Cibi da evitare in allattamento: “L’elenco è più corto di quello che gira nelle chat”
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Il biologo nutrizionista Emiliano Bruni, ideatore del Sistema Metabolico Bruni, indica i 3 alimenti che hanno una ragione per uscire dalla dieta di chi allatta, spiega che cosa dicono gli studi sul legame fra dieta materna e coliche e come tenere un ritmo quando gli orari dei pasti saltano.
Nelle chat delle neomamme circolano liste di alimenti da togliere durante l’allattamento. Cavolfiore, legumi, cipolla e pomodoro escono dal piatto senza che nessuno abbia verificato se sia necessario, e la rinuncia si somma alla stanchezza delle prime settimane.
Su un punto invece le indicazioni sono nette, ed è quello a cui si bada di meno. La sorveglianza nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità sui bambini da 0 a 2 anni rileva che il consumo di alcol è più frequente durante l’allattamento che in gravidanza, in tutte le Regioni. Tra le madri che allattano un bambino di 2-5 mesi, la quota che ha bevuto almeno 3 o 4 volte nel mese precedente l’intervista è del 4,7%, e sale all’8,6% quando il bambino ha 11-15 mesi.
Ne ho parlato con Emiliano Bruni, biologo molecolare e nutrizionista, fondatore del Sistema Metabolico Bruni e ideatore del software eDiet, che dal 2007 si occupa esclusivamente di nutrizione.
Quali alimenti hanno una ragione per uscire dalla dieta di chi allatta?
“L’elenco è molto più corto di quello che gira nelle chat delle mamme. Il cavolfiore non è un nemico pubblico, e nemmeno le lenticchie.
Le attenzioni vere sono tre.
- L’alcol, da evitare.
- La caffeina, con moderazione: due o tre tazzine al giorno, contando anche tè e cola.
- I grandi pesci come spada e tonno, da limitare; il pesce azzurro piccolo invece è un alleato.
E chi è vegana integra la vitamina B12”.
I sapori di quello che mangia la madre arrivano al bambino?
“Poi c’è la parte che amo di più. I sapori di ciò che mangia la mamma passano nel latte. In uno studio, i bambini le cui madri avevano bevuto succo di carota facevano, mesi dopo, meno smorfie davanti alla pappa alla carota. L’educazione al gusto comincia prima della prima pappa.
Per questo togliere cibi ‘per sicurezza’ non è neutro: impoverisce la dieta della mamma e il vocabolario di sapori del figlio”.
Molte madri eliminano latticini, legumi o cipolla perché il neonato ha le coliche. Che cosa dicono gli studi?
“Una mamma è arrivata da me con un bambino di sei settimane e una lista di cose già tolte: latte, legumi, cipolla, cavoli, pomodoro. Mangiava riso, pollo e senso di colpa. E il bambino piangeva come prima.
Le coliche riguardano circa un neonato su cinque e di solito passano da sole entro i tre mesi. Sulla dieta materna bisogna essere onesti: le prove sono poche e deboli, e la revisione più autorevole non raccomanda nessuna modifica in particolare.
C’è un’eccezione vera, l’allergia alle proteine del latte, che però è poco comune e viene diagnosticata più spesso di quanto ci sia. Se il pediatra decide di provare, si toglie un alimento alla volta, per poche settimane, e poi lo si reintroduce. E se il pianto si accompagna a febbre, vomito, sangue nelle feci o a un bambino che cresce poco, il pediatra va sentito subito.
A chi sta già togliendo tutto dico: fermati un attimo, il problema non sei tu”.
La cronobiologia dice che conta anche quando si mangia. Che cosa resta possibile quando gli orari saltano di continuo?
“Chiedere a una neomamma di rispettare gli orari dei pasti è come chiedere al mare di stare fermo. Lo so.
Eppure il corpo ha un orologio, e i pasti sono uno dei segnali con cui si regola, insieme alla luce. Anche il latte materno ne ha uno: quello della notte è più ricco delle sostanze che favoriscono il sonno, quello del giorno di quelle che tengono svegli. Allattando, la mamma passa al bambino anche l’ora del giorno.
Non serve la perfezione, servono poche àncore.
- Una colazione vera, anche dopo la poppata delle sei.
- Luce del mattino appena possibile, luci basse di notte.
- Spuntini semplici già pronti, per non arrivare a sera svuotate.
Quando tutto salta, si salvano le àncore e si lascia andare il resto”.
Sul recupero fisico di queste settimane trovi la guida al puerperio e ai primi 40 giorni dopo il parto, mentre il tema scelto per il 2026 è raccontato nell’articolo sulla Settimana mondiale dell’allattamento.
Le fonti di questo articolo
- Mennella JA, et al. Prenatal and postnatal flavor learning by human infants. Pediatrics. 2001;107(6):E88. PMID 11389286
- Gordon M, et al. Dietary modifications for infantile colic. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2018;10:CD011029. PMID 30306546
- Italianer MF, et al. Circadian Variation in Human Milk Composition, a Systematic Review. Nutrients. 2020;12(8):2328. PMID 32759654
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro. Sorveglianza bambini 0-2 anni, consumo di bevande alcoliche, indagine 2025.
Il nutrizionista intervistato

Emiliano Bruni · Biologo molecolare e nutrizionista
Laureato in Scienze Biologiche nel 2001, dopo anni nelle multinazionali farmaceutiche dal 2007 si dedica esclusivamente alla nutrizione. Ha fondato il Sistema Metabolico Bruni, un metodo clinico che integra nutrigenetica, cronobiologia, nutrizione funzionale e psicologia della relazione di cura. Con il genetista Keith Grimaldi ha sviluppato il test genetico del metodo, ha ideato il software eDiet e ha fondato la BMS Academy, dove forma nutrizionisti e professionisti della salute. Oggi guida BMS Nutrizione e coordina i Centri BMS. È autore del libro “BMS. Sistema Metabolico Bruni” e della collana “Le Guide del Metodo BMS”.
Intervista a cura di Brunella Farina per La parola agli esperti.

Sono giornalista pubblicista iscritta all’Ordine e web content editor. Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione alla Lumsa di Roma. Come pubblicista ho scritto e curato contenuti per Mamme.it, Maternita.it e Dottori.it, e ho collaborato con marchi come Pampers e Philips Avent. Su Mammawriter scrivo di gravidanza, parto e primi anni di vita: parto dalle fonti sanitarie, le verifico e le traduco in un linguaggio comprensibile, senza sostituirmi al medico o all’ostetrica che ti segue. Sono mamma di Luca e Viola.
Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.







