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Flussimetria in gravidanza: cosa c’è da sapere

La flussimetria in gravidanza è un esame – noto anche con il nome di velocimetria – che viene effettuato allo scopo di analizzare il flusso di sangue all’interno delle arterie. Si tratta di un test che permette di verificare quanto è rapido il flusso ematico, e che al contempo accerta che la vascolarizzazione del feto sia adeguata: così si può capire se lo sviluppo del bambino sta procedendo in maniera regolare.

Quando c’è bisogno della flussimetria in gravidanza

La flussimetria in gravidanza va ad affiancarsi agli altri strumenti ecografici classici che offrono l’opportunità di tenere sotto controllo il procedere della gestazione. Essa viene eseguita con il doppler fetale, e non è effettuata sempre: in altri termini, non si tratta di un esame di routine, nel senso che viene prescritto unicamente nel caso in cui la gravidanza dia origine a complicazioni che possono riguardare sia la futura mamma che il nascituro.

Tra le problematiche che inducono un medico a prescrivere la flussimetria in gravidanza ci sono le seguenti:

Anche le gravidanze gemellari, essendo considerate a rischio, possono richiedere l’esecuzione di questo test.

Come si svolge

Il doppler ha una funzione di monitoraggio rispetto alla crescita del feto, e in più costituisce uno strumento di diagnosi per capire se la gestazione sta procedendo in maniera corretta.

L’esame può essere eseguito in modi differenti in base al quesito diagnostico e, quasi sempre, è prescritto dopo la 32esima settimana.

Nell’eventualità di un’ipertensione della madre, è indispensabile procedere allo studio del flusso del sangue all’interno delle arterie uterine, mentre il flusso ematico delle arterie del cervello del feto viene analizzato quando si ha la necessità di accertare lo stato fetale.

Le arterie del cordone ombelicale

Anche le arterie del cordone ombelicale possono essere studiate tramite una flussimetria in gravidanza: l’esame consente di avere a disposizione informazioni relative al tipo di interazioni che avvengono tra il feto e la placenta, i cui effetti sono molto importanti in vista della crescita del nascituro.

I dati biometrici vengono analizzati con cura, insieme con il responso della valutazione dell’addome e del femore, che sono considerati zone chiave.

Con l’aiuto del doppler si ha la capacità di capire se il feto sta crescendo come dovrebbe e se il flusso di sangue che riceve basta a soddisfare i suoi bisogni.

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