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Follicoli ovarici: quanti ne abbiamo e cosa dicono sulla nostra fertilità

Sul monitor dell’ecografo compaiono dei piccoli cerchi scuri, e la ginecologa li conta sottovoce: uno, due, tre, fino a otto o nove per ovaio. “Hai una buona riserva”, dice, e tu annuisci come se avessi capito. Se hai avuto uno o due bambini, quella scena la conosci. Quei cerchi si chiamano follicoli, e dentro di loro c’è scritta buona parte della fertilità femminile. Eppure quasi nessuno si ferma a spiegare cosa siano davvero.

Cosa sono i follicoli (e perché non sono gli ovuli)

Il follicolo e l’ovulo vengono confusi di continuo, ma non sono la stessa cosa. Il follicolo è una piccola sacca piena di liquido che si trova nell’ovaio e ha un compito preciso: custodire e far maturare l’ovocita, cioè la vera cellula uovo. Intorno a quella cellula ci sono strati di altre cellule, quelle della granulosa e della teca, che producono estrogeni e accompagnano la maturazione. Per capirci, il follicolo è la casa e l’ovocita è chi ci abita dentro.

Quanti ne abbiamo, e perché diventano sempre meno

Il dato che sorprende di più riguarda i numeri. A differenza degli uomini, che producono nuovi spermatozoi per tutta la vita, le donne nascono già con l’intero patrimonio di ovociti, e non se ne formano di nuovi. Un feto femminile ne ha circa sette milioni intorno alla ventesima settimana di gestazione; alla nascita sono già scesi a uno o due milioni; al momento della pubertà ne restano tra i 300mila e i 5000mila. Di tutti questi, secondo il Manuale MSD, nel corso della vita fertile ne matureranno davvero solo tra i 300 e i 500. Gli altri si perdono lungo la strada, per un processo naturale chiamato atresia.

È un conto che spiega meglio di tante parole perché la fertilità cambi con l’età.

Come cresce un follicolo, ciclo dopo ciclo

I follicoli non sono tutti uguali, e nemmeno tutti attivi nello stesso momento. La maggior parte resta in una specie di sonno: sono i follicoli primordiali, la riserva vera e propria, quella con cui siamo nate. A ogni ciclo un piccolo gruppo si sveglia e comincia a crescere, passando per stadi successivi finché al loro interno compare una cavità piena di liquido, l’antro. Da quel momento si chiamano follicoli antrali e diventano visibili all’ecografia. Di solito uno solo prende il sopravvento, il follicolo dominante, e cresce fino a circa 18-24 millimetri. Quando è pronto si rompe e libera l’ovocita: è l’ovulazione. Gli altri, rimasti indietro, vengono riassorbiti.

La conta dei follicoli antrali, e cosa non dice

È proprio contando i follicoli antrali che si stima la cosiddetta riserva ovarica. L’esame si fa con un’ecografia transvaginale nei primi giorni del ciclo, di solito tra il secondo e il quinto, e spesso viene affiancato da un esame del sangue, il dosaggio dell’ormone antimulleriano (AMH), che si può fare in qualsiasi momento del ciclo. Come riferimento generale, gli specialisti considerano adeguata una riserva con più di dieci follicoli antrali contando entrambe le ovaie, bassa quando scendono sotto i sei o sette, molto alta quando ne superano abbondantemente venti, come accade nella sindrome dell’ovaio policistico.

Qui però serve una precisazione , perché è la parte che sfugge più spesso. Quel numero dice quanti follicoli ci sono, non quanto valgono. La riserva ovarica misura la quantità, mentre la qualità degli ovociti dipende soprattutto dall’età. Resta una fotografia utile del momento, da leggere insieme a chi conosce la propria storia clinica.

Ecco perché, quando la ginecologa conta quei cerchi sullo schermo, sta leggendo un’istantanea del presente. Il numero dei follicoli racconta un pezzo della storia, cioè quanti, ma non la scrive per intero Chi ha dei dubbi sulla propria fertilità, che sia per un primo figlio o per allargare la famiglia, la persona giusta a cui rivolgersi è il proprio medico, che quei dati li confronta con età e storia clinica.

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Domande frequenti sui follicoli ovarici

Quanti follicoli servono per rimanere incinta?

Ne basta uno. A ogni ciclo un gruppo di follicoli comincia a crescere, ma di solito uno solo arriva all’ovulazione e libera l’ovocita che può essere fecondato. Il numero che si conta all’ecografia dice quanti follicoli sono disponibili in quel momento, non quante possibilità hai quel mese.

Avere molti follicoli significa essere più fertile?

No, e questa è la confusione più comune. Un numero molto alto di follicoli antrali, sopra i venti, si associa spesso alla sindrome dell’ovaio policistico, una condizione in cui l’ovulazione può essere irregolare o assente nonostante la riserva sia abbondante. Più follicoli non vuol dire automaticamente più fertilità.

Cosa vuol dire avere una riserva ovarica bassa?

Vuol dire che i follicoli antrali contati all’ecografia sono pochi, sotto i sei o sette sommando le due ovaie. È un dato che va letto insieme all’AMH e soprattutto all’età, perché da solo non stabilisce se una gravidanza sia possibile: dice quanti follicoli ci sono, non che qualità hanno.

Si può aumentare il numero dei follicoli?

No. I follicoli si formano tutti prima della nascita e non se ne producono di nuovi, quindi non esistono integratori o stili di vita che li facciano ricomparire. Le terapie di stimolazione usate nella procreazione assistita non creano follicoli nuovi: fanno maturare quelli che in quel ciclo sarebbero andati persi.

La pillola anticoncezionale conserva la riserva ovarica?

No, anche se è una convinzione diffusa. La perdita dei follicoli è un processo continuo che va avanti anche durante l’assunzione dei contraccettivi orali. La pillola blocca l’ovulazione, non il consumo della riserva.

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