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Diabete gestazionale

Diabete gestazionale: cosa devi sapere se sei in dolce attesa

Il diabete gestazionale è una condizione che si manifesta in alcune donne durante la gravidanza, quando i livelli di glucosio nel sangue sono più alti del normale. Si tratta di una forma di intolleranza al glucosio che può avere conseguenze sia per la madre che per il bambino, se non viene diagnosticata e trattata adeguatamente. In questo articolo, ti spiegheremo cos’è il diabete gestazionale, quali sono i fattori di rischio, i sintomi, le complicanze e le terapie possibili. Inoltre, ti daremo alcuni consigli su come affrontare il parto e l’allattamento con questa condizione.

Cos’è il diabete gestazionale e perché si verifica?

Il diabete gestazionale è una forma di diabete che si sviluppa durante la gravidanza e che, nella maggior parte dei casi, si risolve dopo il parto. Si stima che colpisca circa il 5-10% delle donne in gravidanza in Italia. Il diabete gestazionale si verifica quando il pancreas non produce abbastanza insulina o quando le cellule dell’organismo non rispondono bene a questa sostanza. L’insulina è l’ormone che regola il trasporto del glucosio dal sangue alle cellule, dove viene utilizzato come fonte di energia. Se c’è troppo glucosio nel sangue, si parla di iperglicemia, che può danneggiare vari organi e tessuti.

La causa del diabete gestazionale non è ancora del tutto chiara, ma si ritiene che sia legata ai cambiamenti ormonali che avvengono durante la gravidanza. In particolare, gli ormoni prodotti dalla placenta possono interferire con l’azione dell’insulina e causare una resistenza insulinica. Questo fenomeno si accentua soprattutto nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza, quando la placenta cresce e produce più ormoni. Alcune donne riescono a compensare questa resistenza insulinica aumentando la produzione di insulina, mentre altre no. Queste ultime sviluppano il diabete gestazionale.

Quali sono i fattori di rischio per il diabete gestazionale?

Esistono alcuni fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare il diabete gestazionale, tra cui:

  • Età superiore ai 35 anni
  • Sovrappeso o obesità prima o durante la gravidanza
  • Familiarità per diabete
  • Diabete gestazionale in una precedente gravidanza
  • Precedente neonato macrosomico (con peso superiore a 4 kg alla nascita)
  • Sindrome dell’ovaio policistico
  • Appartenenza a gruppi etnici a maggior rischio (come asiatici, africani, ispanici)

Tuttavia, il diabete gestazionale può insorgere anche in donne senza questi fattori di rischio, per cui è importante effettuare uno screening per tutte le donne in gravidanza.

Quali sono i sintomi del diabete gestazionale?

Il diabete gestazionale spesso non dà sintomi evidenti e può passare inosservato se non viene ricercato con appositi esami. Alcuni segni che possono far sospettare un’alterazione della glicemia sono:

Se noti uno o più di questi sintomi, parlane con il tuo medico o la tua ostetrica, che potranno prescriverti gli esami opportuni per verificare la presenza o meno del diabete gestazionale.

Come si fa la diagnosi del diabete gestazionale?

La diagnosi del diabete gestazionale si basa sulla misurazione dei livelli di glucosio nel sangue a digiuno e dopo aver assunto una soluzione zuccherata. Questo test si chiama curva da carico orale di glucosio (OGTT) ed è raccomandato per tutte le donne tra la 24esima e la 28esima settimana di gravidanza. Il test si esegue al mattino, dopo aver digiunato per almeno 8 ore. Si preleva un campione di sangue per misurare la glicemia a digiuno, poi si beve una soluzione contenente 75 grammi di glucosio e si ripetono i prelievi dopo un’ora e dopo due ore. I valori normali sono:

  • Glicemia a digiuno inferiore a 92 mg/dl
  • Glicemia dopo un’ora inferiore a 180 mg/dl
  • Glicemia dopo due ore inferiore a 153 mg/dl

Se uno o più di questi valori sono superiori ai limiti indicati, si pone la diagnosi di diabete gestazionale. In alcuni casi, il test può essere anticipato o ripetuto se ci sono fattori di rischio o segni di alterazione della glicemia.

Quali sono le complicanze del diabete gestazionale?

Il diabete gestazionale, se non viene controllato adeguatamente, può avere delle conseguenze negative sia per la madre che per il bambino. Le principali complicanze sono:

  • Per la madre: aumento del rischio di ipertensione in gravidanza (preeclampsia), parto cesareo, emorragia post-partum, infezioni, diabete di tipo 2 dopo il parto
  • Per il bambino: aumento del rischio di malformazioni congenite, aborto spontaneo, sofferenza fetale, distacco di placenta, macrosomia (eccessivo accrescimento del feto), ipoglicemia neonatale, ittero neonatale, difficoltà respiratorie, obesità e diabete infantile

Come si tratta il diabete gestazionale?

Il trattamento del diabete gestazionale mira a mantenere i livelli di glucosio nel sangue entro i valori normali, allo scopo di prevenire potenziali complicanze per la madre e il bambino. Questo trattamento si articola in diverse componenti interconnesse.

In primis, un ruolo fondamentale è giocato da una dieta equilibrata e personalizzata, che garantisca un apporto adeguato di calorie, proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali. Si raccomanda di frazionare l’alimentazione in più pasti al giorno, evitando gli zuccheri semplici a favore di quelli complessi, come cereali integrali, legumi, frutta e verdura. Allo stesso tempo, è importante mantenere un adeguato livello di idratazione bevendo molta acqua e limitare il consumo di sale, alcol e caffeina.

Parallelamente, si consiglia un’attività fisica moderata e regolare, che contribuisce a migliorare il metabolismo del glucosio e a controllare il peso. Tale attività deve essere svolta con il consenso del medico o dell’ostetrica, scegliendo esercizi adatti alla gravidanza e al proprio stato di salute. Alcuni esempi possono essere la camminata, il nuoto, lo yoga e il pilates.

Un altro aspetto fondamentale è il monitoraggio della glicemia, che prevede la misurazione dei livelli di glucosio nel sangue più volte al giorno, utilizzando un apposito strumento chiamato glucometro. Questo controllo serve a verificare l’efficacia della dieta e dell’attività fisica e a individuare eventuali iper o ipoglicemie. Gli obiettivi da raggiungere in termini di valori glicemici sono: una glicemia a digiuno inferiore a 95 mg/dl e una glicemia post-prandiale inferiore a 120 mg/dl.

Se la dieta, l’attività fisica e il monitoraggio della glicemia non dovessero essere sufficienti a mantenere i valori desiderati, si può ricorrere alla terapia farmacologica. Quest’ultima può essere basata sull’insulina o su alcuni farmaci orali (come la metformina), che devono essere assunti sotto stretto controllo medico. La terapia farmacologica deve essere adeguata in base all’andamento della glicemia e alle esigenze del feto.

Come si affronta il parto con il diabete gestazionale?

Il parto in presenza di diabete gestazionale necessita di un’attenzione particolare e di una collaborazione stretta tra la donna, il medico e l’ostetrica. Le modalità del parto, che può avvenire sia per via vaginale che per via cesarea, verranno determinate in base alle condizioni specifiche della madre e del bambino.

Un elemento da tenere in considerazione è la data del parto. Di norma, l’obiettivo è far nascere il bambino entro la 40esima settimana di gravidanza, affinché il feto non cresca eccessivamente e possa avere difficoltà a passare attraverso il canale del parto. In alcuni casi, potrebbe essere necessario anticipare il parto attraverso l’induzione o con un intervento cesareo programmato.

Durante il travaglio e il parto, assume grande rilevanza il monitoraggio della glicemia, che deve essere controllata frequentemente per prevenire sbalzi che potrebbero mettere a rischio la salute della madre e del bambino. Se necessario, può essere somministrata insulina o glucosio per via endovenosa.

Parallelamente, è fondamentale assicurare un costante monitoraggio del feto. Questo si effettua attraverso l’auscultazione del battito cardiaco e l’esecuzione di esami come la cardiotocografia o l’amnioscopia, utili a rilevare eventuali segni di sofferenza fetale o di distacco di placenta.

Infine, dopo il parto, si suggerisce di avviare l’allattamento al seno il prima possibile. Questa pratica favorisce il legame tra madre e bambino e contribuisce a regolare la glicemia materna. L’allattamento al seno può essere proseguito anche se la madre assume insulina o farmaci orali, purché ciò avvenga sotto controllo medico.

Come si previene il diabete gestazionale?

Non è sempre possibile prevenire il diabete gestazionale, tuttavia esistono alcune strategie che possono contribuire a ridurre il rischio di svilupparlo. Mantenere un peso corporeo ottimale prima e durante la gravidanza è un primo passo fondamentale, il che può essere ottenuto seguendo una dieta sana e praticando regolarmente attività fisica.

Inoltre, è importante effettuare controlli prenatali con regolarità e sottoporsi allo screening per il diabete gestazionale tra la 24esima e la 28esima settimana di gravidanza. Questo permette di individuare tempestivamente eventuali anomalie e di intervenire con le opportune misure.

Dopo il parto, è necessario continuare a monitorare i livelli di glicemia e ripetere il test per il diabete entro 6-12 settimane. Questo controllo consente di verificare se il diabete gestazionale si sia risolto o se persista una condizione di iperglicemia che necessiti di ulteriore trattamento.

Infine, adottare uno stile di vita salutare anche dopo il parto è fondamentale per prevenire il diabete di tipo 2 in futuro. Una dieta equilibrata, l’esercizio fisico regolare e il controllo del peso sono tra le principali misure che possono contribuire a mantenere i livelli di glicemia sotto controllo e a promuovere un generale benessere.

Il diabete gestazionale non deve essere vissuto come una malattia, ma come un’opportunità per prendersi cura di sé e del proprio bambino. Seguendo le indicazioni del medico e dell’ostetrica, si può affrontare il parto con fiducia e prepararsi ad accogliere il proprio piccolo con amore.

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