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Tully

Tully e la stanchezza delle mamme

Tully, il film diretto dal regista canadese Jason Reitman, è uscito nelle sale italiane lo scorso 3 maggio ed è stato presentato al Sundance Film Festival 2018, una kermesse fondata da Robert Redford e dedicata al cinema indipendente.

Tully è una pellicola intensa, ben congegnata e che è in grado di far ridere e piangere allo stesso tempo. Protagonista del lungometraggio è una mamma over 40 di nome Marlo, interpretata dalla bravissima Charlize Theron che, per l’occasione, ha dovuto ingrassare di ben 23 chili. La donna, che ha 2 figli e un terzo in arrivo, malgrado abbia un marito amorevole e una bella casa è sul punto di esplodere.

La nascita di Mia

Quando viene al mondo Mia, a Marlo sembra di impazzire: le mancano le forze e l’equilibrio psichico per far fronte non solo alle esigenze della nuova nata ma anche per mandare avanti il resto del nucleo familiare.   A questo punto entra in gioco il fratello Craig che decide di farle un regalo davvero originale: si tratta di una tata notturna che le consente di svegliarsi solo per la poppata e di tornare a dormire per recuperare le energie. Marlo, dopo essersi mostrata inizialmente contraria ad accettare la nanny, decide, per fortuna, di accettare. Senza saperlo, si tratta dell’aiuto che le permetterà di rimettere a posto la sua vita.

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Tully, una moderna Mary Poppins

La nanny notturna di cui Marlo è stata omaggiata si chiama Tully: è una giovane donna dinamica, audace e divertente che, grazie alla sua positività e al suo buon umore, riesce a risollevare il morale della neomamma, instaurando con lei un rapporto di complicità e di intesa.

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Grazie a Tully, Marlo non solo si salva dalla incipiente depressione, ma riesce anche a recuperare la parte bella di sé che pensava fosse andata via per sempre, sepolta dalle tre gravidanze e dai mille problemi della vita quotidiana che, spesso, rischiano di soffocare qualsiasi aspirazione personale.

Marlo d’altra parte comprende che la sua vita non le va affatto stretta come pensava, ma che al contrario soddisfa a pieno i suoi desideri: insomma ritrova la felicità a pochi passi da sé, dove era sempre stata ma che non era più in grado di vedere e afferrare.

Quanto c’è di vero nella pellicola di Reitman?

Si tratta di un film assolutamente realistico in cui facilmente le neomamme saranno in grado di rispecchiarsi; esso, infatti, mostra molto chiaramente come a causa della stanchezza si possa esplodere all’improvviso sotto il peso delle responsabilità e dei mille doveri quotidiani. Allo stesso tempo tuttavia la commedia è anche un mirabile esempio di come si possano superare le difficoltà con un po’ di ottimismo e ricevendo il giusto supporto.

Altro merito da riconoscere a Reitman è quello di aver mostrato la maternità non come uno stato di grazia (cosa che spesso è accaduta nel cinema) ma come un momento estremamente delicato e complesso che rischia di indebolire significativamente la donna, fino a condurla nel vortice della cosiddetta depressione post parto.

Tuttavia la pellicola propone anche una soluzione: la neomamma per “salvarsi” deve continuare a prendersi cura di sé e ad avere tempo da dedicarsi, senza sentirsi in colpa. Ma come fare? In tal senso è fondamentale accettare un aiuto: ogni neomamma dovrebbe avere la propria Tully! Solo con un supporto valido, infatti, è possibile superare le difficoltà e tutelare il proprio benessere fisico e psicologico senza tuttavia penalizzare i propri figli.

Di seguito il trailer ufficiale del film Tully in italiano

 

 

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