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Parto orgasmico

Travaglio e piacere: un abbinamento possibile? Anche se può sembrare strano, la risposta è affermativa. Nel corso del parto, infatti, può accadere che la donna provi piacere, un orgasmo tanto intenso quanto lungo. Il fenomeno è stato studiato dal punto di vista scientifico solo nel corso degli ultimi anni, e contribuisce a sfatare il mito secondo il quale la nascita deve sempre arrecare dolore.

La teoria

Uno dei padri della teoria del parto piacevole è Michel Odent, un medico ostetrico che nel libro intitolato “Le funzioni degli orgasmi” sottolinea come il mammifero umano sia programmato per far nascere i bambini in uno stato orgasmico ed estatico. Secondo Odent, nel corso del parto orgasmico un ruolo di primaria importanza viene svolto dagli ormoni dell’amore, e in particolare dall’ossitocina, che è riconosciuta come l’ormone del legame, ma anche della quiete e della socievolezza.

Il tabù

Ma se è possibile il parto orgasmico cosa è che rende temuto e doloroso il momento della nascita del bambino?

Il fatto che una donna possa provare un orgasmo al momento del parto è vissuto come un tabù, destinato a provocare nella partoriente una forte inibizione che arresta lo stato orgasmico stesso. Eppure sarebbe sarebbe la soluzione ideale per eliminare il dolore, approfittando di ciò che il corpo umano mette a disposizione: e cioè l’ossitocina, appunto, che in quegli istanti raggiunge il suo picco naturale.

La tecnica da applicare per il parto orgasmico

La tecnica del parto orgasmico è stata sviluppata soprattutto in Australia, e si pone l’obiettivo di ridurre l’afflizione e il male che la partoriente è costretta a sopportare nel momento in cui il bambino sta venendo alla luce.

La stimolazione dei muscoli clitoridei durante il parto è una vera e propria masturbazione da adottare quando le contrazioni si fanno più dolorose e la vagina si dilata: così si può arrivare al piacere mentre si partorisce. Non solo il dolore viene annullato, ma l’esperienza del parto in sé diventa memorabile in senso positivo e non in senso negativo, come accade nella maggior parte dei casi.

Un’esperienza totalizzante tanto sul piano emotivo quando dal punto di vista fisico!

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