Gyrotonic: che cos’è, come funziona una lezione e in che cosa differisce dal pilates
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Chi sente nominare il Gyrotonic per la prima volta se lo immagina spesso come una variante del pilates. I due metodi condividono l’attenzione alla postura e al controllo del movimento, poi però prendono strade diverse, a partire dalla forma stessa degli esercizi. Luana Bracco insegna dal 2020 e lavora a Fuerteventura, dove tiene lezioni individuali, e alla disciplina è arrivata dalla danza.
Che cos’è il Gyrotonic
“Il Gyrotonic è un metodo di movimento che combina mobilità articolare, forza, coordinazione e respirazione attraverso sequenze fluide, circolari e tridimensionali”, spiega Luana Bracco. “Non si lavora soltanto su movimenti lineari, ma anche su spirali, archi e rotazioni che coinvolgono il corpo in modo globale”.
Il metodo nasce da Juliu Horvath, danzatore e nuotatore, che lo ha costruito a partire dalla propria esperienza personale prima ancora che da un progetto teorico. Nelle sue interviste Horvath racconta di essere partito da un’esperienza energetica legata alla Kundalini, alla quale si sono aggiunti gli anni di danza e di nuoto.
Come si svolge una lezione
Si lavora su un’attrezzatura dedicata, il Pulley Tower, fatta di cavi, maniglie e resistenze regolabili che accompagnano il movimento e permettono di procedere per gradi. Ogni esercizio viene coordinato con il respiro.
“L’obiettivo non è semplicemente eseguire un movimento, ma trovare continuità, spazio e connessione tra le diverse parti del corpo”, dice Luana. È la differenza fra ripetere una sequenza e sentirla, e si misura più nella qualità del gesto che nel numero delle ripetizioni.
Che cosa cambia con la pratica regolare
“Uno degli aspetti che mi colpisce maggiormente è il cambiamento nella qualità del movimento”, racconta. “Noto spesso una maggiore capacità di ascoltare il proprio corpo e di riconoscere abitudini posturali o tensioni che prima passavano inosservate, e questo migliora il modo di muoversi nella vita quotidiana”.
Il lavoro si concentra su colonna vertebrale, bacino, anche e spalle, senza isolare queste zone dal resto del corpo. La respirazione accompagna ogni sequenza e rende il movimento più fluido.
Gyrotonic e pilates, due metodi che non si sovrappongono
Horvath, interrogato proprio su questo confronto, ha risposto che i due metodi non sono comparabili. Luana condivide quella posizione e la spiega dal punto di vista di chi insegna. “Sono metodi che condividono l’attenzione alla postura, alla forza e al controllo del movimento, e insieme hanno caratteristiche differenti”.
La distanza più evidente sta nella forma del movimento e nell’attrezzo. Il Pulley Tower accompagna il corpo lungo traiettorie circolari, spirali e sequenze tridimensionali, con una coordinazione stretta fra respirazione e gesto. “Sono approcci differenti, ciascuno con le proprie caratteristiche, e possono anche essere complementari”.
Gyrotonic e Gyrokinesis
Appartengono allo stesso sistema e si reggono sugli stessi principi, cioè movimento tridimensionale, spirali, fluidità e coordinazione con il respiro. Nel Gyrotonic si usano i macchinari, nella Gyrokinesis il movimento è a corpo libero e si svolge su uno sgabello, a terra e in piedi.
“In base alle esigenze e alla disponibilità si possono utilizzare entrambe le pratiche”, spiega Luana, che è trainer di Gyrokinesis dal 2022.
Come viene costruita una lezione
Il metodo si adatta a età e condizioni fisiche diverse, e questo significa che la prima lezione serve soprattutto a guardare la persona che si ha davanti. “Cerco di capire quali sono le sue esigenze, osservo come si muove, quali esperienze di movimento ha avuto, se ci sono dolori, limitazioni o condizioni particolari da considerare”.
Da lì si scelgono esercizi, resistenze, ampiezza dei movimenti e ritmo. “Non esiste un percorso identico per tutti, perché ogni corpo ha una storia e caratteristiche proprie. Cerco di offrire gli strumenti adatti affinché ogni persona possa sviluppare le proprie possibilità, senza forzare il corpo e rispettandone i tempi”.
Quando conviene sentire prima un medico
Ci sono situazioni in cui l’insegnante si ferma e rimanda. “Se una persona presenta un dolore persistente o acuto, una condizione medica non ancora valutata, se ha subito un intervento chirurgico recente oppure si trova in una fase delicata del recupero, preferisco che si confronti prima con il medico o con un fisioterapista”.
Come si diventa trainer
Il percorso è articolato in fasi, con un pretraining, un foundation, le supervisioni e la certificazione finale, e comprende lo studio dei principi del metodo, la pratica personale e l’apprendimento dell’insegnamento degli esercizi.
Luana è diventata trainer di Gyrotonic nel 2020 e di Gyrokinesis due anni dopo, e nel febbraio 2025 ha completato il Level 2. “La formazione non si conclude con una certificazione. È un percorso continuo, fatto di aggiornamenti, studio, confronto con altri insegnanti e tanta pratica”.
Sul rapporto fra questo metodo e i nove mesi, con le cautele che riguardano la scelta dell’insegnante, abbiamo dedicato un approfondimento a parte in Gyrotonic in gravidanza, che cosa può dare e perché conta la formazione del trainer.

Luana Bracco · Trainer Gyrotonic® e Gyrokinesis®
Al Gyrotonic è arrivata dalla danza, che ha segnato la sua formazione e tutto il suo percorso professionale. È diventata trainer Gyrotonic® nel 2020 e trainer Gyrokinesis® due anni dopo, e nel febbraio 2025 ha completato il Level 2 del Gyrotonic. Lavora a Fuerteventura, dove tiene lezioni individuali e corsi di danza per bambini, ragazzi e adulti, e continua a formarsi con diversi master trainer.
Intervista a cura di Brunella Farina per La parola agli esperti. Le indicazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione del medico, del fisioterapista o degli altri professionisti che seguono la persona.

Sono giornalista pubblicista iscritta all’Ordine e web content editor. Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione alla Lumsa di Roma. Come pubblicista ho scritto e curato contenuti per Mamme.it, Maternita.it e Dottori.it, e ho collaborato con marchi come Pampers e Philips Avent. Su Mammawriter scrivo di gravidanza, parto e primi anni di vita: parto dalle fonti sanitarie, le verifico e le traduco in un linguaggio comprensibile, senza sostituirmi al medico o all’ostetrica che ti segue. Sono mamma di Luca e Viola.
Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.







