Se il bimbo chiama per nome mamma e papà
A volte può capitare che i bambini non si rivolgano ai genitori con gli appellativi di “mamma” e “papà” ma li chiamino per nome. Ciò può suscitare un certo turbamento, ma in realtà si tratta di una situazione che non deve preoccupare né essere fonte di ansie.
Perché non bisogna preoccuparsi
Se il bimbo chiama per nome mamma e papà, può capitare che i genitori si disorientino; essi, in altri termini, temono che ciò comporti uno smarrimento del carattere peculiare della relazione filiale, come se mamma e papà fossero dei semplici amici.
Gli esperti, in ogni caso, mettono in evidenza la necessità di non attribuire una eccessiva importanza a questa abitudine del bambino, che – con tutta probabilità – non ha specifici significati a livello affettivo: il tutto, invece, deve essere inteso come un passaggio nel processo di sperimentazione del linguaggio.
Nel caso dei bambini di età compresa tra i 2 e i 3 anni, per esempio, l’utilizzo dei pronomi personali può essere fonte di curiosità e al tempo stesso di confusione.
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Le ragioni del comportamento
Nel momento in cui il bambino inizia a denotare una disinvoltura maggiore rispetto al solito nell’utilizzo delle parole, egli è in qualche modo attratto da ciò che gli adulti attorno a lui dicono. Insomma, se gli adulti tra loro si chiamano per nome, non è così raro che anche i bambini siano spinti a farlo: una stessa persona può essere “mamma”, “zia”, “nonna” o – puta caso – “Anna”.
Così, i piccoli si ritrovano a sperimentare. Naturalmente, con il passare del tempo e crescendo i bambini si abituano a capire come districare questa complessa matassa linguistica.
Mamma e papà, dal canto loro, non devono far altro che aspettare, nella consapevolezza che quasi sicuramente il linguaggio del bambino si evolverà in modo spontaneo. Eventuali correzioni di un uso non appropriato del linguaggio, comunque, dovranno risultare dolci e non troppo forzate.

Sono giornalista pubblicista iscritta all’Ordine e web content editor. Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione alla Lumsa di Roma. Come pubblicista ho scritto e curato contenuti per Mamme.it, Maternita.it e Dottori.it, e ho collaborato con marchi come Pampers e Philips Avent. Su Mammawriter scrivo di gravidanza, parto e primi anni di vita: parto dalle fonti sanitarie, le verifico e le traduco in un linguaggio comprensibile, senza sostituirmi al medico o all’ostetrica che ti segue. Sono mamma di Luca e Viola.
Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.







