aderenze dopo il cesareo

Aderenze dopo il cesareo: sintomi, anche a distanza di anni, e cosa fare

Le aderenze dopo il cesareo sono bande di tessuto fibroso che si formano durante la guarigione e fanno aderire fra loro strutture che normalmente scorrono l’una sull’altra. Sono molto comuni, nella maggior parte dei casi non danno alcun sintomo, e quando lo fanno il disturbo può comparire anche a distanza di anni.

Che cosa sono le aderenze

Ogni volta che un tessuto viene inciso e richiuso, la riparazione deposita collagene. Se durante quel processo due superfici restano a contatto, il tessuto di riparazione le unisce: è un’aderenza. Dopo un taglio cesareo possono interessare l’utero e la vescica, l’utero e la parete addominale, l’omento, più raramente le anse intestinali.

Non sono un errore chirurgico né un segno che qualcosa è andato storto: sono il modo in cui l’organismo ripara. La loro frequenza aumenta con il numero di cesarei subiti.

I sintomi, quando ci sono

La maggior parte delle aderenze è silenziosa e si scopre per caso, durante un intervento successivo. Quando danno disturbi, i più riferiti sono:

  • Sensazione che la cicatrice tiri o sia “attaccata”, soprattutto allungandosi o ruotando il tronco.
  • Dolore localizzato sopra o accanto alla cicatrice, che cambia con la posizione.
  • Fastidio a vescica piena, o la sensazione di doverla svuotare più spesso.
  • Dolore durante i rapporti.
  • Alterazioni della sensibilità attorno alla cicatrice: zone insensibili accanto ad altre ipersensibili.
  • Sensazione che l’addome non si muova in modo simmetrico.

Lo scalino che molte notano sopra il taglio ha a che fare proprio con questo: è l’adesione della cicatrice ai piani profondi che impedisce al tessuto sopra di distendersi. Il meccanismo è descritto nella guida allo scalino della cicatrice del cesareo.

Aderenze che si fanno sentire dopo anni

È una delle domande più frequenti, e la risposta è sì: un’aderenza formata nei mesi successivi all’intervento può diventare sintomatica molto dopo. Il tessuto fibroso si retrae lentamente nel tempo, e un carico nuovo – una ripresa sportiva, una gravidanza successiva, un periodo di lavoro fisico – può rendere evidente una limitazione che prima era compensata.

Questo non significa che ogni dolore addominale a distanza di anni dipenda dalle aderenze. È uno dei possibili meccanismi, e va messo in fila con gli altri da chi ti visita.

Come si fa la diagnosi

Qui serve essere chiari: le aderenze non si vedono con gli esami. Ecografia e risonanza non le rappresentano in modo affidabile, e l’unica conferma diretta è la visione durante un intervento. La valutazione è quindi clinica: storia, caratteristiche del dolore, esame della cicatrice e della sua mobilità nelle diverse direzioni.

Il che vuol dire anche il contrario: un’ecografia normale non esclude le aderenze, e non è un motivo per sentirsi dire che il disturbo non esiste.

Che cosa si può fare

L’intervento di riferimento è la mobilizzazione manuale della cicatrice, eseguita da un fisioterapista o da un osteopata con formazione sul post partum. Si lavora sul movimento del tessuto nei vari piani, non sulla forza: l’obiettivo è restituire scorrimento, e la pressione eccessiva ottiene l’effetto opposto perché irrita.

A casa l’automassaggio prosegue il lavoro: a cicatrice completamente guarita, qualche minuto al giorno muovendo la pelle in direzioni diverse, senza strofinare. Nessuna crema scioglie le aderenze, perché agiscono in superficie mentre le aderenze stanno fra i piani profondi.

Accanto a questo conta il recupero funzionale della parete e del perineo, che va impostato con gradualità: i tempi e gli esercizi adatti sono nella guida alla ginnastica post parto, fra pavimento pelvico e diastasi. Una fascia addominale, invece, non ha alcun effetto sulle aderenze: a cosa serve e a cosa no è spiegato nell’articolo sulla pancera dopo il cesareo.

Quando si opera

Raramente, e per indicazioni precise. La rimozione chirurgica delle aderenze è essa stessa un intervento sull’addome, e può generarne di nuove: per questo non si opera un’aderenza perché esiste, ma solo quando provoca un problema definito – un’occlusione intestinale, un dolore invalidante documentato, una situazione che richiede comunque di entrare in addome.

Aderenze e gravidanze successive

La presenza di aderenze può allungare i tempi di un cesareo successivo, perché il chirurgo deve separare i piani prima di arrivare all’utero. È un’informazione utile da riferire, non un motivo per rinunciare a una gravidanza: viene gestita con la programmazione dell’intervento.

Quando andare in pronto soccorso

Un’aderenza che coinvolge l’intestino può, raramente, ostacolarlo. I segnali da non rimandare sono dolore addominale intenso e continuo, vomito ripetuto, addome teso e gonfio, assenza di emissione di gas e di feci. In quel caso si va in ospedale, non si aspetta.

Domande frequenti

Quali sono i sintomi delle aderenze da taglio cesareo?

Sensazione che la cicatrice tiri, dolore localizzato che cambia con la posizione, fastidio a vescica piena, dolore durante i rapporti, alterazioni della sensibilità attorno al taglio. Molte aderenze, però, non danno nessun sintomo.

Si possono formare aderenze anni dopo il cesareo?

Le aderenze si formano nei mesi successivi all’intervento, ma possono diventare sintomatiche molto dopo, quando un carico nuovo rende evidente una limitazione prima compensata.

Si vedono con l’ecografia?

No. Né l’ecografia né la risonanza le mostrano in modo affidabile. La valutazione è clinica e un esame normale non le esclude.

Si possono prevenire?

Non del tutto. Alzarsi presto dopo l’intervento, come viene raccomandato in reparto, e cominciare la mobilizzazione della cicatrice una volta guarita sono le due cose che aiutano di più.

Il massaggio può peggiorare la situazione?

Se fatto con troppa pressione o su una cicatrice non ancora guarita, sì: irrita i tessuti. Il lavoro utile è leggero e ripetuto nel tempo, non intenso.

Fonti

National Institute for Health and Care Excellence (NICE), linea guida NG192 Caesarean birth; Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, documenti sul taglio cesareo e sulle complicanze a distanza; letteratura sulla sindrome aderenziale post chirurgica addomino-pelvica.

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.

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