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Prima settimana di gravidanza: ecco cosa accade

La prima settimana di gravidanza è un momento speciale, anche se spesso non lo si sa ancora. Si tratta infatti del periodo in cui avviene il concepimento, cioè l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovulo che darà origine a una nuova vita. Ma cosa succede esattamente nella prima settimana di gravidanza? Quali sono i sintomi, i cambiamenti e le precauzioni da seguire? Vediamolo insieme in questo articolo.

Come si calcola la prima settimana di gravidanza

Per calcolare la durata della gravidanza, si usa come riferimento il primo giorno dell’ultima mestruazione. Questo perché non è possibile stabilire con precisione il giorno esatto del concepimento, che può avvenire in un intervallo di tempo variabile tra il 10° e il 18° giorno del ciclo mestruale. Quindi, la prima settimana di gravidanza coincide con la prima settimana del ciclo, quando ancora non si è incinta. La gravidanza dura in media 40 settimane o 10 mesi lunari, divisi in tre trimestri. La data presunta del parto si calcola aggiungendo 280 giorni al primo giorno dell’ultima mestruazione.

Cosa succede nella prima settimana di gravidanza

Nella prima settimana di gravidanza, il corpo della donna si prepara a ospitare un possibile embrione. L’ipofisi produce gli ormoni FSH (follicolo-stimolante) e LH (luteinizzante), che stimolano le ovaie a produrre gli ovuli e gli estrogeni. Questi ultimi favoriscono la crescita dell’endometrio, lo strato interno dell’utero che si ispessisce per accogliere l’ovulo fecondato. Verso la fine della prima settimana o all’inizio della seconda, avviene l’ovulazione: uno degli ovuli matura e viene rilasciato nell’ovidotto, dove può incontrare uno spermatozoo e essere fecondato. Se questo accade, si ha il concepimento e l’inizio della vita embrionale.

I sintomi della prima settimana di gravidanza

Nella prima settimana di gravidanza, non ci sono sintomi evidenti che possano far sospettare una gravidanza. Anche perché il ciclo mestruale non è ancora in ritardo e il test di gravidanza non è affidabile. Tuttavia, alcune donne possono avvertire dei segnali precoci che anticipano quelli tipici delle prime settimane di gravidanza, come:

  • Dolore al seno: il seno può diventare più turgido e sensibile a causa degli ormoni che preparano le ghiandole mammarie alla produzione del latte.
  • Dolore pelvico: alcune donne possono sentire un leggero dolore o una sensazione di peso nella zona pelvica durante l’ovulazione o l’impianto dell’ovulo nell’utero.
  • Spotting: si tratta di piccole perdite di sangue scuro che possono verificarsi quando l’ovulo si annida nell’endometrio, rompendo alcuni capillari. Lo spotting da impianto non va confuso con le mestruazioni e dura pochi giorni.
  • Nausea: la nausea è uno dei sintomi più comuni della gravidanza e può manifestarsi già nelle prime settimane, soprattutto al mattino o dopo i pasti. La nausea è causata dai cambiamenti ormonali e metabolici che si verificano nell’organismo della donna per accogliere il nascituro.
  • Stanchezza: la stanchezza è un altro sintomo frequente nelle prime settimane di gravidanza. La donna può sentirsi più affaticata e sonnolenta del solito, a causa dell’aumento del flusso sanguigno e del lavoro supplementare che deve svolgere il suo corpo per sostenere la crescita del bambino.
  • Sbalzi d’umore: gli sbalzi d’umore sono dovuti alle fluttuazioni ormonali che influenzano lo stato emotivo della donna incinta. La donna può passare da momenti di gioia a momenti di tristezza o irritabilità senza motivo apparente.

Come cresce il bambino nella prima settimana di gravidanza

Nella prima settimana di gravidanza, il bambino non è ancora formato come tale, ma è rappresentato da una cellula chiamata zigote. Lo zigote deriva dall’unione tra lo spermatozoo e l’ovulo, che avviene nell’ovidotto entro 24 ore dall’ovulazione. Lo zigote contiene il patrimonio genetico dei due genitori e determina il sesso del bambino.

Dopo il concepimento, lo zigote inizia a dividersi rapidamente per formare una massa cellulare chiamata morula. La morula prosegue il suo viaggio verso l’utero e dopo circa 4 giorni diventa una blastocisti: una struttura cava con al suo interno le cellule embrionali che daranno origine al feto e le cellule trofoblastiche che daranno origine alla placenta. La blastocisti raggiunge l’utero intorno al 6° giorno dopo il concepimento e si impianta nell’endometrio tra il 7° e il 10° giorno.

Cosa fare e cosa non fare nella prima settimana di gravidanza

Nella prima settimana di gravidanza, la donna può seguire alcuni consigli per favorire il concepimento e proteggere la salute sua e del bambino:

  • Assumere acido folico: l’acido folico è una vitamina essenziale per la prevenzione dei difetti del tubo neurale nel feto. Si consiglia alle donne in età fertile di assumere 400 microgrammi al giorno di acido folico fin da quando si cerca una gravidanza fino alla dodicesima settimana.
  • Smettere di fumare: il fumo è dannoso per la salute della donna e del bambino, poiché aumenta i rischi di aborto spontaneo, ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro e malformazioni congenite.
  • Evitare alcolici: l’alcol può interferire con la fertilità della donna e causare danni irreversibili al sistema nervoso centrale del feto. Si consiglia alle donne in cerca di una gravidanza o già incinte di evitare completamente il consumo di bevande alcoliche.
  • Limitare la caffeina: la caffeina può avere effetti negativi sulla fertilità della donna e sullo sviluppo del feto. Si consiglia alle donne in cerca di una gravidanza o già incinte di limitare l’assunzione di caffeina a non più di 200 milligrammi al giorno, equivalenti a circa due tazze di caffè.
  • Seguire una dieta equilibrata: una dieta equilibrata è fondamentale per garantire un apporto adeguato di nutrienti alla donna e al bambino. Si consiglia alle donne in cerca di una gravidanza o già incinte di consumare alimenti vari ed equilibrati, privilegiando frutta, verdura, cereali integrali, legumi, carni magre, pesce azzurro e latticini a basso contenuto di grassi. Si consiglia inoltre di evitare alimenti crudi o poco cotti, come carne, pesce, uova e formaggi freschi non pastorizzati, per prevenire il rischio di contrarre infezioni come la toxoplasmosi o la listeriosi.

 

 

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