Fecondazione eterologa: come funziona, a chi si rivolge e quali probabilità ha
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Nel 2022 i cicli di procreazione medicalmente assistita con gameti donati sono stati 15.131 in Italia, il 13,8% di tutta l’attività di PMA, e hanno portato alla nascita di 3.805 bambini. Le coppie trattate con gameti di donatore sono state 13.093, oltre 1.000 in più rispetto all’anno precedente. La rilevazione è dell’ultimo Report del Registro Nazionale PMA dell’Istituto Superiore di Sanità.
Che cosa prevedono le tecniche di fecondazione eterologa, a quali coppie si rivolgono e quali probabilità di riuscita hanno? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Corizza, ginecologo e ostetrico, direttore del Centro di PMA e Infertilità di coppia Praxi-Provita di Roma, che firma per MammaWriter questa guida alla PMA con donazione di gameti.
Che cos’è la fecondazione eterologa e da quando è legale in Italia
Si parla di fecondazione eterologa quando almeno uno dei 2 gameti, l’ovocita o lo spermatozoo, proviene da una persona esterna alla coppia. In Italia la pratica è legale dal 2014, quando la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto contenuto nella legge 40 del 2004. La donazione deve essere anonima, volontaria e gratuita.
La legge italiana riserva l’accesso alla procreazione medicalmente assistita alle coppie eterosessuali, sposate o conviventi, con una diagnosi di infertilità. Donne single e coppie dello stesso sesso non possono quindi accedere alle tecniche sul territorio italiano e si rivolgono a centri esteri.
Le tecniche eterologhe seguono la stessa classificazione per livelli delle tecniche di PMA con i gameti della coppia, dall’inseminazione intrauterina alla fecondazione in laboratorio.
Come funziona l’inseminazione con seme di donatore
L’AID, sigla di artificial insemination by donor, è la tecnica eterologa di primo livello. Il liquido seminale di un donatore viene introdotto nella cavità uterina e la fecondazione avviene in vivo, nel corpo della donna, durante un’ovulazione monitorata e spesso favorita da una lieve stimolazione ormonale. Il seme viene trattato in laboratorio per selezionare gli spermatozoi più mobili e vitali.
L’AID trova indicazione nell’azoospermia del partner, cioè l’assenza di spermatozoi nel liquido seminale, e nelle gravi malattie genetiche paterne la cui trasmissione non può essere evitata in altro modo.
L’ovodonazione, come si svolge e quali probabilità offre
L’ovodonazione impiega ovociti donati da un’altra donna ed è la tecnica eterologa più praticata in Italia. Nel 2022 ha riguardato 11.542 cicli, il 79,3% dei cicli di secondo e terzo livello con donazione di gameti.
La donatrice ha di norma un’età compresa fra i 18 e i 35 anni, gode di buona salute fisica e mentale, ha cicli regolari e una riserva ovarica adeguata. La selezione segue la normativa europea e comprende analisi del sangue, esami genetici con cariotipo e colloqui psicologici, per escludere malattie infettive o ereditarie. La scarsità di donatrici italiane spinge i centri a rivolgersi a banche internazionali per importare gameti o blastocisti.
Il trattamento comincia con la stimolazione ovarica e l’aspirazione ecoguidata degli ovociti sulla donatrice, in blanda sedazione, mentre la donna ricevente segue la preparazione endometriale che precede il trasferimento. Gli ovociti vengono poi fecondati in laboratorio con il seme del partner, attraverso una FIVET o una ICSI, e si procede infine al trasferimento dell’embrione. I tassi di successo per ciclo si aggirano fra il 50 e il 60%.
L’età media delle donne che in Italia ricorrono all’ovodonazione è di 42 anni, secondo i dati del Registro Nazionale PMA relativi al 2022.
FIVET e ICSI con seme di donatore
In questa tecnica gli ovociti della paziente vengono fecondati in laboratorio con spermatozoi crioconservati provenienti da una banca del seme. Nel 2022 i cicli sono stati 2.076, il 14,3% dei cicli di secondo e terzo livello con donazione, e l’età media delle donne è stata di 35 anni.
La prima indicazione è l’infertilità maschile severa che altre terapie non risolvono, dall’azoospermia alle alterazioni gravi di numero, motilità o morfologia degli spermatozoi, descritte con i termini oligozoospermia, astenozoospermia e teratozoospermia. La seconda riguarda le malattie ereditarie trasmissibili dal partner maschile.
Le fasi sono quelle di una FIVET o di una ICSI omologa. La donna viene sottoposta a stimolazione ovarica e ad aspirazione ecoguidata degli ovociti in blanda sedazione, segue la fecondazione in laboratorio con il seme del donatore e infine il trasferimento dell’embrione.
L’embriodonazione, quando mancano entrambi i gameti
La doppia donazione, chiamata anche embriodonazione, impiega ovociti e spermatozoi entrambi donati. Si rivolge alle coppie che non producono gameti oppure li producono molto alterati. Nel 2022 ha riguardato 925 cicli, il 6,4% dei cicli di secondo e terzo livello con donazione.
I donatori hanno di norma fra i 18 e i 35 anni, godono di buona salute fisica e mentale e presentano parametri di fertilità nella norma. La selezione segue la normativa europea, con analisi del sangue, esami genetici e colloqui psicologici, e la scarsità di donatori italiani spinge i centri, come per l’ovodonazione, a rivolgersi a banche internazionali.
Il percorso prevede la stimolazione ovarica e il prelievo degli ovociti sulla donatrice, la fecondazione in laboratorio con il seme del donatore e il trasferimento dell’embrione alla donna ricevente. In alcuni casi vengono trasferiti direttamente embrioni già formati e crioconservati, ottenuti da gameti di donatori. Il risultato atteso per ciclo è del 50-60%.
Quanto costa la fecondazione eterologa
Il prezzo della PMA eterologa varia più di quello delle tecniche omologhe, perché dipende dal tipo di donazione e dal canale scelto, fra centro pubblico, centro privato italiano e centro privato all’estero. Gli ordini di grandezza indicati dal dottor Corizza, riferiti all’insieme dei 3 canali, sono questi.
- Inseminazione con seme di donatore (AID), 1.000-2.000 euro
- FIVET o ICSI con seme di donatore, 3.500-8.000 euro
- Ovodonazione, 3.500-12.000 euro
- Doppia donazione o embriodonazione, 4.000-13.000 euro
La parte più consistente della spesa dipende dal costo dei gameti, che i centri italiani importano in buona misura da banche estere. A questo si aggiungono i farmaci, gli esami preliminari e i controlli, spesso conteggiati a parte.
Anche la fecondazione eterologa rientra nei Livelli essenziali di assistenza, dopo il decreto tariffe del 25 novembre 2024, quindi il Servizio sanitario nazionale la eroga con il pagamento del ticket, entro il compimento dei 46 anni della donna e per un massimo di 6 cicli. Le Regioni si stanno organizzando con tempi diversi e alcune hanno previsto condizioni di favore per le proprie residenti, perciò il primo passo utile è chiedere alla propria ASL quali centri sono accreditati e con quali liste di attesa.
Perché l’ovodonazione ha percentuali più alte della PMA omologa
I numeri dell’ovodonazione e dell’embriodonazione superano quelli delle tecniche con i gameti della coppia. La differenza si spiega con l’età dei gameti, perché gli ovociti provengono da donne fra i 18 e i 35 anni e conservano una qualità che la paziente, spesso oltre i 40 anni, non avrebbe più con i propri.
Resta valido l’avvertimento che il dottor Corizza ha già rivolto alle coppie nell’intervista su fertilità, età e quando rivolgersi a un centro di PMA. “Nessuno degli operatori nella PMA ha una ricetta segreta per discostarsi da questi dati. Numeri mirabolanti che si trovano nel web sono puro marketing selvaggio e scorretto, ai danni dei pazienti”, aveva detto.
Fonti
- American Society for Reproductive Medicine, Assisted Reproductive Technology. A Guide for Patients, revisione 2018
- National Institute for Health and Care Excellence, Fertility problems: assessment and treatment, NG257
- G. Scaravelli et al., 18° Report Attività del Registro Nazionale Italiano della PMA. Dati 2022, Rapporto ISTISAN 25/31, Istituto Superiore di Sanità, 2025
- F. Zegers-Hochschild et al., The International Glossary on Infertility and Fertility Care, 2017, Human Reproduction 2017;32(9):1786-1801

Riccardo Corizza · Ginecologo e ostetrico
Ginecologo e ostetrico, dal 2018 dirige il Centro di PMA e Infertilità di coppia Praxi-Provita di Roma. Laureato e specializzato alla Sapienza, si è formato in procreazione medicalmente assistita all’Institute for Hormone and Fertility Research di Amburgo con una borsa di studio del Ministero della Pubblica Istruzione. Dal 1989 è responsabile del servizio di PMA e dei servizi di isteroscopia e colposcopia del consultorio ginecologico AIED di Roma, e ha seguito i trattamenti di procreazione assistita in diverse cliniche romane. È autore di pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali e relatore a congressi su endoscopia ginecologica, PMA e infertilità di coppia.
Intervista a cura di Brunella Farina per La parola agli esperti.

Sono giornalista pubblicista iscritta all’Ordine e web content editor. Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione alla Lumsa di Roma. Come pubblicista ho scritto e curato contenuti per Mamme.it, Maternita.it e Dottori.it, e ho collaborato con marchi come Pampers e Philips Avent. Su Mammawriter scrivo di gravidanza, parto e primi anni di vita: parto dalle fonti sanitarie, le verifico e le traduco in un linguaggio comprensibile, senza sostituirmi al medico o all’ostetrica che ti segue. Sono mamma di Luca e Viola.
Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.







