Lettera a mia figlia
Non ancora consapevole dell’amore che sarai, ma immaginando i tuoi occhi puntati nei miei, provo a sedermi a fianco a te e a dirti quel che sento (già ti sfioro una mano, col pensiero):“figlia mia sappi che le letture e lo studio ti renderanno una donna libera e ti consentiranno di viaggiare, anche quando materialmente non potrai farlo.Sappi stare da sola, pur non disdegnando la compagnia degli altri,innamorati della parola “indipendenza”,sii felice per le tue grandi conquiste,ma anche per le piccole cose quotidiane, non etichettandole come scontate o banali.Sforzati di essere cosciente della tua felicità nell’esatto istante in cui la provi, senza doverla rimpiangere poi, quando sarai triste.Non sposarti a 20 e neppure a 30 anni, non c’è fretta.Ama il tuo uomo finché ti renderà felice.Non avere paura di sbagliare,di tagliare i capelli, di indossare tacchi troppo alti o troppo bassi o di sentirti poco attraente.Impara ad amare il tuo corpo: non ingrassare troppo, ma non sottoporti mai a diete mortificanti.Figlia mia, diffida di chi non legge, di chi non viaggia (neppure con la fantasia), di chi non sa essere generoso e tieni le distanze dalle persone inopportune o che provano a metterti in difficoltà mentre ti sorridono.Diffida inoltre di chi ti farà troppi complimenti senza conoscerti e soprattutto diffida di chi vive ancora di superstizioni o pregiudizi e parla per cliché.Insomma, figlia mia, diffida degli stolti che guardano il dito e non sanno osservare la luna.Non aver paura di sbagliare, di non essere abbastanza, di tornare sui tuoi passi…sii aperta alle novità e ai cambiamenti, ma non rinunciare mai a ciò che hai costruito con fatica e dedizione;sappi inoltre che una casa è accogliente non perché ordinata o maniacalmente pulita, ma quando ti appare come un luogo confortevole e sicuro. Una casa dove ci sono libri e comprensione, parole, luce e abbracci.Se al mattino avrai tempo non correre a rifarti il letto, ma leggi, disegna, ascolta della musica o scrivi due righe per preparare la mente a un nuovo giorno.Sappi che non ci sono regole universali nella vita, se non il rispetto per te stessa e per il tuo prossimo; diffida, dunque, di chi tenterà di importele.Io ti faccio una promessa, non cercherò di essere soffocante, ma ti amerò di un amore immenso e sconfinato e ti accompagnerò per mano, finché avrai bisogno di me.Stai per arrivare, ancora qualche mese di attesa e ti stringerò tra le mie braccia, un altro miracolo d’amore che mi toglierà il fiato e di cui – al momento – non riesco a immaginare l’intensità.
Qualche anno fa scrivevo invece questa lettera a mio figlio per il sito maternita.itLe altre che ho scritto sono raccolte qui: lettere ai figli.

Sono giornalista pubblicista iscritta all’Ordine e web content editor. Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione alla Lumsa di Roma. Come pubblicista ho scritto e curato contenuti per Mamme.it, Maternita.it e Dottori.it, e ho collaborato con marchi come Pampers e Philips Avent. Su Mammawriter scrivo di gravidanza, parto e primi anni di vita: parto dalle fonti sanitarie, le verifico e le traduco in un linguaggio comprensibile, senza sostituirmi al medico o all’ostetrica che ti segue. Sono mamma di Luca e Viola.







