Trisomia 13: cos’è la sindrome di Patau, cause e diagnosi
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La trisomia 13, conosciuta anche come sindrome di Patau, è un’anomalia cromosomica caratterizzata dalla presenza di materiale genetico supplementare del cromosoma 13. Nella forma completa le cellule possiedono tre copie del cromosoma 13 al posto delle due abituali. L’alterazione interferisce con lo sviluppo embrionale e può interessare diversi organi, in particolare cervello, cuore, occhi, volto, reni e arti.
La sindrome può essere individuata durante la gravidanza attraverso gli esami di screening prenatale e alcuni reperti ecografici. La conferma richiede un esame diagnostico sui cromosomi fetali. Le attuali linee guida italiane sulla gravidanza fisiologica raccomandano di offrire nel primo trimestre lo screening delle anomalie cromosomiche più frequenti, tra cui la trisomia 13, mediante test combinato oppure analisi del DNA fetale libero.
Che cos’è la trisomia 13
Ogni cellula umana possiede normalmente 46 cromosomi organizzati in 23 coppie. Nella trisomia 13 è presente materiale genetico supplementare appartenente al cromosoma 13. La quantità di materiale coinvolto e il numero di cellule interessate contribuiscono alla grande variabilità del quadro clinico.
La forma più frequente è la trisomia 13 completa, nella quale il cromosoma supplementare è presente in tutte le cellule. Esistono anche la trisomia 13 a mosaico, nella quale convivono cellule con un normale assetto cromosomico e cellule trisomiche, e la trisomia 13 parziale, caratterizzata dalla presenza di una porzione supplementare del cromosoma. Un’altra forma deriva da una traslocazione cromosomica, cioè dal trasferimento di materiale del cromosoma 13 su un altro cromosoma.
Le forme a mosaico e parziali possono presentare manifestazioni molto differenti. La gravità dipende dai tessuti coinvolti, dalla percentuale di cellule trisomiche e dalla quantità di materiale genetico supplementare. Sono documentate persone con trisomia 13 a mosaico o parziale che hanno avuto una sopravvivenza significativamente più lunga rispetto a quella osservata nella forma completa.
Quanto è frequente la sindrome di Patau
La trisomia 13 è una condizione rara. Le stime variano secondo la popolazione studiata e secondo il criterio utilizzato, per esempio gravidanze diagnosticate, nascite complessive oppure nati vivi.
La Linea guida italiana Gravidanza fisiologica, aggiornata nel 2026 dall’Istituto Superiore di Sanità, riporta una prevalenza di circa un caso ogni 5.000 nati vivi. MedlinePlus Genetics stima circa un caso ogni 16.000 neonati, mentre altre fonti sanitarie internazionali riportano valori differenti. La frequenza osservata alla nascita risente dell’elevato numero di gravidanze con trisomia 13 che si interrompono spontaneamente durante la gestazione.
La probabilità aumenta con l’età materna, come avviene per altre trisomie autosomiche. Una gravidanza con trisomia 13 può comunque verificarsi a qualsiasi età.
Quali sono le cause della trisomia 13
La maggior parte dei casi deriva da un evento casuale durante la formazione dell’ovocita o dello spermatozoo. Un errore nella divisione cellulare, chiamato non-disgiunzione, determina la presenza di una copia supplementare del cromosoma 13.
La trisomia completa presenta generalmente questa origine e la maggior parte dei casi ha quindi carattere sporadico. La sindrome non deriva da comportamenti tenuti durante la gravidanza, alimentazione, attività fisica o altri comportamenti dei genitori.
Un discorso differente riguarda alcune trisomie 13 da traslocazione. Una persona può essere portatrice sana di una traslocazione bilanciata, cioè di una riorganizzazione cromosomica che conserva complessivamente il materiale genetico. Durante la formazione delle cellule riproduttive può generarsi un assetto sbilanciato con materiale supplementare del cromosoma 13.
Quando viene identificata una trisomia 13 da traslocazione, la consulenza genetica può prevedere lo studio del cariotipo dei genitori per stimare con maggiore precisione il rischio nelle gravidanze successive.
Quali anomalie possono essere associate alla trisomia 13
Il quadro clinico della sindrome di Patau presenta una notevole variabilità. Le anomalie congenite possono coinvolgere diversi sistemi e apparati.
Tra i reperti descritti con maggiore frequenza figurano alterazioni dello sviluppo cerebrale come l’oloprosencefalia, malformazioni cardiache congenite, alterazioni oculari come microftalmia o anoftalmia, labiopalatoschisi, polidattilia, anomalie renali e urogenitali e ridotta crescita fetale. Dopo la nascita possono essere presenti ipotonia e importanti difficoltà nello sviluppo neurologico.
Le linee guida italiane del 2026 ricordano in particolare la triade formata da microftalmia o anoftalmia, labiopalatoschisi e polidattilia, mentre anomalie del sistema nervoso centrale, del cuore, del volto, degli arti e dell’apparato genitale sono osservate in una quota significativa dei casi.
La presenza e la gravità delle malformazioni cambiano considerevolmente tra una gravidanza e l’altra. Il cariotipo, l’ecografia e gli accertamenti specialistici permettono quindi di descrivere il singolo quadro con maggiore precisione.
Trisomia 13 ed ecografia in gravidanza
Alcune anomalie associate alla trisomia 13 possono essere rilevate ecograficamente già durante la gravidanza. L’ecografia può evidenziare, per esempio, oloprosencefalia, alterazioni cardiache, anomalie del volto, polidattilia o restrizione della crescita fetale.
Le linee guida italiane pubblicate nel 2026 raccomandano l’ecografia nel primo e nel secondo trimestre per l’individuazione delle malformazioni fetali. Lo screening cromosomico e l’ecografia forniscono informazioni complementari sullo sviluppo della gravidanza.
Un reperto ecografico suggestivo porta generalmente a una valutazione presso un centro di medicina fetale e alla proposta di approfondimenti genetici. L’ecografia permette di studiare l’anatomia fetale, mentre l’assetto cromosomico viene definito attraverso gli esami genetici appropriati.
DNA fetale e trisomia 13
Il test del DNA fetale, conosciuto anche come NIPT o cfDNA, analizza frammenti di DNA libero di origine prevalentemente placentare presenti nel sangue materno. Può stimare la probabilità delle trisomie 21, 18 e 13 già nelle prime settimane di gravidanza.
ACOG e Society for Maternal-Fetal Medicine indicano il cfDNA come il test di screening più sensibile e specifico disponibile per le trisomie fetali comuni e raccomandano che venga offerto alle gestanti dopo un’adeguata informazione.
Anche l’Istituto Superiore di Sanità precisa che il NIPT fornisce una stima del rischio. Un risultato ad alto rischio per trisomia 13 richiede una successiva conferma diagnostica attraverso villocentesi o amniocentesi.
Su MammaWriter puoi approfondire funzionamento, tempi e significato dell’esame nell’articolo dedicato al test del DNA fetale.

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