acne e skincare nei preadolescenti
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Acne e skincare nei preadolescenti: quali prodotti usare e quali possono creare problemi

Un siero visto in un video, una maschera colorata, il desiderio di scegliere da soli i prodotti per il viso: la cura della pelle è entrata presto nelle abitudini di molti ragazzi. Da mamma, conosco bene la curiosità che possono suscitare questi prodotti, anche in bambini più piccoli. Con il dottor Andrea Di Stefano, specialista in dermatologia, ho cercato di capire quali prodotti abbiano davvero senso a questa età, quali possano creare problemi e quali criteri usare quando si parla di skincare nei preadolescenti.Il dermatologo collega il tema ai cambiamenti della pubertà e alle caratteristiche della cute. La scelta di una routine richiede di comprendere che cosa sta effettivamente succedendo alla pelle del ragazzo e quale obiettivo abbia ciascun prodotto.

Che cosa succede quando arrivano i primi brufoli

Con l’avvicinarsi della pubertà cambia anche l’attività delle ghiandole sebacee. Di Stefano collega la comparsa dell’acne proprio alla nuova situazione ormonale e all’aumento della produzione di sebo: “Gli ormoni hanno funzione androgenica e stimolano le ghiandole sebacee.”Da qui possono comparire i primi comedoni, sia aperti sia chiusi, e successivamente lesioni infiammatorie più evidenti. Il dermatologo richiama l’attenzione soprattutto sulle forme che tendono ad approfondirsi, perché possono lasciare cicatrici una volta risolta l’infiammazione.Per Di Stefano vale quindi la pena osservare come evolve l’acne nel tempo e, in particolare, valutare la quantità delle lesioni, l’eventuale presenza di infiammazione, dolore, noduli e segni residui. Tutto ciò aiuta a capire quando la situazione richiede una valutazione dermatologica.Intervenire in questa fase significa anche proteggere il ragazzo dalle cicatrici e dal disagio che un’acne evidente può provocare nel rapporto con il proprio viso.

Una routine costruita attorno alle esigenze della pelle

Di Stefano invita a mantenere la routine essenziale e proporzionata all’età. In preadolescenza la pelle sta ancora cambiando e prodotti pensati per l’acne adulta o per una cute matura possono alterarne l’equilibrio, soprattutto quando vengono usati senza una reale necessità. Lo stesso vale per maschere, doppia detersione e make-up scelti seguendo mode o contenuti social.Sul trucco, il dermatologo suggerisce maggiore attenzione alle formulazioni: “Si dovrebbe consigliare un make-up rispettoso della pelle, per pelli sensibili, delicate e non comedogenico.”L’indicazione “non comedogenico” segnala prodotti formulati per ridurre il rischio di ostruzione dei pori, un aspetto particolarmente utile quando iniziano a comparire i primi brufoli. Detergente delicato, eventuale idratante e protezione solare possono già costituire una base sufficiente; in presenza di acne più evidente, prodotti e trattamenti vanno scelti in base alle caratteristiche della pelle e alla gravità delle manifestazioni.

Maschere, acidi e prodotti pensati per la pelle adulta

A proposito dell’uso precoce di sieri, maschere e routine elaborate, il Dottor Di Stefano richiama il rischio di alterare l’equilibrio cutaneo e invita a considerare le caratteristiche della pelle giovane. Si sofferma in particolare sulla già citata doppia detersione, che viene spesso proposta sui social come passaggio abituale.La guida dell’American Academy of Dermatology (AAD) richiama l’attenzione sul possibile effetto irritante, sulla pelle più giovane, di alcuni attivi impiegati nei prodotti antietà, come retinolo e acidi esfolianti. Arrossamento, bruciore e desquamazione sono segnali da osservare con attenzione. Diverso è il caso dei trattamenti prescritti dal dermatologo per una specifica condizione cutanea: modalità e tempi di utilizzo seguono le indicazioni definite durante la visita.

Parlare dei cosmetici insieme ai figli

L’interesse per la skincare può diventare anche una buona occasione per parlare con i propri figli di cura di sé e del rapporto con il proprio corpo. Quando un ragazzo chiede un siero visto sui social o vuole provare un prodotto usato dagli amici, può essere utile partire dalla sua curiosità e capire che cosa si aspetta realmente da quel cosmetico.Il punto, secondo Di Stefano, è accompagnare questa autonomia con informazioni adatte all’età. Un prodotto può avere una formulazione ottima e risultare comunque poco adatto a quella specifica pelle o a quel momento della crescita. Imparare a leggere le esigenze della cute aiuta quindi i ragazzi a scegliere con maggiore consapevolezza e a riconoscere quando serve il parere di un dermatologo.Anche la skincare può così assumere un significato educativo: pochi gesti comprensibili, prodotti scelti per una ragione precisa e attenzione alle reazioni della pelle. Il rapporto con i cosmetici diventa gradualmente più consapevole, senza trasformare la cura del viso in una sequenza di passaggi dettati dalle tendenze del momento.

Quando l’acne pesa nella vita quotidiana

Con l’adolescenza l’acne può incidere sul benessere psicologico del ragazzo e, in particolare, sul modo in cui guarda il proprio viso e su come vive le relazioni con gli altri. Di Stefano invita quindi a non liquidare i brufoli come una fase inevitabile della crescita, soprattutto quando le lesioni diventano numerose, infiammate, dolorose o iniziano a lasciare segni.

In questa fase anche il rapporto con il dermatologo può aiutare il ragazzo a capire meglio cosa sta succedendo alla sua pelle e a fare domande direttamente, senza vivere la cura come qualcosa deciso esclusivamente dagli adulti. I genitori possono sostenerlo seguendo le indicazioni ricevute, osservando l’andamento dell’acne e prestando attenzione anche al disagio che può accompagnarla. Di Stefano ricorda infatti che le forme più profonde possono lasciare cicatrici e meritano una valutazione tempestiva.

Quando i brufoli compaiono nei primi mesi di vita il quadro è diverso: per l’acne neonatale trovi un approfondimento dedicato alle cause, all’evoluzione e ai segnali da osservare.

Gli approfondimenti dell’intervista

Il dermatologo intervistato

Ritratto del dottor Andrea Di Stefano

Dott. Andrea Di Stefano · Specialista in Dermatologia e Venereologia

Su MammaWriter interviene sulla salute della pelle nell’infanzia e nell’adolescenza. Nella rubrica «Chiedilo al dermatologo» risponde ai quesiti generali selezionati dalle lettrici. Si occupa di diagnosi dermatoscopica e approfondisce la Skin Longevity nel progetto DCderma.

Intervista a cura di Brunella Farina per La parola agli esperti.Per le domande delle lettrici c’è uno spazio dedicato: Chiedilo al dermatologo. Proponi un quesito generale sulla pelle dei bambini: le domande selezionate saranno affrontate negli appuntamenti della rubrica. Le indicazioni hanno finalità divulgativa; diagnosi e terapie richiedono la valutazione del medico.

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.

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