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Cenerentola: la storia, le versioni e il significato della fiaba

Cenerentola è la fiaba della ragazza maltrattata dalla matrigna e dalle sorellastre che, grazie a un aiuto magico, va al ballo del principe, perde una scarpetta e alla fine viene ritrovata e sposata. È forse la fiaba più diffusa al mondo, con centinaia di versioni raccolte dall’Egitto alla Cina, e una delle poche che si possono seguire per oltre 2.000 anni di storia scritta. In questo articolo trovi la fiaba raccontata in modo semplice, le sue versioni più antiche, comprese quella napoletana di Basile e quella crudele dei Grimm, e i significati che gli studiosi ci hanno letto. Per un quadro generale sul genere c’è la nostra guida su origini, evoluzione e significato delle fiabe.

La storia di Cenerentola

C’era una volta una ragazza buona e gentile che aveva perso la mamma. Il padre si risposò con una donna superba, che aveva 2 figlie altrettanto vanitose. Da quel giorno la ragazza dovette occuparsi di tutti i lavori di casa e la sera, stanca, si sedeva accanto al camino, in mezzo alla cenere. Per questo le sorellastre la chiamavano Cenerentola.

Un giorno il figlio del re organizzò un grande ballo e invitò tutte le ragazze del regno. Le sorellastre passarono giorni a provare vestiti e acconciature, e Cenerentola le aiutò a prepararsi. Quando partirono per il palazzo, lei rimase a casa e si mise a piangere.

In quel momento comparve la sua fata madrina. Con un colpo di bacchetta trasformò una zucca in una carrozza dorata, 6 topolini in cavalli, un grosso topo in cocchiere e 6 lucertole in valletti. Poi toccò il vestito di Cenerentola, che diventò un abito d’oro e d’argento, e le regalò un paio di scarpette di cristallo. “Ricordati che l’incantesimo finisce a mezzanotte,” le disse.

Al ballo nessuno riconobbe Cenerentola, nemmeno le sorellastre. Il principe ballò con lei tutta la sera e non riuscì a staccarle gli occhi di dosso. Quando l’orologio cominciò a battere la mezzanotte, Cenerentola corse via così in fretta che sulla scalinata perse una delle scarpette di cristallo.

Il principe raccolse la scarpetta e fece sapere che avrebbe sposato la ragazza a cui fosse andata bene. I suoi messaggeri la fecero provare a tutte le ragazze del regno. Anche le sorellastre provarono a infilarla, ma i loro piedi erano troppo grandi. Allora Cenerentola chiese di provarla, e la scarpetta le calzò alla perfezione. Dalla tasca tirò fuori l’altra, identica, e in quel momento apparve la fata madrina, che trasformò di nuovo i suoi abiti in un vestito meraviglioso.

Le sorellastre si gettarono ai suoi piedi chiedendo perdono, e Cenerentola le perdonò di cuore. Poco dopo sposò il principe, e portò a vivere a palazzo anche le 2 sorelle.

Da dove viene la fiaba di Cenerentola

La versione che hai appena letto è quella di Charles Perrault, la più conosciuta in Italia anche grazie al film di Walt Disney. Le radici della fiaba, però, sono molto più antiche. Nell’indice internazionale delle fiabe Cenerentola è il tipo ATU 510A, e gli studiosi ne hanno raccolte centinaia di varianti in tutti i continenti.

Rodopi, la Cenerentola dell’antico Egitto

Il primo racconto simile a Cenerentola si trova nella Geografia del greco Strabone, scritta a cavallo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Racconta di Rodopi, una giovane greca che viveva in Egitto. Un giorno, mentre faceva il bagno, un’aquila le portò via un sandalo e lo lasciò cadere in grembo al faraone, a Menfi. Colpito dalla bellezza del sandalo, il faraone fece cercare in tutto il paese la sua proprietaria e, quando la trovò, la sposò.

Ye Xian, la Cenerentola cinese

Intorno all’850 d.C. lo scrittore cinese Duan Chengshi raccolse la storia di Ye Xian, una ragazza maltrattata dalla matrigna che ha un unico amico, un pesce magico. Quando la matrigna uccide il pesce, le sue lische continuano ad aiutare la ragazza, che riesce ad andare a una festa con un abito splendido e un paio di scarpette d’oro. Ne perde una, la scarpetta arriva nelle mani di un re, e il re cerca in tutto il regno la ragazza dal piede così piccolo. È la prima versione scritta che contiene quasi tutti gli elementi della fiaba che conosciamo.

“La gatta Cenerentola” di Basile, la versione napoletana

La prima Cenerentola europea scritta è italiana. La racconta Giambattista Basile in Lo cunto de li cunti, pubblicato a Napoli tra il 1634 e il 1636. La protagonista si chiama Zezolla, e la sua storia è molto meno innocente di quella che conosciamo. Su consiglio della sua maestra di cucito, Zezolla uccide la prima matrigna chiudendole il coperchio di una cassapanca sul collo, e convince il padre a sposare la maestra. La nuova matrigna però porta in casa 6 figlie e relega Zezolla in cucina, accanto al focolare, dove le sorellastre la chiamano “gatta Cenerentola”. L’aiuto magico arriva da una pianta di dattero donata da una fata, e il re ritrova la ragazza grazie a una pianella persa durante una festa.

Perrault e la scarpetta di cristallo, 1697

Charles Perrault inserì Cenerentola nelle Storie o racconti del tempo passato del 1697. Gli elementi che oggi tutti associano alla fiaba vengono da lui, cioè la fata madrina, la zucca trasformata in carrozza, i topolini, la mezzanotte e la scarpetta di cristallo. Da tempo si discute se Perrault avesse scritto “verre”, vetro, oppure “vair”, la pelliccia di vaio usata per le calzature di lusso. Lo scrittore Honoré de Balzac sosteneva la seconda ipotesi, ma la maggior parte degli studiosi pensa che il vetro fosse una scelta voluta, perché una scarpa che non si può allargare è la prova perfetta. La sua Cenerentola è dolce e generosa, e alla fine perdona le sorellastre e trova loro un marito a corte.

I fratelli Grimm, la versione più crudele

I fratelli Grimm pubblicarono la loro Cenerentola, Aschenputtel, nel 1812. Nella loro versione non c’è nessuna fata. Cenerentola pianta un ramo di nocciolo sulla tomba della madre e lo innaffia con le sue lacrime, e l’albero che cresce, insieme agli uccellini che vi si posano, le dona gli abiti per andare alla festa. I balli sono 3, e la terza sera il principe fa spalmare di pece la scalinata, dove resta attaccata una scarpetta d’oro. Per farsela entrare, una sorellastra si taglia un dito del piede e l’altra un pezzo del tallone, ma 2 colombe avvertono il principe del sangue nella scarpa. Nell’edizione del 1819 i Grimm aggiunsero un finale ancora più duro, in cui le colombe cavano gli occhi alle sorellastre durante il matrimonio.

Rossini, Disney e la Cenerentola di oggi

Nel 1817 Gioachino Rossini portò in scena a Roma La Cenerentola, un’opera senza magia in cui la matrigna diventa il patrigno Don Magnifico e la scarpetta è sostituita da un braccialetto. Nel 1950 Walt Disney riprese la versione di Perrault nel film d’animazione che ha fissato nell’immaginario collettivo l’abito azzurro, la canzone della fata madrina e il castello. Da allora la fiaba è stata raccontata in decine di film, musical e libri, spesso con una Cenerentola più indipendente e meno in attesa del principe.

Il significato di Cenerentola

Una fiaba così diffusa è stata letta in molti modi diversi. Le letture principali sono 4.

  • La bontà premiata. È il significato più immediato. Cenerentola resta gentile anche quando viene trattata ingiustamente, e alla fine la sua bontà viene riconosciuta. Nella versione di Perrault la ricompensa arriva anche per chi ha sbagliato, perché lei perdona le sorellastre.
  • Il lutto e il legame con la madre. Nella versione dei Grimm l’aiuto magico nasce dalla tomba della mamma. Molti studiosi leggono il nocciolo innaffiato dalle lacrime come il ricordo della madre che continua a proteggere la figlia, e la fiaba come il racconto di come si cresce dopo una perdita.
  • La rivalità tra fratelli. Bruno Bettelheim, nel Mondo incantato, vedeva in Cenerentola la fiaba della gelosia tra fratelli. Ogni bambino, prima o poi, si sente messo da parte e trattato peggio degli altri, e la storia gli promette che il suo valore verrà riconosciuto.
  • La critica femminista. Dalla seconda metà del Novecento molte studiose hanno criticato la Cenerentola di Perrault e di Disney, una ragazza passiva che aspetta di essere salvata da un principe. Nel 1981 la scrittrice americana Colette Dowling coniò l’espressione “complesso di Cenerentola” per descrivere la paura dell’indipendenza che, secondo lei, molte donne avevano imparato fin da piccole.

Come raccontare Cenerentola ai bambini

Cenerentola si può raccontare dai 4 anni, partendo dalla versione di Perrault, che ha un tono dolce e un finale riconciliante. La versione dei Grimm, con i piedi tagliati e le colombe, è più adatta ai ragazzi più grandi, magari come curiosità da scoprire insieme.

  • Puntate sulla gentilezza. Il premio di Cenerentola arriva grazie alla gentilezza che conserva con tutti, anche con chi la tratta male. Dopo la lettura si può chiedere al bambino quali gesti gentili ha fatto la protagonista e quali ne ha fatti lui durante la giornata.
  • Attenzione alla parola matrigna. Nelle famiglie ricomposte la fiaba può creare qualche disagio. Conviene spiegare che la matrigna di Cenerentola è un personaggio inventato, e che nella realtà le nuove mamme e i nuovi papà possono voler bene ai figli del partner come ai propri.
  • Parlate delle sorellastre. La gelosia tra fratelli è un sentimento normale. La fiaba può aiutare a parlarne senza giudicare e a ricordare che in famiglia c’è posto per tutti.
  • Giocate con la magia. Con una zucca, qualche topolino di carta e un paio di scarpe vecchie si può mettere in scena la trasformazione della fata madrina, oppure organizzare il gioco della scarpetta, nascondendo una scarpa da ritrovare con i suoi indizi.

Nella stessa serie trovi anche la storia e il significato di Hansel e Gretel, un’altra fiaba con una matrigna e 2 bambini che se la cavano con il proprio coraggio.

Domande frequenti su Cenerentola

Chi ha scritto Cenerentola?

Cenerentola è una fiaba popolare antichissima. Le versioni scritte più famose sono quella di Giambattista Basile, pubblicata a Napoli tra il 1634 e il 1636, quella di Charles Perrault del 1697 e quella dei fratelli Grimm del 1812. Il film Disney del 1950 si basa sulla versione di Perrault.

Perché si chiama Cenerentola?

Il nome viene dalla cenere del focolare, accanto al quale la ragazza era costretta a stare dopo aver finito i lavori di casa. In francese si chiama Cendrillon, da cendre, e in tedesco Aschenputtel, da Asche, che hanno lo stesso significato.

Di che cosa era fatta la scarpetta di Cenerentola?

Nella versione di Perrault la scarpetta è di cristallo, in quella dei Grimm è d’oro e in quella di Basile è una semplice pianella. Nella Cenerentola di Rossini la scarpetta non c’è, e il principe riconosce la ragazza grazie a un braccialetto.

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.

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