Bonus mamme 2026: come funziona e quali altri benefici spettano alle famiglie
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Il Bonus mamme 2026 cambia importo e arriva a 60 euro al mese, per un massimo di 720 euro nell’anno. La misura riguarda le lavoratrici con almeno due figli e un reddito da lavoro entro 40.000 euro annui. Accanto al contributo convivono Assegno unico, Bonus nuovi nati, Bonus asilo nido, assegno di maternità dei Comuni e alcune agevolazioni legate al lavoro e ai congedi.
Mettere ordine è particolarmente utile nel 2026, perché con l’espressione “Bonus mamme” vengono indicate misure che funzionano in maniera diversa. Il contributo di 60 euro è un sostegno economico destinato direttamente alla lavoratrice; l’esonero contributivo per alcune madri con almeno tre figli segue un’altra disciplina; il Bonus Donne 2026 riguarda invece l’impresa che assume determinate lavoratrici.
L’INPS ha raccolto molti dei servizi destinati ai genitori nel nuovo Portale della Famiglia e della Genitorialità, aggiornato nel luglio 2026 anche con le informazioni sul Bonus mamme e sul Bonus nuovi nati.
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Bonus mamme 2026: quanto spetta
La Legge di Bilancio 2026 ha fissato il nuovo Bonus mamme a 60 euro mensili, per un massimo di dodici mensilità e quindi di 720 euro all’anno.
L’importo è esente fiscalmente e non concorre alla formazione dell’ISEE. L’erogazione è affidata all’INPS e avviene su domanda.
Il cambiamento rispetto al 2025 è significativo. Il precedente Nuovo Bonus mamme prevedeva infatti 40 euro mensili, fino a 480 euro annui. La stessa INPS, nel vademecum pubblicato il 27 gennaio 2026, ha precisato che per il nuovo anno l’importo sale a 60 euro.
Chi ha diritto al Bonus mamme 2026
Il Bonus mamme 2026 è rivolto alle lavoratrici dipendenti pubbliche e private, con esclusione del lavoro domestico, e alle lavoratrici autonome, purché il reddito da lavoro annuo sia pari o inferiore a 40.000 euro.
Per le madri con due figli, il beneficio è riconosciuto fino al mese in cui il secondo figlio compie 10 anni. Per le donne con tre o più figli, il limite arriva al mese del compimento dei 18 anni del figlio più piccolo.
La presenza di almeno due figli rappresenta quindi il requisito familiare di base. A questo si aggiungono la condizione lavorativa, il limite reddituale e le specifiche regole previste per le madri con almeno tre figli che lavorano a tempo indeterminato.
Le lavoratrici autonome possono ricevere il Bonus mamme 2026?
Sì. La disciplina 2026 contempla anche le lavoratrici autonome, sempre entro il limite di 40.000 euro annui di reddito da lavoro. L’INPS indica espressamente tra le destinatarie del contributo le lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli.
La precedente disciplina aveva già esteso il sostegno alle autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, alla Gestione Separata e alle casse professionali. Per la concreta gestione delle domande 2026 resta opportuno verificare le istruzioni operative pubblicate dall’INPS per la propria posizione previdenziale.
Come fare domanda per il Bonus mamme 2026
La Legge di Bilancio prevede che il contributo venga erogato dall’INPS su domanda. Nel luglio 2026 l’Istituto ha inoltre inserito il Nuovo Bonus mamme tra le prestazioni disponibili nel Portale della Famiglia e della Genitorialità, accessibile tramite identità digitale.
Qui serve però una precisazione importante per un articolo aggiornato ad agosto 2026. La scheda specifica “Nuovo Bonus mamme” ancora disponibile sul portale INPS descrive al momento il contributo 2025 da 40 euro e le relative scadenze, mentre la pagina INPS sulla Legge di Bilancio 2026 conferma già il nuovo importo di 60 euro.
Per la procedura 2026 conviene quindi fare riferimento alle istruzioni più recenti pubblicate dall’Istituto e al Portale della Famiglia e della Genitorialità INPS, che riunisce prestazioni e servizi dedicati ai genitori.
Bonus mamme ed esonero contributivo per chi ha almeno tre figli
Nel 2026 rimane attivo anche l’esonero contributivo previsto per le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli.
La misura consente l’esonero del 100% della quota dei contributi previdenziali IVS a carico della lavoratrice, entro un massimo di 3.000 euro annui, riparametrato mensilmente. Può essere applicata fino al 31 dicembre 2026 e fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 18 anni. I rapporti di lavoro domestico restano esclusi.
La normativa del Bonus mamme 2026 prevede specifiche regole di coordinamento con questo esonero. Una lavoratrice con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato deve quindi verificare quale disciplina venga applicata alla propria posizione.
Bonus mamme 2026 e Bonus Donne 2026 sono la stessa cosa?
La denominazione può creare facilmente confusione. Il Bonus mamme 2026 è una prestazione destinata alla lavoratrice madre.
Il Bonus Donne 2026, disciplinato dal decreto Lavoro, è invece un incentivo contributivo rivolto ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato determinate categorie di donne svantaggiate. Può arrivare all’esonero del 100% dei contributi a carico del datore, nei limiti stabiliti dalla normativa.
Esiste inoltre un’agevolazione specifica per l’assunzione di madri con almeno tre figli minori di 18 anni prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. Anche in questo caso il beneficio economico riguarda il datore di lavoro e può incidere positivamente sulle opportunità occupazionali della madre.
Bonus nuovi nati 2026: 1.000 euro per ogni figlio
Tra gli aiuti più importanti per chi ha avuto un bambino nel 2026 c’è il Bonus nuovi nati, pari a 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato, adottato o accolto in affidamento preadottivo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026.
Per accedere al contributo serve un ISEE per specifiche prestazioni familiari riferito al minore, con valore non superiore a 40.000 euro. Nel calcolo previsto per questa misura vengono neutralizzati gli importi percepiti tramite Assegno unico.
La domanda ordinaria deve essere presentata entro 120 giorni dalla nascita, dall’adozione o dall’ingresso in famiglia del minore. Per gli eventi avvenuti nel 2026 antecedentemente all’apertura del servizio online era stata fissata la scadenza transitoria del 12 agosto 2026. Per gli eventi successivi resta il termine ordinario dei 120 giorni.
Assegno unico 2026: importi aggiornati con l’ISEE
L’Assegno unico e universale continua a rappresentare il sostegno economico principale per i nuclei con figli a carico.
Nel 2026 gli importi e le soglie ISEE sono stati rivalutati dell’1,4%. Chi possedeva già una domanda accolta negli anni precedenti continua a ricevere la prestazione senza presentare una nuova richiesta, purché la pratica non sia decaduta, revocata o respinta.
L’importo varia secondo l’ISEE, il numero e l’età dei figli e le eventuali maggiorazioni. I dati INPS pubblicati il 26 agosto 2026 indicano un importo medio di circa 175 euro mensili per figlio. Nelle statistiche dell’Istituto si passa da circa 58 euro per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia di 46.582,71 euro a circa 227 euro medi nella fascia ISEE più bassa, fino a 17.468,51 euro. Gli importi medi statistici tengono conto anche delle maggiorazioni riconosciute ai diversi nuclei.
Bonus asilo nido 2026 fino a 3.600 euro
Il Bonus asilo nido 2026 contribuisce al pagamento delle rette degli asili pubblici e privati autorizzati e, in presenza di gravi patologie croniche che impediscono al bambino di frequentare il nido, può sostenere forme di assistenza domiciliare.
Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024 l’importo può arrivare a 3.600 euro annui con ISEE fino a 40.000 euro. Con ISEE superiore a 40.000 euro o in assenza dell’indicatore, il massimo è pari a 1.500 euro.
Per i bambini nati prima del 2024, nel 2026 continuano a essere applicate tre fasce: massimo 3.000 euro con ISEE fino a 25.000,99 euro, 2.500 euro tra 25.001 e 40.000 euro e 1.500 euro oltre questa soglia o in assenza di ISEE.
Un’altra novità riguarda la durata della domanda: dal 2026 la richiesta può avere validità fino al terzo anno di età del bambino, secondo le modalità indicate dall’INPS.
Assegno di maternità dei Comuni 2026
L’assegno di maternità dei Comuni è destinato soprattutto alle madri che non dispongono di una copertura previdenziale di maternità sufficiente e possiedono i requisiti economici previsti.
Per le nascite, adozioni e affidamenti del 2026, l’importo massimo è pari a 413,10 euro per cinque mensilità, per un totale di 2.065,50 euro. L’ISEE necessario per accedere alla misura deve essere pari o inferiore a 20.668,26 euro.
La concessione compete al Comune, mentre il pagamento viene effettuato dall’INPS. I requisiti relativi alla situazione lavorativa e previdenziale devono essere verificati per il singolo caso.
Congedo parentale 2026: cosa è cambiato
La Legge di Bilancio 2026 ha modificato anche il congedo parentale per i lavoratori dipendenti, portando il limite temporale per la fruizione fino ai 14 anni di vita del figlio. Per adozione e affidamento il periodo arriva fino a 14 anni dall’ingresso in famiglia, entro il raggiungimento della maggiore età.
Restano inoltre le maggiorazioni dell’indennità introdotte negli anni precedenti. Per i figli e le situazioni che rientrano nei requisiti previsti dalla normativa, fino a tre mesi complessivi per coppia possono essere indennizzati all’80% della retribuzione, nell’ambito dei periodi non trasferibili e con le condizioni temporali stabilite dalla legge.
La disciplina varia secondo la categoria lavorativa: per gli iscritti alla Gestione Separata il limite temporale del congedo resta a 12 anni, mentre per i lavoratori autonomi valgono regole differenti.
Malattia del figlio: più giorni nel 2026
La Legge di Bilancio 2026 ha ampliato anche la tutela per la malattia dei figli.
Per la fascia successiva ai 3 anni, ogni genitore può usufruire di 10 giorni all’anno, rispetto ai cinque previsti dalla precedente disciplina. Il limite di età arriva ora fino ai 14 anni del figlio.
È una misura differente dai bonus economici, ma incide direttamente sulla conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari, soprattutto quando i figli frequentano scuola e servizi educativi.
Quali bonus si possono ricevere insieme nel 2026?
Molte delle prestazioni familiari possono convivere perché rispondono a esigenze differenti. Una lavoratrice con due figli può, in presenza dei rispettivi requisiti, ricevere il Bonus mamme e l’Assegno unico. Una famiglia con un bambino nato nel 2026 può avere anche diritto al Bonus nuovi nati e al Bonus asilo nido.
La verifica va effettuata misura per misura, considerando reddito da lavoro, ISEE, numero ed età dei figli, situazione professionale e presenza di eventuali altri trattamenti. Particolare attenzione serve per il coordinamento tra Bonus mamme 2026 ed esonero contributivo IVS delle lavoratrici a tempo indeterminato con almeno tre figli, espressamente disciplinato dalla normativa.
Il Portale della Famiglia INPS offre anche strumenti personalizzati e simulatori per Assegno unico e Bonus asilo nido, oltre a suggerimenti sulle prestazioni potenzialmente spettanti al nucleo.
Domande frequenti sul Bonus mamme 2026
Quanto è il Bonus mamme nel 2026?
Il Bonus mamme 2026 è pari a 60 euro al mese, per un massimo di dodici mensilità e quindi di 720 euro annui. La somma è esente da imposizione fiscale e non rileva ai fini ISEE.
Qual è il limite di reddito per il Bonus mamme 2026?
Il reddito da lavoro della beneficiaria deve essere pari o inferiore a 40.000 euro annui. Il requisito riguarda il reddito da lavoro indicato dalla normativa della misura.
Il Bonus mamme 2026 spetta con due figli?
Sì. Con due figli il contributo è riconosciuto fino al mese in cui il secondo figlio compie 10 anni, purché siano presenti anche gli altri requisiti previsti.
Il Bonus mamme spetta alle lavoratrici autonome?
Sì. La misura 2026 è destinata alle lavoratrici dipendenti e alle lavoratrici autonome con almeno due figli e reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro.
Le colf e le badanti possono ricevere il Bonus mamme 2026?
Le lavoratrici domestiche risultano escluse dalla platea indicata dall’INPS per il Bonus mamme 2026.
Bonus mamme e Assegno unico sono cumulabili?
Le due misure hanno presupposti differenti e la normativa del Bonus mamme non prevede una generale incompatibilità con l’Assegno unico. Il Bonus mamme, inoltre, non rileva ai fini ISEE. La spettanza concreta va verificata sulla posizione della beneficiaria.
Una mamma con tre figli e contratto a tempo indeterminato cosa riceve nel 2026?
Per le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli resta operativo fino al 31 dicembre 2026 l’esonero del 100% dei contributi IVS a carico della lavoratrice, entro il limite di 3.000 euro annui e fino ai 18 anni del figlio più piccolo. La disciplina del Bonus mamme 2026 prevede regole specifiche di coordinamento con questo beneficio.
Il Bonus nuovi nati si può chiedere anche nel 2026?
Sì. Per i bambini nati, adottati o accolti in affidamento preadottivo nel 2026 spetta un contributo una tantum di 1.000 euro, con ISEE fino a 40.000 euro e domanda entro 120 giorni dall’evento secondo la disciplina ordinaria.

Sono blogger, giornalista e web content editor; contemporaneamente sono mamma di Luca e Viola: il tempo è poco, ma faccio i salti mortali per dare sempre il meglio! Il mio motto è “Chi la dura la vince”!
