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il nome della nonna

Viola, il nome della nonna

Il tuo nome sono le radici, un nome di donna – che è un fiore e un colore – ma soprattutto il cognome della nonna che ti avrebbe amato più della sua stessa vita. Come ha fatto con me e con tuo fratello, fino al suo ultimo respiro, quando con un filino di voce ci parlava e sembrava vederci entrambi, piccoli, davanti ai suoi occhi.

Se ci fosse stata lei avrei abbandonato tutta la mia fragilità tra le sue braccia… avrei ascoltato le sue parole di incoraggiamento e di amore, mentre tu decidevi di venire al mondo prima del previsto.

E invece nei momenti più duri, mi sono ritrovata sola, al freddo. O almeno così pensavo. Sei stata tu Viola, col tuo corpicino leggero e delicato, a darmi la forza, a infondermi coraggio, inaugurando un nuovo meraviglioso capitolo d’amore.

Vedrai, piccola Viola, nel tuo viso la sua bocca perfetta e i suoi stessi occhi imbarazzati e sinceri.

Noi siamo le tue radici, il tuo sangue e – in fondo – cos’altro conta?

La ragazza più bella del paese

Si chiamava Rosa Viola la tua nonna ed era la ragazza più bella del paese.

Non ho mai provato neanche un pizzico di quella normale gelosia che – soprattutto in certe fasi della vita – si insinua nel rapporto tra madre e figlia. Ho visto la sua bellezza fino all’ultimo, anche quando la malattia in una manciata di mesi tentava di sfigurarla, di occultare con violenza i suoi tratti delicati.

Da quando ho memoria non l’ho mai vista truccarsi. L’unico vezzo che si concedeva era il parrucchiere una volta alla settimana per contrastare i folti capelli ricci e la tintura per esorcizzare il passare degli anni.

Ma mi diceva che da ragazza metteva l’ombretto e delineava gli occhi con una matita, ma il rossetto no, quello mai. La metteva a disagio, riteneva che tra i cosmetici fosse il meno elegante. Esattamente come me: ogni volta che ho provato a truccare le labbra, prima di uscire ho sempre cancellato ogni traccia con un kleenex.

Un paio di labbra perfette

Se è vero che l’essenziale è invisibile agli occhi,

saprai evitare

le presenze inutili,

quelle che non arricchiscono,

quelle che ti lasciano vuoto e freddo

e saprai invece nutrirti dell’amore autentico e incondizionato che sopravvive nel sangue, nelle radici, in un movimento casuale della mano, in un sorriso che si stampa su un paio di labbra perfette.

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