congedo parentale requisiti e come fare richiesta

Congedo parentale 2026: quanto dura, quanto viene pagato e come richiederlo

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Il congedo parentale 2026 permette ai genitori lavoratori di assentarsi dal lavoro per occuparsi dei figli. Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una novità importante: per i lavoratori dipendenti il periodo entro il quale può essere utilizzato arriva fino ai 14 anni di età del figlio. La disciplina precedente prevedeva il limite dei 12 anni.

I limiti complessivi di durata rimangono distinti dal periodo entro cui il congedo può essere utilizzato. La coppia dispone generalmente di 10 mesi, elevabili a 11 quando il padre utilizza almeno tre mesi. Sul piano economico, fino a nove mesi possono essere indennizzati secondo le condizioni stabilite dalla normativa e, per le famiglie che possiedono i requisiti, tre mesi possono arrivare all’80% della retribuzione.

Il congedo parentale è facoltativo ed è distinto dal congedo obbligatorio di maternità e da quello di paternità. Può essere utilizzato in maniera continuativa, frazionata e, per i dipendenti, anche su base oraria.

Cosa cambia per il congedo parentale nel 2026

La principale novità del 2026 riguarda l’età del figlio entro la quale i dipendenti possono utilizzare il congedo.

Il limite arriva ai 14 anni di vita del bambino. Per i genitori adottivi e affidatari il periodo può essere utilizzato entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia, rispettando comunque il limite della maggiore età.

L’estensione della finestra temporale offre quindi ai genitori una maggiore possibilità di distribuire nel tempo i mesi disponibili.

Un figlio che abbia, per esempio, 12 o 13 anni può consentire nel 2026 la fruizione di eventuali periodi di congedo parentale ancora disponibili, quando ricorrono le condizioni previste per la categoria lavorativa interessata.

Congedo parentale e maternità obbligatoria: quali sono le differenze

Il congedo di maternità consiste nel periodo di astensione obbligatoria collegato alla gravidanza e alla nascita. Il congedo parentale è facoltativo e serve alla cura del figlio negli anni successivi alla nascita.

Per la madre lavoratrice dipendente il diritto al congedo parentale può essere esercitato al termine del periodo obbligatorio di maternità.

Per il padre il diritto nasce dal giorno successivo al parto e può essere utilizzato anche mentre la madre si trova nel periodo di astensione obbligatoria. Il padre mantiene il proprio diritto anche quando la madre non lavora.

I mesi di maternità obbligatoria rimangono quindi separati dal conteggio del congedo parentale.

Quanti mesi di congedo parentale spettano nel 2026

Per i lavoratori dipendenti il limite complessivo ordinario della coppia è di 10 mesi per figlio.

La durata può arrivare a 11 mesi quando il padre utilizza almeno tre mesi di congedo parentale, anche in forma frazionata.

All’interno di questi limiti:

  • la madre può utilizzare fino a 6 mesi;
  • il padre può utilizzare fino a 6 mesi, elevabili a 7 se usufruisce di almeno tre mesi;
  • il genitore solo può utilizzare fino a 11 mesi;
  • la coppia può arrivare a 10 mesi, oppure a 11 grazie alla maggiore partecipazione del padre.

Madre e padre possono utilizzare il congedo parentale anche nello stesso periodo. In caso di parto plurimo, adozione o affidamento plurimo, il diritto viene calcolato per ciascun figlio.

La durata disponibile e il numero dei mesi economicamente indennizzati rappresentano due elementi differenti.

Quanti mesi di congedo parentale sono pagati

Per i lavoratori dipendenti sono previsti complessivamente nove mesi indennizzabili.

La distribuzione è formata da:

tre mesi per la madre, personali e non trasferibili al padre;

tre mesi per il padre, personali e non trasferibili alla madre;

tre mesi ulteriori, che possono essere utilizzati alternativamente da uno dei due genitori.

L’indennità ordinaria è pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata secondo i criteri INPS.

Per una parte di questi periodi la percentuale può salire all’80%.

Congedo parentale all’80% nel 2026: quanti mesi spettano

Nel 2026 possono essere riconosciuti fino a tre mesi complessivi di congedo parentale con indennità all’80% della retribuzione.

I tre mesi derivano dalle maggiorazioni introdotte progressivamente dalle Leggi di Bilancio 2023, 2024 e 2025. La normativa ha aumentato la percentuale riconosciuta per alcuni periodi di congedo già esistenti.

L’INPS precisa che i tre mesi maggiorati appartengono ai sei mesi personali e non trasferibili, tre della madre e tre del padre.

La coppia può distribuirli tra i genitori secondo le condizioni previste oppure può utilizzarli uno dei due. Il diritto alla maggiorazione viene riconosciuto anche al genitore solo.

Entro quando vanno utilizzati i tre mesi all’80%

I periodi indennizzati all’80% devono essere utilizzati quando il figlio ha meno di sei anni, oppure entro sei anni dall’ingresso in famiglia nel caso di adozione o affidamento.

Per ottenere tutti e tre i mesi maggiorati devono inoltre essere rispettate le condizioni temporali previste dalle diverse Leggi di Bilancio.

Per il terzo mese, per esempio, l’INPS richiede che il periodo di maternità o paternità sia terminato successivamente al 31 dicembre 2024. In caso di bambino nato o entrato in famiglia dal 1° gennaio 2025, la maggiorazione dei tre mesi può essere riconosciuta indipendentemente dalla data di conclusione del congedo di maternità o paternità.

Per i bambini nati nel 2025 e nel 2026, quindi, la disciplina consente generalmente l’accesso ai tre mesi all’80%, nel rispetto delle altre condizioni previste.

I tre mesi all’80% sono mesi aggiuntivi?

I tre mesi all’80% fanno parte del congedo parentale già spettante.

L’INPS chiarisce espressamente che le maggiorazioni introdotte negli ultimi anni hanno modificato la percentuale dell’indennità, mantenendo invariata la durata complessiva del congedo.

Una coppia con dieci mesi disponibili conserva quindi dieci mesi complessivi. All’interno dei periodi indennizzabili, fino a tre mesi possono ricevere un trattamento economico pari all’80% quando sono soddisfatti i requisiti previsti.

Quanto viene pagato il resto del congedo parentale

La percentuale ordinaria per i mesi indennizzati è pari al 30% della retribuzione media giornaliera.

I nove mesi complessivamente indennizzabili comprendono i sei mesi personali dei genitori e i tre mesi utilizzabili alternativamente. I tre periodi eventualmente riconosciuti all’80% appartengono a questa struttura.

La coppia può avere diritto a dieci oppure undici mesi di astensione complessiva. Per gli eventuali periodi successivi ai nove mesi indennizzati, la corresponsione del 30% è subordinata al reddito individuale del genitore richiedente, che deve essere inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo pensionistico.

Un esempio pratico di congedo parentale 2026

Consideriamo due genitori dipendenti con un bambino nato nel 2026.

La madre dispone di un massimo individuale di sei mesi e il padre di sei. La coppia può complessivamente utilizzarne dieci.

Se il padre utilizza almeno tre mesi, il suo limite individuale può arrivare a sette e quello complessivo della coppia a undici.

All’interno dei periodi indennizzabili, la famiglia dispone di tre mesi personali della madre, tre mesi personali del padre e ulteriori tre mesi da attribuire a uno dei due. Per un bambino nato nel 2026, fino a tre mesi appartenenti alle quote personali possono essere indennizzati all’80% se utilizzati entro il limite previsto.

La distribuzione concreta può quindi essere organizzata secondo le esigenze familiari, mantenendo presenti i limiti individuali e quelli della coppia.

Congedo parentale per il padre

Il padre possiede un diritto autonomo al congedo parentale.

Può usufruirne dal giorno successivo alla nascita del bambino, anche quando la madre sta utilizzando il proprio congedo di maternità e anche quando la madre non svolge un’attività lavorativa.

Il limite individuale è normalmente di sei mesi. Quando il padre utilizza almeno tre mesi, il proprio tetto può arrivare a sette e la disponibilità complessiva dei genitori passa da dieci a undici mesi.

La disciplina favorisce quindi una distribuzione del tempo di cura tra i due genitori attraverso il riconoscimento di un mese complessivo supplementare quando il padre utilizza almeno tre mesi.

Congedo parentale del genitore solo

Il genitore solo può utilizzare fino a 11 mesi di congedo parentale.

La disciplina riconosce nove mesi indennizzabili secondo le regole previste per il congedo parentale e consente l’accesso alla maggiorazione all’80% quando vengono rispettate le relative condizioni.

Ai fini del congedo parentale, l’INPS considera genitore solo anche la persona alla quale sia stato attribuito l’affidamento esclusivo del figlio ai sensi dell’articolo 337-quater del Codice civile.

I genitori possono prendere il congedo parentale insieme?

Sì. Madre e padre possono usufruire del congedo parentale contemporaneamente.

La sovrapposizione dei periodi non modifica i limiti individuali e complessivi disponibili. Ogni giornata utilizzata viene conteggiata nel monte congedo del genitore interessato.

La possibilità consente, per esempio, a entrambi i genitori di rimanere a casa nello stesso periodo durante particolari esigenze familiari.

Congedo parentale in caso di adozione o affidamento

Anche i genitori adottivi e affidatari hanno diritto al congedo parentale.

Dal 2026 i dipendenti possono utilizzarlo entro 14 anni dall’ingresso del minore nella famiglia e comunque entro il compimento della maggiore età.

La disciplina sulla durata individuale e complessiva segue le medesime regole previste per i genitori biologici.

Per i mesi con indennità maggiorata all’80%, il periodo dei sei anni viene calcolato a partire dall’ingresso del minore in famiglia.

Congedo parentale per figli con disabilità grave

Per i genitori di bambini con disabilità in situazione di gravità esiste una disciplina specifica che consente il prolungamento del congedo parentale.

Il periodo complessivo può arrivare fino a tre anni, considerando anche i mesi di congedo parentale ordinario già utilizzati, secondo le condizioni previste dal Testo Unico sulla maternità e paternità.

Nel 2026 l’ampliamento della finestra temporale a 14 anni interessa anche questa tutela per i lavoratori dipendenti.

Il prolungamento viene indennizzato al 30% della retribuzione. La situazione personale del bambino e l’eventuale ricovero devono essere valutati secondo le condizioni previste dalla normativa.

Congedo parentale per i dipendenti pubblici

Le regole generali del Testo Unico si applicano anche ai dipendenti pubblici.

Per questa categoria assumono particolare rilievo anche le disposizioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro, che possono riconoscere condizioni economiche più favorevoli.

Un insegnante, un dipendente sanitario o un lavoratore di un’amministrazione pubblica deve quindi verificare sia la normativa generale sia il proprio CCNL.

Il numero dei giorni o dei mesi utilizzati continua comunque a essere conteggiato nell’ambito dei limiti complessivi di congedo parentale spettanti.

Congedo parentale per gli iscritti alla Gestione Separata

Per gli iscritti alla Gestione Separata INPS valgono regole specifiche.

L’estensione fino ai 14 anni prevista nel 2026 per i lavoratori dipendenti non modifica la finestra temporale della Gestione Separata, che rimane fissata entro i 12 anni del figlio.

Ciascun genitore dispone di tre mesi personali e sono previsti ulteriori tre mesi utilizzabili alternativamente dai due genitori. La durata indennizzabile complessiva può quindi arrivare a nove mesi.

L’indennità viene calcolata secondo il reddito di riferimento previsto per gli iscritti alla Gestione Separata.

Congedo parentale per lavoratrici e lavoratori autonomi

Anche lavoratrici e lavoratori autonomi possono avere diritto al congedo parentale secondo una disciplina specifica.

Per le categorie interessate ciascun genitore può usufruire di un massimo di tre mesi per figlio, generalmente entro il primo anno di vita del bambino o entro un anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.

L’indennità viene determinata sulla base della retribuzione convenzionale giornaliera prevista per la categoria di appartenenza.

Per ottenere il trattamento è richiesta l’effettiva astensione dall’attività lavorativa e devono essere rispettati i requisiti contributivi previsti.

Il congedo parentale si può prendere a ore?

I lavoratori dipendenti possono usufruire del congedo parentale anche su base oraria.

Quando il contratto collettivo disciplina espressamente questa possibilità, vengono applicati i criteri stabiliti dalla contrattazione.

In assenza di una disciplina contrattuale specifica, l’INPS consente la fruizione per mezza giornata, corrispondente alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga precedente.

La procedura telematica INPS consente di indicare direttamente la modalità giornaliera oppure quella oraria.

Congedo parentale continuativo o frazionato

Il congedo può essere utilizzato per un periodo continuativo oppure suddiviso nel tempo.

Una madre può quindi utilizzare, per esempio, alcune settimane in un periodo dell’anno e conservare il resto per esigenze successive, sempre entro i limiti individuali e temporali.

Anche il requisito dei tre mesi utilizzati dal padre per ottenere l’estensione complessiva a undici mesi può essere raggiunto attraverso periodi frazionati.

La possibilità di distribuire il congedo acquista ancora maggiore interesse nel 2026 grazie all’estensione della finestra di utilizzo fino ai 14 anni per i dipendenti.

Come fare domanda di congedo parentale all’INPS

La domanda deve essere presentata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Quando viene inoltrata successivamente, vengono indennizzati soltanto i giorni successivi alla data di presentazione.

La richiesta può essere effettuata online attraverso il servizio INPS “Domande di maternità e paternità”. Il sistema consente anche di verificare i contatori del congedo parentale e di scegliere la fruizione giornaliera oppure oraria. È possibile rivolgersi anche a un patronato o utilizzare il Contact Center dell’Istituto.

Per controllare direttamente requisiti, durata, percentuali di indennità e modalità di presentazione della domanda è disponibile la scheda ufficiale INPS dedicata al congedo parentale per lavoratrici e lavoratori dipendenti, aggiornata il 16 giugno 2026.

Alla procedura INPS si aggiunge la comunicazione al datore di lavoro secondo i termini di preavviso previsti dalla legge e dal contratto collettivo applicato.

Congedo parentale e altri aiuti alle famiglie

Il congedo parentale può convivere con altre misure rivolte ai genitori, poiché la sua funzione riguarda principalmente il diritto ad assentarsi dal lavoro e la relativa tutela economica.

Assegno unico, Bonus nuovi nati, Bonus asilo nido e agevolazioni per le lavoratrici madri seguono requisiti autonomi.

Per avere un quadro delle prestazioni attive puoi consultare anche l’approfondimento MammaWriter dedicato al Bonus mamme 2026 e agli altri benefici per le famiglie.

Congedo parentale, ferie e tredicesima

La disciplina vigente tutela anche gli effetti del congedo sul rapporto di lavoro.

I periodi di congedo parentale vengono computati nell’anzianità di servizio e concorrono alla maturazione di ferie, riposi e tredicesima mensilità, secondo quanto stabilito dalla normativa introdotta con il decreto legislativo 105/2022.

Le componenti accessorie della retribuzione strettamente collegate all’effettiva presenza possono seguire regole specifiche previste dal contratto collettivo.

Per i dipendenti pubblici e per alcune categorie del settore privato può inoltre essere previsto un trattamento economico di maggiore favore.

Il congedo parentale vale per la pensione?

I periodi di congedo parentale fruiti durante il rapporto di lavoro sono tutelati sul piano previdenziale attraverso la contribuzione figurativa, secondo i criteri previsti dalla normativa.

Il periodo di assenza viene quindi considerato anche ai fini previdenziali nei termini stabiliti per la specifica categoria lavorativa.

La disciplina contributiva acquista particolare importanza quando il congedo viene utilizzato per diversi mesi o distribuito nel corso di più anni.

Domande frequenti sul congedo parentale 2026

Fino a che età del figlio si può prendere il congedo parentale nel 2026?

Per i lavoratori dipendenti il limite è di 14 anni di età del figlio dal 1° gennaio 2026. Per i genitori adottivi e affidatari il riferimento è rappresentato dai primi 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia, entro la maggiore età.

Quanti mesi di congedo parentale spettano alla madre?

La madre lavoratrice dipendente può utilizzare fino a sei mesi di congedo parentale. Tre mesi rappresentano la propria quota personale indennizzabile e non trasferibile all’altro genitore.

Quanti mesi di congedo parentale spettano al padre?

Il padre lavoratore dipendente può utilizzare fino a sei mesi. Il limite individuale arriva a sette mesi quando usufruisce di almeno tre mesi di congedo. In questa situazione il limite complessivo dei due genitori sale a undici mesi.

Quanti mesi spettano complessivamente alla coppia?

Il limite ordinario è di 10 mesi. Arriva a 11 mesi quando il padre utilizza almeno tre mesi, continuativi o frazionati.

Quanti mesi sono pagati nel congedo parentale?

Per i lavoratori dipendenti sono previsti fino a nove mesi complessivamente indennizzabili: tre della madre, tre del padre e tre utilizzabili alternativamente dai due genitori.

Nel 2026 il congedo parentale viene pagato all’80%?

Fino a tre mesi complessivi possono essere indennizzati all’80% quando sono soddisfatti i requisiti previsti. I periodi maggiorati appartengono alle quote personali e non trasferibili dei genitori.

Per un figlio nato nel 2026 spettano tre mesi all’80%?

Per le nascite dal 1° gennaio 2025 la disciplina consente l’accesso ai tre mesi maggiorati senza subordinare il diritto alla conclusione del congedo di maternità o paternità dopo una determinata data. I mesi devono comunque essere utilizzati entro il limite dei sei anni previsto per l’indennità maggiorata.

I tre mesi all’80% sono aggiuntivi?

No. I tre mesi appartengono ai periodi di congedo già disponibili. La normativa aumenta l’indennità dal 30% all’80% per quei periodi e mantiene invariata la durata complessiva del congedo.

Madre e padre possono prendere il congedo parentale contemporaneamente?

Sì. I due genitori possono utilizzare il congedo negli stessi giorni, rispettando il proprio monte individuale e il limite complessivo della coppia.

Il padre può prendere il congedo mentre la madre è in maternità?

Sì. Il padre può utilizzare il congedo parentale dal giorno successivo al parto anche durante l’astensione obbligatoria della madre. Il diritto gli spetta anche quando la madre non lavora.

Il congedo parentale si può prendere a ore?

Sì. I dipendenti possono utilizzare il congedo su base oraria. La contrattazione collettiva può stabilire specifiche modalità; in assenza di disciplina contrattuale, la fruizione può avvenire per metà dell’orario medio giornaliero.

Quando bisogna presentare la domanda all’INPS?

La domanda deve essere inoltrata prima dell’inizio del periodo richiesto. Una presentazione successiva permette di ottenere l’indennità soltanto per i giorni che seguono la data della domanda.

Come si presenta la domanda di congedo parentale?

La domanda può essere inoltrata attraverso il servizio online INPS “Domande di maternità e paternità”. Sono disponibili anche l’assistenza dei patronati e il Contact Center INPS.

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