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Hansel e Gretel: la storia, le origini e il significato della fiaba

Hansel e Gretel è la fiaba dei 2 fratelli abbandonati nel bosco che trovano una casetta fatta di dolci e una strega che vuole mangiarli. È una delle storie più famose della raccolta dei fratelli Grimm e anche una delle più dure, perché parla di fame, di genitori che lasciano soli i figli e di bambini che devono cavarsela con le proprie forze. Proprio per questo ha attirato l’attenzione di generazioni di studiosi. In questo articolo trovi la fiaba raccontata in modo semplice, le sue origini, le versioni parenti e i significati più profondi. Per un quadro generale sul genere c’è la nostra guida su origini, evoluzione e significato delle fiabe.

La storia di Hansel e Gretel

C’era una volta, ai margini di un grande bosco, un povero taglialegna che viveva con la moglie e i suoi 2 figli, Hansel e Gretel. In quel tempo in tutto il paese c’era la carestia, e una sera in casa non rimase quasi niente da mangiare. La matrigna convinse il taglialegna a portare i bambini nel fitto del bosco e a lasciarli lì, perché non c’era pane per tutti.

Hansel, che non riusciva a dormire per la fame, sentì tutto. Uscì di nascosto e si riempì le tasche di sassolini bianchi che brillavano alla luce della luna. Il giorno dopo, mentre la famiglia camminava nel bosco, li lasciò cadere uno alla volta lungo il sentiero. Quando i genitori se ne andarono, i 2 fratelli aspettarono che sorgesse la luna e seguirono i sassolini fino a casa.

Qualche tempo dopo la fame tornò, e con lei il piano della matrigna. Questa volta la porta era chiusa e Hansel non poté raccogliere i sassolini, così sbriciolò lungo la strada il pezzo di pane che gli avevano dato per pranzo. Ma quando cercarono la via del ritorno, le briciole non c’erano più. Se le erano mangiate gli uccellini del bosco.

Hansel e Gretel camminarono per 3 giorni, sempre più stanchi e affamati, finché un uccellino bianco li guidò fino a una casetta incredibile. I muri erano di pane, il tetto di torta e le finestre di zucchero trasparente. I bambini cominciarono a mangiarne dei pezzi, quando dalla porta uscì una vecchina che li accolse con gentilezza, diede loro una cena abbondante e 2 lettini puliti.

La vecchina era una strega che attirava i bambini con la sua casetta per mangiarli. La mattina dopo chiuse Hansel in una gabbia e costrinse Gretel a cucinare per farlo ingrassare. Ogni giorno la strega, che ci vedeva poco, chiedeva a Hansel di sporgere un dito per sentire se era abbastanza grasso, e lui le porgeva un ossicino. La strega si stupiva che il bambino restasse così magro.

Dopo 4 settimane la strega perse la pazienza e decise di cuocerlo comunque. Accese il forno e chiese a Gretel di infilarci la testa per controllare se fosse abbastanza caldo. Gretel capì l’inganno e finse di non sapere come fare. Quando la strega si chinò per mostrarglielo, Gretel le diede una spinta, la chiuse dentro il forno e corse a liberare il fratello.

Nella casa della strega i 2 bambini trovarono perle e pietre preziose e se ne riempirono le tasche. Un’anatra bianca li aiutò ad attraversare un grande fiume, e poco dopo il bosco cominciò a sembrare familiare. Alla fine videro la loro casa. Il padre, che da quando li aveva lasciati non aveva avuto più un’ora di pace, li abbracciò piangendo. La matrigna non c’era più, e grazie alle perle della strega la famiglia non soffrì mai più la fame.

Da dove viene la fiaba di Hansel e Gretel

La versione dei fratelli Grimm

I Grimm pubblicarono Hansel e Gretel nel 1812, nel primo volume delle Fiabe per bambini e famiglie, dove è la fiaba numero 15. La raccolsero a Kassel da Dortchen Wild, una giovane vicina di casa che anni dopo diventò la moglie di Wilhelm Grimm. Nell’indice internazionale delle fiabe è il tipo ATU 327A, “I bambini e la strega”.

Come molte fiabe dei Grimm, anche questa cambiò di edizione in edizione. Nella prima versione a convincere il padre ad abbandonare i figli è la loro madre naturale, che nell’edizione del 1840 diventa una matrigna. Wilhelm aggiunse anche dettagli religiosi e passaggi più consolanti, come l’anatra che riporta i bambini a casa, rendendo la storia più adatta alle famiglie borghesi che leggevano il libro ai propri figli.

Le fiabe parenti, da Basile a Perrault

Il tema dei figli abbandonati nel bosco da genitori troppo poveri per sfamarli è molto più antico dei Grimm e compare in tutta Europa. Nel Seicento il napoletano Giambattista Basile lo racconta in “Nennillo e Nennella”, una delle fiabe di Lo cunto de li cunti, in cui un padre lascia nel bosco i 2 figli spinto dalla nuova moglie. Nel 1697 Charles Perrault pubblica Pollicino, la storia di 7 fratelli abbandonati dai genitori che ritrovano la strada di casa grazie ai sassolini del più piccolo e finiscono nella casa di un orco che vuole mangiarli. Le briciole di pane mangiate dagli uccelli compaiono già nella versione di Perrault.

Una fiaba nata dalla fame

Alcuni storici collegano Hansel e Gretel alle grandi carestie che colpirono l’Europa nel Medioevo e nei secoli successivi, come quella tra il 1315 e il 1317, quando in molte regioni l’abbandono dei bambini diventò una realtà diffusa. Non esistono prove di un legame diretto, ma la fiaba conserva il ricordo di un mondo in cui la fame poteva spezzare anche i legami familiari.

Nel 1963 il disegnatore tedesco Hans Traxler pubblicò un libro intitolato La verità su Hansel e Gretel, in cui raccontava la scoperta archeologica della vera casa della strega nel bosco dello Spessart e la storia di una pasticciera uccisa nel Seicento da 2 fratelli invidiosi della sua ricetta. Era tutto inventato, archeologo compreso, ma molti lettori ci credettero e la burla è ancora oggi citata come una delle più riuscite della letteratura tedesca.

L’opera di Humperdinck e la fiaba di Natale

Nel 1893 il compositore Engelbert Humperdinck portò la fiaba a teatro con l’opera Hänsel und Gretel, su libretto della sorella Adelheid Wette. La prima, a Weimar il 23 dicembre, fu diretta da Richard Strauss. Nell’opera i genitori non abbandonano i figli, che si perdono nel bosco mentre raccolgono fragole, e alla fine i bambini trasformati in biscotti dalla strega tornano in vita. Lo spettacolo ebbe un successo enorme e ancora oggi in Germania e nei paesi di lingua tedesca va in scena soprattutto nel periodo natalizio, insieme alla tradizione delle casette di pan di zenzero.

Il significato di Hansel e Gretel

Dietro la casetta di marzapane gli studiosi hanno visto molti significati diversi. Le letture principali sono 4.

  • La paura dell’abbandono. È la paura più antica di ogni bambino, essere lasciato solo da chi dovrebbe proteggerlo. La fiaba la mette in scena in modo esplicito e poi la risolve, perché i fratelli trovano la strada di casa e il padre li riaccoglie. Secondo molti psicologi è proprio questo percorso a rendere la storia rassicurante per i bambini, nonostante l’inizio così duro.
  • Diventare grandi. Nella lettura di Bruno Bettelheim, la casa di dolci rappresenta il desiderio di essere nutriti senza limiti, come nella prima infanzia, e la strega è il pericolo nascosto dentro questo desiderio. Per salvarsi Hansel e Gretel devono smettere di affidarsi alla golosità e usare l’intelligenza. Bettelheim notava anche che la matrigna e la strega muoiono quasi nello stesso momento, come se fossero 2 facce della stessa figura.
  • La forza dei fratelli. Nella prima parte della storia è Hansel a trovare le soluzioni, con i sassolini e il pane. Nella seconda, quando lui è chiuso in gabbia, è Gretel a ingannare la strega e a salvarlo. La fiaba racconta come 2 fratelli possano proteggersi a vicenda, e mostra una bambina coraggiosa e astuta in un’epoca in cui le protagoniste delle fiabe erano spesso passive.
  • La lettura sociale. Studiosi come Jack Zipes leggono la fiaba come il racconto della povertà contadina. La casa della strega, piena di cibo e di ricchezze, è il contrario della capanna del taglialegna, e i bambini tornano a casa portando con sé il tesoro che cancella la fame.

Hansel e Gretel, una fiaba di oggi da scaricare

Per leggere la storia con i più piccoli abbiamo preparato una versione moderna di Hansel e Gretel, in un PDF illustrato di 12 pagine da stampare o da sfogliare sul tablet. In questa versione i genitori non abbandonano i figli, che si perdono nel bosco inseguendo uno scoiattolo bianco mentre raccolgono castagne con il papà. La strega non finisce nel forno, perché Gretel la distrae con un’astuzia e libera il fratello, e alla fine i bambini vengono ritrovati da mamma, papà e dalla guardia forestale. In fondo ci sono 5 domande per parlare della storia con il bambino e un disegno da colorare.

Scarica la fiaba di Hansel e Gretel illustrata (PDF gratuito)

Come raccontare Hansel e Gretel ai bambini

Hansel e Gretel è una fiaba più impegnativa di Cappuccetto Rosso, per il tema dell’abbandono e per il finale con il forno. In genere è più adatta dai 4 o 5 anni, e conviene conoscere bene il proprio bambino prima di proporla.

  • Attenzione all’abbandono. Per un bambino piccolo l’idea che i genitori possano lasciarlo nel bosco può essere molto angosciante. Si può fare come Humperdinck e raccontare che i fratelli si perdono mentre cercano le fragole, oppure spiegare con calma che la storia parla di un tempo lontano in cui le persone soffrivano la fame.
  • Sottolineate il lieto fine. Il ritorno a casa e l’abbraccio del padre sono il cuore rassicurante della fiaba. Vale la pena raccontarli senza fretta.
  • Valorizzate i 2 fratelli. La fiaba è un buon punto di partenza per parlare di come ci si aiuta tra fratelli, cugini o amici quando si è in difficoltà.
  • Trasformatela in gioco. Si può costruire insieme una casetta con biscotti e glassa, oppure organizzare in casa una caccia ai sassolini, lasciando una traccia di tappi o di bottoni grandi da seguire fino a una piccola sorpresa.

Per scoprire un’altra fiaba con il lupo, il bosco e una nonna da salvare c’è il nostro articolo su la storia e il significato di Cappuccetto Rosso.

Domande frequenti su Hansel e Gretel

Chi ha scritto Hansel e Gretel?

Hansel e Gretel è una fiaba popolare tedesca. La versione scritta più famosa è quella dei fratelli Grimm, pubblicata nel 1812 nella raccolta Fiabe per bambini e famiglie, che la ascoltarono da Dortchen Wild a Kassel.

Qual è la morale di Hansel e Gretel?

La fiaba insegna che con il coraggio e l’intelligenza si può uscire anche dalle situazioni più difficili, che non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze, come la casetta di dolci, e che i fratelli possono contare l’uno sull’altra.

Che fine fa la matrigna in Hansel e Gretel?

Nella versione dei Grimm, quando i bambini tornano a casa scoprono che la matrigna è morta. La fiaba non spiega come, e questo silenzio ha fatto pensare a molti studiosi che la matrigna e la strega siano in realtà lo stesso personaggio.

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.

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