Brunella Farina allo specchio con in mano una minigonna fucsia sulla gruccia

Lettera a Tajani: la mia affidabilità non entra nell’orlo di una gonna

Caro Tajani,

Ho portato gonne cortissime

Anche troppo corte, probabilmente, secondo il metro con cui a 20 anni misuravo la quantità di stoffa necessaria per uscire di casa.

Ho avuto fidanzati, anzi, direi più correttamente che ho frequentato ragazzi. Alcuni giusti, parecchi sbagliati. Ho preso decisioni sensate e altre delle quali oggi riesco finalmente a ridere. Sono uscita la sera, ho fatto tardi, ho bevuto qualche bicchiere di troppo, ho ballato, ho litigato, ho pianto per uomini che qualche anno dopo avrei attraversato la strada pur di evitare.

Ho cambiato idea, persone, strade. Ho indossato tacchi sui quali riuscivo a camminare per puro miracolo e vestiti che oggi richiederebbero una fiducia nel mio metabolismo che francamente ho perduto.

Poi sono diventata madre, due volte. E tutte quelle esperienze sono rimaste dentro la mia storia, assieme al lavoro, alle responsabilità, alle promesse mantenute, agli errori e alla capacità di ricominciare.

La mia affidabilità si è costruita nelle cose fatte e nelle persone di cui mi sono presa cura.

L’affidabilità ha altri metri

Nei giorni scorsi lei ha raccontato una scelta politica attraverso il paragone con la donna da sposare. Ha parlato della ragazza affascinante che ha avuto più fidanzati, della possibilità che possa tradire, della donna meno appariscente e più affidabile, della buona madre di famiglia e, nello stesso discorso, delle gonne un po’ più lunghe. È una metafora, certo. Proprio per questo dice molto del patrimonio di immagini a cui continuiamo ad attingere quando descriviamo una donna.

La donna vistosa è sinonimo di rischio, quella discreta e più sobria diventa una garanzia. (Manco stessimo valutando un investimento, sic!)

Quante sciocchezze!

Conosco donne tatuate e donne senza tatuaggi, donne in minigonna e donne in tuta, donne che hanno amato una sola persona e donne che hanno attraversato relazioni sufficienti per scrivere un trattato di antropologia sentimentale. Donne single e donne pluridivorziate,  donne che sono diventate madri in un centro di fecondazione assistita e donne che sono madri solo di se stesse.

La serietà, caro Tajani, si vede nel modo in cui trattiamo gli altri, nel modo in cui manteniamo la parola, ci assumiamo le nostre responsabilità e affrontiamo le conseguenze delle nostre scelte.

La Pasionaria portava gonne lunghe

Caro Tajani, forse le sfugge che Dolores Ibárruri, la Pasionaria, era spesso ritratta con abiti neri e gonne lunghe. Una testimonianza del suo ingresso al Congresso spagnolo nel 1977 la descrive proprio tutta di nero, con la gonna lunga. Seguendo il metro del suo discorso, avrebbe superato brillantemente l’esame dell’orlo.

A giudicarla dal guardaroba, avrebbe potuto sembrare il ritratto perfetto della donna sobria evocata nel suo discorso. Sotto quelle gonne lunghe c’era invece una straordinaria dirigente comunista, deputata alle Cortes, vicepresidente dell’assemblea e una delle voci più riconoscibili dell’antifranchismo spagnolo.

Ecco perché il dettaglio è quanto mai divertente. Una gonna lunga racconta, al massimo, che una donna ha scelto una gonna lunga. Le idee, il temperamento, la fedeltà, la serietà e il modo in cui una persona attraversa la propria vita e la Storia richiedono, invece, strumenti ben più sofisticati di un centimetro da sarta.

Quello che mi auguro per mio figlio

Ho un figlio maschio e mi auguro che cresca libero di scegliere chi amare. Io spero di avergli insegnato a riconoscere il rispetto, la lealtà, la libertà e la cura.

Mi auguro che guardi come quella persona tratta gli altri, come si comporta quando è arrabbiata, se mantiene la parola data, se sa chiedere scusa, se rispetta la libertà altrui e custodisce la propria. Mi auguro che trovi qualcuno con cui parlare quando la vita diventa complicata e con cui sentirsi pienamente se stesso.

Insomma, mi auguro che mio figlio impari a riconoscere l’affidabilità senza controllare l’orlo.

Quello che vorrei insegnare a mia figlia

Ho anche una figlia e vorrei che crescesse sapendo che il suo corpo appartiene a lei e che la sua affidabilità verrà restituita dalle sue scelte e dai suoi comportamenti.

Una scollatura vuol dire che le piace la scollatura; una minigonna che le piace quella minigonna. Il numero delle persone amate appartiene alla sua storia sentimentale, mentre la sua affidabilità verrà fuori dalle responsabilità che saprà assumersi e dalla cura che avrà per sé e per gli altri.

Vorrei che crescesse sapendo che la rispettabilità non si indossa per rassicurare chi la guarda.

La gonna lasciamola al guardaroba

Io, nel frattempo, continuo a indossare quello che mi pare.

Mantengo le promesse che scelgo di fare. A volte perdo la pazienza e a volte (anzi spesso) dico parolacce.

Sono stata giovane, innamorata, incosciente, prudente, felice, disperata e divertita, arrabbiata e stanca.

Perciò, caro Tajani, sul mio grado di affidabilità possiamo discutere guardando ciò che faccio, le persone di cui mi prendo cura, il modo in cui lavoro e le responsabilità che mi assumo.

La gonna, caro Tajani, la lasci a me. Per decidere quanto deve essere lunga, me la cavo benissimo da sola.

P.S. Ai miei figli ho scritto tante volte: trovi tutte le mie lettere ai figli qui.

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