Embriologa al microscopio in un laboratorio di fecondazione in vitro
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FIVET: 68 nascite su 100 in tre cicli con un solo embrione

Con la fecondazione in vitro fatta come si fa oggi, trasferendo un embrione alla volta, 68 donne su 100 hanno un figlio entro tre cicli. E i parti gemellari, che erano il rischio principale della vecchia pratica di trasferire più embrioni, sono scesi al 2,9%. Lo dice uno studio su 18.396 donne presentato al congresso europeo della riproduzione.

Lo studio

Sette centri australiani hanno seguito 18.396 donne al primo ciclo di fecondazione in vitro fra il 2012 e il 2021, con osservazione fino a dicembre 2023. Nel 95,3% dei trasferimenti è stato usato un solo embrione.

  • Nati vivi cumulativi entro tre cicli: 68,2%.
  • Parti gemellari o plurimi: 2,9%.
  • Nelle ricerche precedenti, con più embrioni trasferiti, i nati vivi in tre cicli erano fra il 53% e il 59%, ma le gravidanze plurime superavano il 20%.

Le probabilità cambiano molto con l’età. Nell’analisi che considera le condizioni migliori, i nati vivi entro tre cicli sono l’84,5% sotto i 35 anni, il 74,4% fra 35 e 37, il 57,7% fra 38 e 40 e il 30,1% fra 41 e 42.

Un altro dato interessante: il 75% delle nascite è avvenuto senza test genetico preimpianto.

Cosa non dice

I dati sono australiani. Organizzazione dei centri, costi e limiti di legge sono diversi dai nostri, quindi le percentuali non si trasferiscono tali e quali all’Italia. Le cifre per fascia di età, poi, vengono da un’analisi «ottimale» e sono un po’ più alte di quelle medie.

Anche qui si tratta di un abstract di congresso.

Cosa cambia per chi sta iniziando

La domanda che ricorre nei gruppi è sempre la stessa: trasferire un solo embrione riduce le probabilità? Questi numeri dicono di no, se si guarda il percorso completo invece del singolo tentativo. Trasferirne due alza la probabilità di quel tentativo, ma soprattutto alza la probabilità di una gravidanza gemellare, che comporta più rischi per la madre e per i bambini, a partire dal parto prematuro.

L’altro messaggio pratico riguarda i tempi: il conto che conta non è quello del primo transfer, ma quello di tre cicli. Chi entra in un percorso di procreazione assistita con questa idea in testa affronta meglio un primo tentativo che non va.

Su MammaWriter trovi la guida alla FIVET, l’approfondimento sui limiti di età nella fecondazione assistita e quello sulla gravidanza gemellare.

Fonti

ESHRE – Modern IVF achieves higher success rates with single embryo transfer, luglio 2026

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.

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