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Disegno dell'artista Loreta Azzellini

Cara amica ti scrivo

Abbiamo parlato di tutto, abbiamo giocato a fare le trasgressive (tu vestita di rosso tipo Jessica Rabbit), le intellettuali, le sentimentali, le pagliacce, le spigliate, le solitarie. Si giocava, si rideva, si litigava, ci si confrontava: in casa, nelle piazze della Città bella, nei locali di periferia, alla stazione (nostra seconda casa) e pure sugli autobus notturni dove salivamo con ostentato coraggio, anche se in fondo temevamo i brutti incontri.

Uscite senza meta: eravamo noi l’uscita, la serata, le protagoniste indiscusse del nostro tempo insieme.

Cara amica ti scrivo…

per ricordarti dei tuoi lunghi ricci e dei miei ostinati disincanti, del tuo talento e della mia contrarietà. E per ricordarti quelle nostre notti lunghe, infinite, sempre a rincorrere l’alba e la notte nuova che sarebbe venuta: a stancarci col desiderio di vivere a tutti i costi e di avere cose memorabili da ricordare e raccontarci un giorno.

Le notti a dormire all’ingresso di un cinema chiuso, a fantasticare del futuro, pensando a che tipo di non signore saremmo diventate. Gli amori lontani e quelli metropolitani. Infelici, fugaci, brevi come un cortometraggio (di scarso successo), le bancarelle prima degli studi della Titania, la voce schiarita, la battuta da leggere e il “gl’ da correggere.

Ecco cos’è l’amicizia

I personaggi da ridicolizzare (Mino, Raul Bova, le tardone…), le pazze risate, i non imbarazzanti silenzi. Cos’è l’amicizia se non un silenzio che non imbarazza? (lo diceva sempre mia madre!). Cos’è l’amicizia se non il desiderio di condividere giornate, emozioni, pasti, birre e pure le paure? (ecco cosa ho sempre pensato io).

I nostri nuovi amori

E oggi siamo qui a raccontarci dei nostri nuovi amori, che hanno mani paffute, riccioli biondi e risate argentine. Ci scambiamo foto, ci diamo la buonanotte, con quel fare maldestro da signore, con quella maturità nuova che ci infiliamo ogni mattina, ma anche con quella nostalgia pungente per le due ragazze che siamo state una manciata di anni fa. L’ultima volta che ti ho intravista indossavi l’abito bianco; poi i mesi, gli anni, i silenzi. Oggi per fortuna c’è Whatsapp: basta un click e ti risento vicina, proprio come quando ritrovavo i tuoi lunghi ricci incastrati nella mia borsa.

Disegno dell’artista Loreta Azzellini

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