Trentanovesima settimana di gravidanza, i primi segnali del travaglio

Trentanovesima settimana di gravidanza: tappo mucoso e nido

Alla trentanovesima settimana di gravidanza il feto misura circa 50,7 centimetri e la sua pelle ha sviluppato uno strato più resistente, che protegge gli organi interni e aiuta a regolare la temperatura. Possono comparire il tappo mucoso e un’improvvisa voglia di sistemare la casa, che molti chiamano sindrome del nido.

Nell’approfondimento sulla trentottesima settimana di gravidanza abbiamo visto l’attesa farsi lunga. Con la trentanovesima arrivano i primi segnali.

La trentanovesima settimana in breve

  • Il feto misura circa 50,7 centimetri, quanto una piccola anguria.
  • La pelle ha uno strato più resistente che protegge gli organi.
  • La vernice caseosa residua facilita il passaggio nel canale del parto.
  • Può comparire il tappo mucoso, con muco giallastro o striato di sangue.
  • Molte donne avvertono un’improvvisa energia e la voglia di sistemare casa.

Cosa succede alla trentanovesima settimana di gravidanza

La trentanovesima settimana va da 39+0 a 39+6, circa 37 settimane dopo il concepimento. Le perdite vaginali aumentano, la pressione nella parte bassa della pancia si fa costante e il mal di schiena diventa più insistente. Per verificare la propria settimana c’è il calcolo delle settimane di gravidanza e della data presunta del parto.

Com’è il feto alla trentanovesima settimana

Secondo l’NHS il feto misura circa 50,7 centimetri dalla testa al tallone, le dimensioni di una piccola anguria. La pelle ha formato uno strato esterno più resistente, che protegge gli organi interni e contribuisce a mantenere stabile la temperatura corporea.

La vernice caseosa residua, bianca e cerosa, riveste ancora alcune zone del corpo e facilita lo scivolamento attraverso il canale del parto. Il bambino continua a muoversi con lo stesso ritmo, anche se lo spazio è ridotto al minimo.

I primi segnali del travaglio

Il tappo mucoso che ha chiuso il collo dell’utero per tutta la gravidanza può staccarsi, e si presenta come muco denso giallastro oppure striato di sangue. La sua perdita indica che il collo sta cambiando, senza dire quando comincerà il travaglio, che può arrivare dopo ore oppure dopo giorni.

La rottura delle acque si manifesta spesso come un rivolo continuo invece che come un fiotto, e richiede una chiamata al punto nascita. Le contrazioni del travaglio sono dolorose, durano almeno 60 secondi e tornano ogni 5 minuti, e a quel punto si va in ospedale. Una perdita di sangue o una riduzione dei movimenti vanno segnalate subito, a qualsiasi ora.

Trentanovesima settimana di gravidanza: i sintomi più comuni

Energia improvvisa e pressione verso il basso convivono.

Sindrome del nido

Un’ondata di energia spinge a pulire, riordinare e preparare. Vale la pena assecondarla senza esagerare, perché le forze servono per il travaglio.

Perdite vaginali abbondanti e tappo mucoso

Le secrezioni biancastre aumentano. Il muco giallastro o striato di sangue è il tappo e va riferito al controllo successivo.

Dolore alla schiena e pressione in basso

La testa impegnata preme sul pavimento pelvico. Bagni caldi, movimenti lenti e pause frequenti danno sollievo.

Contrazioni di Braxton Hicks

Si fanno intense e possono confondersi con l’inizio del travaglio. La differenza sta nella regolarità e nel dolore crescente.

Sonno difficile, crampi ed emorroidi

Restano i disturbi delle settimane precedenti, gestiti con cuscini, acqua, fibre e gambe sollevate.

La pancia alla trentanovesima settimana

La pancia è bassa e la pressione sul bacino costante. I movimenti si avvertono come spinte ampie e lente, e vanno segnalati appena cambiano rispetto all’abitudine.

Trentanovesima settimana di gravidanza: quanti mesi sono?

Trentanove settimane corrispondono al nono mese. La conversione completa è nella guida su come leggere le settimane di gravidanza e convertirle in mesi.

Cosa fare alla trentanovesima settimana: la lista

  • Riconoscere i segnali del travaglio e sapere quando chiamare.
  • Tenere borsa, documenti e telefono carico sempre a portata di mano.
  • Verificare che il seggiolino auto sia installato.
  • Assecondare l’energia senza esagerare, conservando le forze.
  • Osservare lo schema dei movimenti e segnalare ogni cambiamento.
  • Proseguire gli esercizi per il pavimento pelvico.
  • Passare un po’ di tempo all’aperto e riposare quando capita.

Le cose da fare, in un fascicolo da stampare

Abbiamo raccolto in un PDF gratuito di 6 pagine tutte le cose da fare del terzo trimestre, dalla 28ª alla 40ª settimana, con una scheda per settimana, le caselle da spuntare e una riga per le tue note. In apertura ci sono le abitudini valide per tutta la gravidanza e in chiusura i segnali per i quali si chiama subito.

Scarica le cose da fare del terzo trimestre in PDF

Quando contattare subito il medico

  • riduzione netta dei movimenti rispetto all’abitudine;
  • contrazioni dolorose che durano almeno 60 secondi e tornano ogni 5 minuti;
  • perdita di liquido dalla vagina, anche a piccoli rivoli;
  • perdite di sangue;
  • febbre;
  • dolore forte sotto le costole;
  • gonfiore improvviso di viso e mani con mal di testa forte o disturbi della vista.

Domande frequenti sulla trentanovesima settimana di gravidanza

Quanto misura il feto a trentanove settimane?

Circa 50,7 centimetri dalla testa al tallone, quanto una piccola anguria.

Ho perso il tappo mucoso, il parto è vicino?

Indica che il collo dell’utero sta cambiando. Il travaglio può cominciare dopo ore oppure dopo giorni.

Come capisco che si sono rotte le acque?

Spesso si presenta come un rivolo continuo invece che come un fiotto. In ogni caso si chiama il punto nascita.

Trentanove settimane di gravidanza sono quanti mesi?

Siamo nel nono mese e nel terzo trimestre.

Settimana precedente: trentottesima settimana di gravidanza

Fonti: NHS, You and your baby at 39 weeks pregnant; DPCM 12 gennaio 2017, allegato 10B, prestazioni per la gravidanza fisiologica; Sistema nazionale linee guida, Gravidanza fisiologica.

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.

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