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Fabrizio Frizzi, fai buon viaggio!

Fabrizio Frizzi è morto, quello che rideva a crepapelle, sempre. A volte anche senza motivo. È morto Frizzi che ricordo sin dai tempi di Tandem, quando io ero piccina. È morto il conduttore dell’Eredità che Luca, da quando aveva circa 10 mesi, guarda ogni sera, preferendolo a Masha e Orso: ride e balla, come fosse a una festa, grazie all’atmosfera frizzante e ai colori, alla musica, alle parole pronunciate con garbo e alla leggerezza gentile. È morto Frizzi, che ha donato il midollo alla piccola Valeria, affetta da una grave leucemia mieloide, salvandole in questo modo la vita. È morto un conduttore che non solo faceva la parte del buono, ma che lo era davvero. Per questo oggi ci stringiamo tutti attorno alla sua famiglia e in particolare alla figlioletta Stella, che sarà costretta a crescere senza l’amore del suo papà.

Quando vedi i personaggi del piccolo schermo li immagini quasi fossero domestici dei dell’olimpo, che vivono un’esistenza priva di drammi e sofferenze, felicemente intrappolati nel televisore del salotto: girano la ruota, ricevono applausi e presentano comuni mortali che per un attimo entrano a far parte di quel mondo fatato e perfetto. Ma alla fine sai bene che non è così: gli esseri umani sono tutti accomunati da un destino beffardo e condividono tutti le medesime fragilità.

Fabrizio Frizzi, quella risata che ci mancherà

Fabrizio Frizzi è riuscito a entrare nelle nostre case con il suo sguardo da eterno ragazzo e con la sua educazione spontanea. Leggo che ha compiuto 60 anni il 5 febbraio scorso, eppure con indosso un maglione e un paio di jeans si poteva tranquillamente pensare che fosse un giovanotto di 40 anni. Ci mancherà quella risata buona delle 18,45, ci mancherà la sua voce gioiosa che faceva da sottofondo alla nostra quotidianità pre-serale: ciao Fabrizio, e grazie ancora per la tua compagnia allegra!

Ecco il link all’ultima intervista rilasciata dal presentatore al Corriere della sera: www.corriere.it

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