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lampade solari in gravidanza

Lampade solari in gravidanza: si possono fare?

Le lampade solari in gravidanza dovrebbero essere sempre evitate perché espongono chi vi si sottopone a rischi eccessivi per la salute. Per altro, non si tratta solo di un consiglio, ma di un divieto vero e proprio: è dal 2011, infatti, che le lampade abbronzanti sono state proibite per legge dal Ministero della Salute sia alle donne in dolce attesa che ai ragazzi e alle ragazze minori di 18 anni.

Quali rischi si corrono?

Il desiderio di abbronzatura in gravidanza è legittimo, soprattutto perché non si vuole rinunciare alla bellezza di un aspetto fisico che si sta già trasformando a causa del pancione, ma è indispensabile andare con i piedi di piombo. I pericoli riguardano non solo la futura mamma, ma anche il feto e il suo sviluppo.

Come noto, un impiego anche occasionale delle lampade aumenta le probabilità di ammalarsi di melanoma, che corrisponde al tumore della pelle più grave: ciò a causa della concentrazione decisamente elevata di raggi UV, superiore a quella a cui ci si espone quando si prende il sole naturalmente.

Le lampade solari in allattamento

Di conseguenza, anche le lampade in allattamento sono sconsigliate. Una ricerca della Mayo Clinic di Rochester, negli Stati Uniti, ha messo in evidenza che il ricorso ai lettini abbronzanti tra i 18 e i 39 anni di età può accrescere il rischio di melanoma di quasi il 75%.

Una lampada trifacciale in gravidanza, pertanto, non è la migliore idea a cui si possa pensare, ma anche dopo il parto è bene essere caute quando si parla di abbronzatura artificiale. Pare, inoltre, che l’esposizione ai raggi UV abbia effetti negativi in relazione alle riserve di acido folico, che contribuisce tra l’altro alla prevenzione della spina bifida.

Ho fatto una lampada in gravidanza: come mi comporto?

Se è vero che le controindicazioni sono evidenti, è innegabile che chi si è già sottoposta a una lampada in gravidanza, magari ignorandone i rischi, non ha motivo di andare nel panico.

Non bisogna far altro che sottoporsi a esami costanti e regolari che permettano di verificare il buono stato di salute del nascituro.

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