neogenitori e paura di sbagliare
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Neogenitori e paura di sbagliare: quando sentirsi ascoltati fa la differenza

Quando nasce un bambino, insieme alla gioia arrivano domande che fino al giorno prima non esistevano. Perché piange? Dorme abbastanza? Sto facendo bene? È normale che succeda? Roberta Russo, puericultrice e divulgatrice nel mondo della prima infanzia, incontra spesso genitori che le rivolgono quesiti molto concreti e che, mentre parlano, lasciano trapelare qualcosa di più profondo: stanchezza, paura di sbagliare, senso di colpa, bisogno di essere rassicurati. Roberta non considera la domanda come un problema isolato da risolvere, perché dietro una richiesta sul sonno, sull’allattamento o sullo svezzamento può esserci una mamma che non dorme da settimane oppure un papà che sta cercando il proprio posto nella nuova quotidianità familiare. Per lei accompagnare una famiglia significa ascoltare ciò che viene detto e prestare attenzione anche a ciò che resta implicito.

Dietro una domanda pratica può esserci molto altro

Le richieste più frequenti riguardano il sonno, l’allattamento, lo svezzamento, le routine e l’organizzazione con un neonato. Roberta racconta però che molto spesso la domanda vera arriva dopo. Un semplice “Perché il mio bambino non dorme?” può contenere la fatica di una madre che non riposa da settimane; “Sto facendo bene con lo svezzamento?” può nascondere il timore di sbagliare; “È normale?” può essere il modo più immediato per chiedere conferma e sentirsi meno soli. “Dietro un ‘Perché il mio bambino non dorme?’ a volte c’è una mamma che non dorme da settimane. Dietro un ‘Sto facendo bene con lo svezzamento?’ c’è spesso la paura di sbagliare.” Oggi le famiglie hanno accesso a una quantità enorme di informazioni. Video, post, gruppi, podcast e consigli arrivano in continuazione e possono essere utili, ma l’accumulo di indicazioni diverse può aumentare la confusione. Roberta descrive il proprio ruolo anche come un lavoro di ordine: fermarsi con la famiglia, capire quali sono le difficoltà reali e ridurre quella sensazione di dover applicare contemporaneamente dieci regole diverse.

“Prima ascolto. Poi osservo. Poi insieme cerchiamo una strada”

Entrare nella quotidianità di una famiglia, soprattutto nei primi mesi dopo la nascita, significa avvicinarsi a una parte molto intima della vita. Roberta racconta di farlo con rispetto e delicatezza, consapevole che ogni casa ha equilibri, ritmi, fragilità e risorse proprie. Anche dopo molti anni di esperienza, dice di sentire ogni volta la responsabilità di quell’ingresso, proprio perché nessuna famiglia assomiglia davvero a un’altra. “Prima ascolto, poi osservo e infine insieme cerchiamo una strada.” Una mamma può avere paura di raccontare una scelta o un’abitudine perché teme di sentirsi dire che ha sbagliato, soprattutto quando arriva già stanca, confusa o piena di dubbi. Roberta cerca di creare uno spazio in cui possa parlare liberamente anche di ciò che le pesa di più, senza sentirsi giudicata, così da comprendere meglio la situazione e trovare insieme una soluzione sostenibile per quella specifica famiglia.

La competenza professionale incontra la conoscenza del proprio bambino

Roberta insiste sul valore delle competenze professionali, ma riconosce con altrettanta chiarezza la conoscenza che mamma e papà costruiscono giorno dopo giorno vivendo accanto al proprio bambino. Sono loro a riconoscerne i segnali, a sapere quali momenti della giornata risultano più delicati, quali abitudini funzionano meglio e quali tentativi hanno già fatto. Per questo il suo lavoro parte dal confronto con la famiglia e dall’ascolto di ciò che i genitori osservano nella quotidianità, così che le indicazioni possano adattarsi davvero alla loro situazione. “Io posso avere competenze, esperienza e formazione, ma quella mamma conosce il battito del proprio bambino. È stata la sua casa per nove mesi e vive con il suo bambino ogni giorno.” Roberta preferisce spiegare, ascoltare e proporre, lasciando poi spazio al confronto. Se una madre le dice che una determinata indicazione non funziona nella loro vita, non la considera una mancanza, ma un’informazione preziosa. Da lì si può capire meglio che cosa cambiare e quale strada possa essere più adatta. Il percorso mantiene così un carattere realistico, lontano dall’idea di una famiglia perfetta o di una professionista con una risposta valida per tutti.

Le famiglie insegnano anche a chi le accompagna

Nel tempo Roberta ha imparato a considerare ogni incontro come parte della propria formazione. Usa l’immagine di una valigia che, famiglia dopo famiglia, si riempie di esperienze, ricordi, insegnamenti ed emozioni. I bambini, racconta, le hanno insegnato un tempo diverso, più lento, fatto di prime scoperte, piccoli passi e cambiamenti che non sempre seguono il ritmo che gli adulti vorrebbero imporre. Anche per questo torna spesso sul valore dell’ascolto. Una madre può parlare del sonno e, in realtà, raccontare quanto è stanca. Può fare una domanda sull’allattamento e cercare soprattutto qualcuno che le restituisca fiducia. In certi momenti la risposta utile non consiste in una formula pronta, ma nella possibilità di fermarsi, capire da dove partire e sentire che la difficoltà può essere affrontata.

Un aiuto che alleggerisce, senza sostituirsi

Questo modo di lavorare attraversa anche il libro di Roberta, “Da zero a Mamma”, pubblicato da Edizioni Ducale e pensato come strumento pratico per futuri e neogenitori. Il filo che unisce il libro alla sua attività professionale è la volontà di offrire informazioni e sostegno senza sostituirsi alle scelte della famiglia. Per Roberta accompagnare significa rendere i genitori più consapevoli e più sicuri, lasciando che possano costruire il proprio modo di stare con il bambino. La puericultrice entra allora come presenza competente, capace di osservare, spiegare e restare accanto mentre la famiglia trova un equilibrio che le appartiene.

La puericultrice intervistata

Ritratto di Roberta Russo

Roberta Russo · Puericultrice, educatrice perinatale e Family Sleep Coach

Roberta Russo è puericultrice, educatrice perinatale e Family Sleep Coach. Laureata in Scienze della Formazione e dell’Educazione, lavora con bambini e famiglie dal 2014 e continua a formarsi negli ambiti della prima infanzia e della perinatalità. È autrice di «Da zero a Mamma», pubblicato da Edizioni Ducale.

A cura di Brunella Farina per La parola agli esperti.

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.

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