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I bimbi sono definiti prematuri quando nascono prima della 37esima settimana di gestazione; in quattro casi su cinque, i parti prematuri si verificano tra la 32esima e la 36esima settimana. Ogni anno in tutto il mondo ci sono circa 15 milioni di parti prematuri, e purtroppo più o meno un milione di nuovi nati non riesce a sopravvivere; nel nostro Paese, in particolare, ci sono 7 bimbi prematuri ogni 100 nascite.
Le conseguenze di un parto prematuro
Per i nati prematuri, le conseguenze più gravi riguardano in genere le patologie respiratorie. Molto, però, dipende dai primi due o tre minuti successivi rispetto al momento del parto, quando c’è bisogno di mani esperte e rapide, soprattutto nel caso in cui il neonato abbia bisogno di essere intubato. La displasia broncopolmonare è uno degli effetti che possono derivare da un parto prematuro, così come la bronchiolite che è alla base dell’asma cronico.
Non possono essere sottovalutate, tuttavia, le patologie del cuore e soprattutto quelle di carattere neurologico, che interessano un bambino prematuro su dieci: esse possono determinare retinopatia, sordità o ritardi di natura psichica e motoria.
Il recupero
I bimbi prematuri quando recuperano possono avere una quotidianità simile a quella di chi nasce a scadenza regolare. Tuttavia la tipologia di cure che devono essere somministrate varia in base alla gravità della situazione. Per esempio, nel caso dei bambini prematuri 36 settimane, può essere sufficiente il ricorso a particolari medicinali, dal momento che si tratta di situazioni moderate; diverso il discorso per i bambini prematuri 24 settimane, per i quali tra l’altro non si può escludere il ricorso a un intervento chirurgico.
La crescita all’interno di un’incubatrice – dispositivo medico noto anche come culla termica – è il trattamento più comune nell’ambito di una terapia di supporto: essa infatti, riproducendo le condizioni di vita all’interno dell’utero, regola il livello di umidità e la temperatura corporea del bambino, gli garantisce il giusto grado di ossigenazione e ne monitora i parametri vitali.
I segni anatomici
Per i bambini prematuri, peso ridotto e lunghezza del corpo contenuta, sono due segni anatomici comuni; altri dipendono, invece, dalla gravità della situazione. La pelle dei bimbi prematuri, di solito, è più fragile, più trasparente e più sottile della media; inoltre quasi tutto il corpo è rivestito da una peluria sottile.
La testa è, in proporzione, più grande rispetto al resto del corpo, mentre il viso ha tratti meno tondeggianti, se non addirittura acuti. La respirazione è difficoltosa, e subito dopo il parto si riscontra uno stato di ipotensione, cioè di pressione sanguigna molto bassa.
Le cause
Spesso i bambini prematuri 7 mesi nascono da donne che in passato hanno già avuto uno o più parti prematuri. Tra i fattori di rischio ci sono la fecondazione in vitro e le gravidanze gemellari. Ovviamente, l’assunzione di droghe, il consumo di alcolici e il fumo di sigarette aumentano le probabilità di avere a che fare con un parto prematuro. Le condizioni di salute della madre sono decisive in tal senso: uno stato di malnutrizione, per esempio, si riflette sul feto, ma è opportuno prestare attenzione anche a infezioni che si potrebbero sviluppare nel tratto genitale inferiore o nel liquido amniotico. Anche una eventuale insufficienza placentare, con conseguente ritardo di crescita fetale, rende necessario un parto prematuro.
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Sono blogger, giornalista e web content editor; contemporaneamente sono mamma di Luca e Viola: il tempo è poco, ma faccio i salti mortali per dare sempre il meglio! Il mio motto è “Chi la dura la vince”!