Venticinquesima settimana di gravidanza, il singhiozzo fetale

Venticinquesima settimana di gravidanza: feto e singhiozzo

Alla venticinquesima settimana di gravidanza il feto misura circa 34,6 centimetri ed è molto attivo. Un rumore forte lo fa sobbalzare, il singhiozzo si riconosce come una serie di piccoli scatti ritmici e il liquido amniotico in cui galleggia è ormai composto in gran parte dalla sua urina.

Nell’approfondimento sulla ventiquattresima settimana di gravidanza abbiamo visto la soglia della vitalità. Con la venticinquesima il bambino reagisce al mondo di fuori.

La venticinquesima settimana in breve

  • Il feto misura circa 34,6 centimetri, quanto una zucchina.
  • Sobbalza ai rumori forti e si riconosce il singhiozzo.
  • Il liquido amniotico è formato in gran parte dalla sua urina.
  • Il gonfiore di viso e mani va riferito al controllo della pressione.
  • Si avvicina la finestra del vaccino per la pertosse, dalla 27ª settimana.

Cosa succede alla venticinquesima settimana di gravidanza

La venticinquesima settimana va da 25+0 a 25+6, circa 23 settimane dopo il concepimento. La digestione rallenta ancora, con eruttazioni, senso di pienezza e nausea dopo i pasti che tornano a farsi sentire. Per verificare la propria settimana c’è il calcolo delle settimane di gravidanza e della data presunta del parto.

Com’è il feto alla venticinquesima settimana

Secondo l’NHS il feto misura circa 34,6 centimetri dalla testa al tallone, le dimensioni di una zucchina. L’attività è intensa e un rumore improvviso proveniente dall’esterno può provocare un sobbalzo seguito da un calcio.

Il bambino urina nel liquido amniotico, che a questa epoca è formato prevalentemente dalla sua urina e viene continuamente filtrato e rinnovato. Questo liquido lo protegge dagli urti e mantiene stabile la sua temperatura.

Il singhiozzo fetale

Molte donne avvertono una serie di piccoli scatti ritmici, sempre nella stessa zona della pancia, che durano qualche minuto e si ripetono più volte al giorno. Si tratta del singhiozzo, provocato dalle contrazioni del diaframma mentre il bambino esercita i movimenti respiratori.

Il fenomeno è normale e non richiede alcun intervento. Molti bambini continuano ad averlo con la stessa frequenza anche nelle prime settimane dopo la nascita.

Venticinquesima settimana di gravidanza: i sintomi più comuni

Gonfiore e disturbi digestivi caratterizzano questa settimana.

Gonfiore di viso, mani e piedi

Una ritenzione lieve è attesa. Il gonfiore va comunque riferito all’ostetrica o al ginecologo, che misureranno la pressione per escludere la preeclampsia, descritta nell’articolo sulla gestosi e la preeclampsia.

Eruttazioni, pienezza e nausea dopo i pasti

Lo stomaco compresso svuota lentamente. Pasti piccoli e frequenti, masticazione lenta e cena anticipata rendono la digestione più agevole.

Mal di schiena ed emorroidi

Il carico sulla colonna e sulle vene del bacino resta alto. Movimento quotidiano e pause con le gambe sollevate restano la prevenzione.

Crampi alle gambe e sonno interrotto

I crampi notturni si sciolgono allungando il polpaccio con il piede a martello. Dormire sul fianco sinistro con un cuscino fra le ginocchia resta la posizione migliore.

Gengive, naso e pelle

Gengive sensibili, naso chiuso e macchie del viso accompagnano ancora questa fase e richiedono protezione solare alta.

La pancia alla venticinquesima settimana

L’utero sale di circa un centimetro alla settimana e la pancia condiziona ormai i movimenti quotidiani. Allacciarsi le scarpe diventa scomodo e alzarsi dal divano richiede un appoggio.

Venticinquesima settimana di gravidanza: quanti mesi sono?

Venticinque settimane corrispondono al sesto mese e alla dodicesima settimana del secondo trimestre. La conversione completa è nella guida su come leggere le settimane di gravidanza e convertirle in mesi.

Cosa fare alla venticinquesima settimana: la lista

  • Riferire al controllo qualsiasi gonfiore di viso e mani, per la misurazione della pressione.
  • Eseguire la curva da carico, se indicata, entro la 28ª settimana.
  • Scrivere il piano del parto e discuterlo con l’ostetrica.
  • Informarsi sul vaccino per la pertosse, raccomandato in Italia fra la 27ª e la 36ª settimana.
  • Verificare con il datore di lavoro le date dell’astensione obbligatoria.
  • Proseguire gli esercizi per il pavimento pelvico e i 150 minuti di attività alla settimana.
  • Riposare con le gambe sollevate a fine giornata.

Le cose da fare, in un fascicolo da stampare

Abbiamo raccolto in un PDF gratuito di 7 pagine tutte le cose da fare del secondo trimestre, dalla 14ª alla 27ª settimana, con una scheda per settimana, le caselle da spuntare e una riga per le tue note. In apertura ci sono le abitudini valide per tutta la gravidanza e in chiusura i segnali per i quali si chiama subito.

Scarica le cose da fare del secondo trimestre in PDF

Quando contattare subito il medico

  • riduzione netta dei movimenti rispetto all’abitudine;
  • contrazioni dolorose e ravvicinate;
  • perdita di liquido chiaro dalla vagina;
  • perdite di sangue;
  • febbre;
  • bruciore alla minzione o perdite con cattivo odore;
  • gonfiore improvviso di viso e mani con mal di testa forte o disturbi della vista.

Domande frequenti sulla venticinquesima settimana di gravidanza

Quanto misura il feto a venticinque settimane?

Circa 34,6 centimetri dalla testa al tallone, quanto una zucchina.

Che cosa sono i piccoli scatti ritmici che sento?

Il singhiozzo fetale, provocato dalle contrazioni del diaframma durante i movimenti respiratori. È del tutto normale.

Il bambino sente i rumori forti?

Sì, e può reagire con un sobbalzo seguito da un calcio.

Venticinque settimane di gravidanza sono quanti mesi?

Siamo nel sesto mese e nel secondo trimestre.

Settimana precedente: ventiquattresima settimana di gravidanza

Fonti: NHS, You and your baby at 25 weeks pregnant; DPCM 12 gennaio 2017, allegato 10B, prestazioni per la gravidanza fisiologica; Istituto superiore di sanità, vaccinazione contro la pertosse in gravidanza.

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.

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