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Affanno in gravidanza: tutto quello che c’è da sapere

Spesso si crede che i disturbi per eccellenza della gravidanza siano la nausea e la stanchezza. In realtà i cambiamenti del corpo della donna sono tanti e tali nei 9 mesi di gestazione da provocare anche altri sintomi poco piacevoli. Tra questi è da segnalare senz’altro il respiro affrettato e faticoso che, spesso, desta preoccupazioni nella gestante. Vediamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere sull’ affanno in gravidanza.

L’affanno in gravidanza rappresenta una situazione che viene sperimentata dalla maggior parte delle donne che stanno affrontando una gestazione: tale condizione si può presentare nel primo trimestre o nell’ultimo trimestre, ma non deve destare particolari preoccupazioni.

La mancanza di respiro in gravidanza è fisiologica se si verifica in seguito a uno sforzo fisico anche banale (come per esempio l’aver salito le scale), ma non solo: quando una donna è incinta, il suo corpo è sottoposto a una serie di cambiamenti che provocano la dispnea. Nei primi tre mesi, in particolare, si registra un aumento dell’ampiezza della cassa toracica, che serve ad accrescere la capacità polmonare. La cassa si muove verso l’esterno e verso l’alto.

Progesterone e affanno in gravidanza

L’affanno in gravidanza, inoltre, può essere provocato dall’azione dell’ormone progesterone, che fa in modo che l’organismo sia propenso ad assorbire una maggiore quantità di ossigeno nel sangue, sempre per favorire un incremento della capacità polmonare. Per questo motivo, può accadere che la donna incinta si senta come sopraffatta.

La stessa respirazione è differente: si tende a respirare in modo più profondo. Non va dimenticato, poi, che il cuore è costretto a lavorare in modo più intenso rispetto a prima, e anche questo aspetto può essere causa di fiato corto in gravidanza.

Affanno in gravidanza durante il terzo trimestre

Nel secondo trimestre, il corpo della donna – sempre a causa degli ormoni – ha bisogno di più ossigeno: è per questo motivo che il cervello viene indotto e incentivato a incrementare non solo l’intensità, ma anche il numero dei respiri. Gli effetti ormonali si riscontrano anche nelle vene capillari del tratto respiratorio: anche in questo periodo della gestazione, dunque, non si ha nulla da temere se ci si rende conto di respirare con una certa fatica.

L’affanno in gravidanza, infine, tende a essere più consistente nel terzo trimestre, con il feto che cresce e con l’utero che si espande sempre di più, costringendo il diaframma che è situato sotto la gabbia toracica in una condizione a cui non è abituato.

Dopo il parto tutto passa

I disturbi respiratori in gravidanza possono essere determinati dal fatto che i polmoni hanno meno spazio a disposizione, e quindi meno possibilità di espandersi: i respiri risultano più veloci, come se si avesse il fiatone o come se si fosse reduci da uno sforzo molto significativo. Ciò, comunque, non avrà ripercussioni negative di alcun tipo, né per la salute della futura mamma né per quella del nascituro.

Un eccesso di liquido amniotico può essere annoverato tra le concause di questa condizione, a maggior ragione nel caso in cui la donna sia aumentata di peso in misura più che consistente.

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