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gengivite in gravidanza

Gengivite in gravidanza

La gengivite in gravidanza si presenta come una situazione piuttosto comune: nel corso della gestazione sono numerose le donne che devono fare i conti con un forte arrossamento delle gengive, le quali – essendo infiammate – tendono a sanguinare con una certa facilità.

Perché le gengive sanguinano?

La “colpa” della gengivite in gravidanza deriva dai cambiamenti a cui va incontro il corpo della donna nel corso dei 9 mesi di attesa; a variare è, tra l’altro, la quantità di sangue che circola nell’organismo. Nei nove mesi che precedono il lieto evento, infatti, il sangue aumenta in modo consistente, fino a quasi raddoppiare, in modo tale che tutti gli organi della donna siano ben irrorati. I vasi sanguigni, di conseguenza, sono sottoposti a una dilatazione più che considerevole, mentre aumenta la loro permeabilità: è per questo motivo che si verifica la fuoriuscita della parte acquosa che costituisce il flusso ematico. Fuoriuscendo, i liquidi vanno a concentrarsi nei tessuti in cui si palesa il gonfiore: così, le gengive – ma più in generale tutte le mucose dell’organismo – si gonfiano e assumono un turgore evidente.

Dove si concentra il sanguinamento

La gengivite in gravidanza, nota anche con il nome di gengivite gravidica, tende a concentrarsi in modo particolare nella parte anteriore della bocca: il problema risulta più evidente soprattutto in corrispondenza degli spazi interprossimali, e si aggrava nei soggetti che hanno l’abitudine di respirare con la bocca invece che con il naso. Il sanguinamento è più intenso negli ultimi mesi della gravidanza, e compare quando ci si pulisce i denti con lo spazzolino.

La prevenzione è molto importante in questo senso: al di là di una continua e curata igiene orale, è indispensabile andare dal dentista con una certa regolarità, specialmente nel corso del primo trimestre della gestazione.

Le possibili complicazioni

La gengivite in gravidanza in alcuni casi può dar luogo a complicazioni: per esempio, la mucosa gengivale può aumentare di volume al punto da dare vita a escrescenze che rischiano di danneggiare una corretta masticazione. In una situazione del genere, c’è bisogno dell’intervento del dentista, e – più nello specifico – di una gengivectomia, che consiste nell’asportazione della parte di gengiva in eccesso: un’operazione per nulla dolorosa, in genere effettuata con il laser, che lascia solo lo spiacevole effetto collaterale di una gengiva in apparenza bruciacchiata per un paio di giorni. Il ricorso al laser consente di evitare l’impiego di anestetico, sempre sconsigliato per chi è in dolce attesa.

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