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Rischio di aborto nel primo trimestre

Per una donna in dolce attesa, i primi tre mesi di gestazione rappresentano il periodo più delicato della gravidanza, dal momento che è proprio in questa fase che il rischio di perdere il bambino è più elevato. Non a caso le gestanti sono solite annunciare il proprio stato interessante solo una volta superato questo periodo critico. Scopriamo nel dettaglio qual è il rischio di aborto nel primo trimestre.

Perché è più alto il rischio di aborto nei primi tre mesi?

Proprio nei primi tre mesi, in effetti, avvengono molti dei passaggi più importanti dell’intera gestazione, tra cui l’annidamento dell’uovo che è stato fecondato all’interno dell’endometrio, vale a dire la parete interna dell’utero. Non solo: in questo frangente va in scena anche l’organogenesi, che non è altro che la formazione strutturale degli organi del feto. Come si può intuire, nel caso in cui tali processi dovessero complicarsi, le conseguenze potrebbero rivelarsi piuttosto gravi. Questo è, dunque, il motivo per il quale il primo trimestre è il più delicato sia dal punto di vista di possibili danni al bambino, sia in tema di aborti spontanei. Ecco perché la futura mamma è tenuta a sottoporsi a tutti gli esami di controllo del caso e ad adottare le precauzioni necessarie a prevenire inconvenienti.

Rischio di aborto nel primo trimestre: le principali precauzioni

Tra le variabili che possono avere un effetto decisivo rispetto a un aborto spontaneo nei primi tre mesi di una gravidanza ci sono problemi della gestante come, per esempio, una malattia infettiva o una anomalia dell’utero. Anche l’età è un fattore di rischio, non solo sopra i 35 anni, come è noto a molti, ma anche al di sotto dei 20 anni. Alterazioni cromosomiche del feto possono, a loro volta, essere la causa di un aborto. Tra le precauzioni che è bene adottare per evitare il rischio di aborto nel primo trimestre segnaliamo le seguenti:

  • abbandono del vizio del fumo
  • eliminazione delle bevande alcoliche

In generale, la futura mamma dovrebbe adottare uno stile di vita appropriato, evitando di fare uso di droghe e di farmaci non prescritti da uno specialista. In linea di massima, si deve fare in modo che vengano contenuti i pericoli connessi all’azione di fattori esterni, ma anche evitare – se non strettamente necessari – gli esami medici più invasivi. Attenzione, poi, a infezioni come la toxoplasmosi o la rosolia, che si rivelano molto pericolose soprattutto nel caso in cui vengano contratte nel corso di una gestazione.

E cosa succede nel secondo trimestre?

Se il rischio aborto nel primo trimestre risulta essere piuttosto elevato (il 25% delle gravidanze è destinato a interrompersi), a partire dal secondo trimestre in avanti, poi, i rischi si riducono e calano le probabilità che la gravidanza si interrompa: ci sono meno pericoli relativi a complicanze fetali, in quanto il piccolo è formato quasi completamente.

Per ulteriori informazioni sull’argomento trattato è possibile dare un’occhiata a questo link.

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