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Training autogeno in gravidanza: rilassamento e benessere per mamma e bambino

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento molto utile da praticare durante la gravidanza. Aiuta la futura mamma a sciogliere tensioni e stress, migliorando il benessere mentale e fisico suo e del bambino.

Il training autogeno agisce sul sistema nervoso, inducendo uno stato di calma e tranquillità. In gravidanza, quando ansia e preoccupazioni sono frequenti, può diventare un prezioso alleato. Vediamo nel dettaglio cos’è il training autogeno, i suoi benefici in dolce attesa e come praticarlo.

Cos’è il training autogeno

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento messa a punto all’inizio del XX secolo dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz. Si basa su esercizi di concentrazione e visualizzazione che permettono di raggiungere uno stato di calma profonda.

Gli esercizi agiscono a livello fisiologico, neurovegetativo e psichico. Rallentano il ritmo cardiaco e respiratorio, distendono i muscoli, abbassano la pressione sanguigna. A livello mentale, inducono sensazioni di tranquillità, appagamento e benessere.

I benefici in gravidanza

Il training autogeno aiuta a rilassarsi e a ridurre l’ansia, lo stress e la tensione muscolare. Ciò è importante perché, durante la gravidanza, è meglio evitare livelli alti di cortisolo e adrenalina, due ormoni che, se presenti in quantità eccessive, possono avere effetti negativi sul bambino.

Inoltre, il training autogeno può migliorare la qualità del sonno. Molte donne incinte soffrono di insonnia o si svegliano spesso durante la notte, e questa tecnica può aiutare a dormire meglio.

Un altro beneficio del training autogeno è che può rafforzare il sistema immunitario. Durante la gravidanza, è importante avere un sistema immunitario forte per proteggere sia la mamma che il bambino.

Il training autogeno può anche alleviare alcuni disturbi comuni in gravidanza, come la nausea, il mal di schiena e la stanchezza. Questo accade perché quando ci si rilassa, si sente un generale benessere sia fisico che mentale.

Questa tecnica può anche aiutare a prepararsi al parto: ricorda che essere rilassate durante il travaglio e il parto può ridurre l’ansia e la percezione del dolore.

Un altro vantaggio del training autogeno è che può rafforzare il legame tra la madre e il bambino. Concentrandosi, la mamma può entrare in un contatto più profondo con il bebè.

Infine, il training autogeno può aiutare a prevenire e a combattere la depressione prima e dopo il parto, equilibrando gli stati emotivi.

Quando iniziare in gravidanza

Il momento ideale per iniziare il training autogeno è il secondo trimestre di gravidanza. Il primo trimestre può essere ancora dominato da stanchezza e nausea. Il terzo trimestre comporta un certo disagio fisico dato dalla pancia sempre più grande.

Nel secondo trimestre, solitamente tra la 14esima e 28esima settimana, i fastidi del primo sono passati e il ventre non è ancora eccessivamente ingombrante. La futura mamma ha ritrovato un certo equilibrio ed è energeticamente predisposta ad applicarsi con la tecnica di rilassamento.

È bene però specificare che il training autogeno può essere svolto con profitto in qualsiasi fase della gravidanza. L’importante è praticarlo con costanza per trarne i massimi benefici.

Come si pratica

Il training autogeno è una tecnica che richiede esercizi di concentrazione focalizzati su diverse parti del corpo. Solitamente, la pratica si svolge in una posizione sdraiata, in un ambiente tranquillo, indossando abiti comodi e mantenendo gli occhi chiusi. Questa pratica segue diversi passaggi.

Inizia con la pesantezza muscolare, durante la quale la concentrazione si focalizza sul rilassamento di braccia e gambe. Mentre si svolge l’esercizio, si avverte progressivamente una sensazione di peso e calore nelle parti del corpo su cui si concentra l’attenzione.

Successivamente, l’attenzione si sposta all’area del plesso solare. Qui, si percepisce una piacevole sensazione di calore che lentamente si irradia in tutto il corpo, portando una sensazione di benessere e rilassamento.

A seguire, viene la regolarizzazione cardiaca e respiratoria. In questa fase, si utilizza la mente per seguire il battito cardiaco e il ritmo del respiro, con l’obiettivo di rallentarli gradualmente e promuovere ancora di più il rilassamento.

Si conclude con il raffreddamento della fronte, dove la fronte e le tempie vengono percepite come fresche e leggere, contribuendo ulteriormente a un senso generale di calma e rilassamento.

Ogni esercizio dura circa 10 minuti e, nelle prime sessioni, l’allenamento è guidato da un istruttore. Successivamente, si può praticare il training autogeno in completa autonomia, dedicandoci anche solo 15 minuti al giorno. I benefici di questa pratica possono essere apprezzati già dopo poche settimane, rendendola un’attività di grande valore per il benessere generale.

Controindicazioni

Il training autogeno non presenta controindicazioni in gravidanza. Tuttavia va evitato in caso di patologie o disturbi importanti, quali ipertensione grave, cardiopatie, epilessia, glaucoma. Meglio parlarne con il proprio medico curante e farsi guidare da un istruttore qualificato.

Praticato nel modo corretto, con costanza e sotto supervisione, il training autogeno rappresenta un ottimo modo per vivere la gravidanza in salute e serenità, facendo del bene a sé stesse e al bebè.

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