Ventuno giorni sospesi Chi non li ha vissuti non può capire cosa significhi contare le ore in un reparto di terapia intensiva neonatale. Il tempo lì dentro non scorre come fuori: si dilata, si contrae, si ferma del tutto quando un monitor suona nel modo sbagliato. Poi riparte, e tu con lui. I primi giorni li ricordo sfocati, come visti attraverso un vetro bagnato. Non ero ancora mamma, non del tutto. Ero una donna spaventata che teneva il fiato e si ripeteva che sarebbe andato tutto bene, senza crederci fino in fondo. La maternità vera, quella che ti entra nelle ossa, è arrivata dopo, piano piano, un follow-up alla volta, una nottata in bianco dopo l’altra. Quando la paura comincia a scemare C’è un momento ...
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I disturbi gastrointestinali nell’autismo: tra sintomi e benessere quotidiano
Il legame tra i disturbi gastrointestinali e l’autismo è un argomento che continua ad attirare l’interesse della comunità scientifica. Non è raro che persone nello spettro autistico manifestino problematiche legate al tratto digestivo, come costipazione, diarrea, dolore addominale o reflusso gastroesofageo. Questi sintomi, spesso sottovalutati, si intrecciano con le peculiarità neurologiche e comportamentali dell’autismo, contribuendo a plasmare una quotidianità che richiede attenzione e competenza. La rilevanza del microbiota: un mosaico invisibile Il microbiota intestinale, un complesso ecosistema di microrganismi, sta emergendo come uno degli elementi centrali nell’interazione tra autismo e disturbi gastrointestinali. Studi recenti hanno messo in luce come le alterazioni nella composizione di questi batteri possano influenzare sia i sintomi fisici che quelli comportamentali. L’intestino, infatti, comunica costantemente con il sistema nervoso attraverso segnali biochimici, aprendo una finestra su come l’equilibrio microbico possa incidere sull’umore, sull’ansia e su altre manifestazioni neurologiche. In questo contesto, la ricerca si concentra su come modificare il microbiota per alleviare i disturbi. Cambiamenti nell’alimentazione, probiotici e altre terapie mirate sono al centro di sperimentazioni promettenti, ma non ancora definitive. Le possibili origini dei sintomi: ...
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Mollusco contagioso nei bambini: una guida per comprenderlo e affrontarlo
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Alimentazione e autismo: un legame complesso, tra ricerca e quotidianità
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Disturbi
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VES alta in gravidanza: cosa sapere e come affrontarla
Durante la gravidanza si verificano una serie di adattamenti fisiologici che richiedono un monitoraggio costante, tra questi la VES alta in gravidanza. Tra gli esami ematici prescritti dai medici durante i nove mesi, la Velocità di Eritrosedimentazione (VES) rappresenta uno strumento utile per valutare lo stato di salute generale. Questo parametro, pur non essendo specifico per una particolare condizione patologica, può indicare la presenza di infezioni o infiammazioni. Monitorare i valori della VES permette di prevenire o identificare eventuali complicazioni, garantendo una gravidanza più serena. Che cos’è la VES e come funziona La Velocità di Eritrosedimentazione è un esame del sangue che misura il tempo necessario affinché i globuli rossi si depositino sul fondo di una provetta contenente plasma. Questo processo, che avviene in un’ora, può essere più rapido in presenza di alcune condizioni, come infezioni, infiammazioni o alterazioni dei livelli proteici nel sangue. Durante la gravidanza, i livelli della VES tendono a cambiare fisiologicamente, rendendo essenziale una corretta interpretazione dei risultati. L’aumento della VES in gravidanza è spesso legato a modificazioni ormonali e al maggiore volume plasmatico che caratterizzano ...
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Tiroide in gravidanza: controlli e salute materno-fetale
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