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Fino a ora (gelosia canaglia)

Fino a ora hai giocato con gli adulti e pochissimo con i tuoi coetanei. E al massimo uno alla volta, ma mai in gruppo, mai in un contesto in cui “i grandi” facessero solo da sfondo.

Fino a ora sei stato l’unico immenso amore della tua mamma con cui hai vissuto in quasi totale simbiosi dalla nascita, pur avendo sviluppato una tua certa indipendenza, sia emotiva che operativa.

Fino a ora ci sono stati solo i miei occhi per i tuoi, e i tuoi per i miei.

Fino a ora abbiamo vissuto nel nostro mondo ovattato di coccole e di eccezioni, di giornate senza fine, di risate, di giochi, di rituali noti e consolatori.

Fino a ora non hai dovuto sgomitare, confrontarti, (con)dividere, sospendere l’autoreferenzialità e sforzarti di tollerare presenze non gradite o ingombranti.

Fino a ora.

Poi è arrivata Viola e il tuo microcosmo perfetto e privo di ostacoli ha cominciato ad assumere sembianze diverse, sgretolandosi come un biscottino friabile: è diventato un po’ meno accogliente questo mondo e per la prima volta un brivido di paura ha percorso la tua piccola schiena, così bianca e liscia. È l’umano terrore che qualcuno ti porti via la mamma, che l’incanto ti venga sottratto.

E così ti sei sforzato di farti più piccolino di quello che sei, sacrificando anche le piccole conquiste verso l’autonomia, al fine di ricevere le medesime attenzioni di un tempo, che adesso ti sembrano (erroneamente) dimezzate.

Lo so, a volte sono stanca, dormiamo non per tutta la notte insieme e ho meno risorse ed energie da dedicarti. Eppure da quando c’è tua sorella – non ci crederaiil mio amore per te è ancora più forte, le mie paure ancora più incalzanti: temo di ferirti, di non darti tutto ciò che ti aspetti da me. Ma è sufficiente uno dei tuoi sorrisi a pieno volto per distendermi, per convincermi che è solo un normale periodo di crescita, che ti aiuterà a maturare e a consolidare la fiducia in te stesso.

E poi, ne sono certa, un giorno mi ringrazierai e saprai che ne sarà valsa la pena: tua sorella – te ne renderai conto – è il dono più grande che io e il tuo papà potessimo farti.

Resoconto del nostro Giovedì grasso e delle tue bizze

Oggi è il primo giorno di Carnevale e tu, nell’ordine:

hai rifiutato di indossare l’abito da cowboy, quello da zorro e quello da barbapapà;

alla festa dei bimbi – tutti rigorosamente in maschera – ti sei letteralmente nascosto addosso a me schiacciando la tua testa sul mio petto e rischiando più volte di morire soffocato;

stavi per salire su una macchina non nostra pur di ritornare a casa nel più breve tempo possibile.

Varcata la soglia ti sei rasserenato come per magia e sei ritornato a essere quello di sempre. Hai persino dato un bacio a tua sorella: chi ti capisce è bravo, eh!

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