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A che età tagliare le unghie al neonato e come farlo

Le unghie dei neonati crescono in fretta e, pur essendo morbide e sottili, hanno bordi abbastanza affilati da lasciare graffi sul viso. Nelle prime settimane il bambino muove le mani senza controllarle e le porta spesso alla bocca e vicino agli occhi, per questo tagliare le unghie al neonato è uno dei primi gesti di cura da imparare.

Le indicazioni che seguono riprendono i consigli dell’American Academy of Pediatrics, del servizio sanitario britannico e degli ospedali pediatrici Bambino Gesù di Roma e Meyer di Firenze, che su alcuni dettagli divergono.

A che età si possono tagliare le unghie al neonato?

Un’età precisa, in realtà, non esiste. Il Meyer di Firenze ricorda che i tempi di crescita variano da bambino a bambino e suggerisce di intervenire appena le unghie risultano lunghe, cosa che può accadere già alla nascita o nelle primissime settimane. Il Bambino Gesù raccomanda di tagliarle con regolarità a partire dal primo mese di vita, mentre l’American Academy of Pediatrics osserva che nelle prime settimane le unghie delle mani crescono così velocemente da richiedere un intervento anche 2 volte a settimana.

Nei primi giorni, quando l’unghia è sottilissima, la limetta permette di accorciarla e smussarla con il minimo rischio, e le forbicine si possono usare quando hai preso confidenza con i movimenti e il bambino è abituato alla manovra.

Perché le unghie del neonato graffiano anche se sono morbide

Le unghie del neonato sono flessibili, ma quando si allungano o si spezzano formano punte irregolari che feriscono facilmente la pelle del viso, che il bambino strofina con gesti ancora scoordinati. Il Meyer sottolinea che portare le mani al viso e alla bocca è un comportamento sano, che aiuta il bambino a calmarsi e va favorito, e le unghie corte e lisce permettono di lasciargli le mani libere senza che si graffi.

Limetta, forbicine o tagliaunghie, cosa usare

In farmacia si trovano 3 tipi di strumenti pensati per i più piccoli.

  • Limetta di cartoncino. È l’opzione più delicata e quella che la National Library of Medicine statunitense considera più sicura. Richiede più tempo, quindi il bambino deve restare fermo più a lungo, ed è utile anche per rifinire gli angoli dopo il taglio.
  • Forbicine a punta arrotondata. Sono più rapide della limetta e la punta smussata riduce il rischio di pungere il dito. Il Bambino Gesù le indica come lo strumento adatto a neonati e bambini piccoli.
  • Tagliaunghie per neonati. L’American Academy of Pediatrics e il servizio sanitario britannico lo considerano accettabile, purché sia un modello specifico per neonati. Il Meyer invece ne sconsiglia l’uso. Il tagliaunghie per adulti va sempre evitato, perché può tagliare la punta del dito.

Il momento migliore, durante il sonno o dopo il bagnetto

Il momento ideale è quello in cui il bambino è più tranquillo. Durante il sonno le mani si muovono poco e la manovra è più semplice, tanto che sia l’American Academy of Pediatrics sia il Bambino Gesù lo suggeriscono come prima scelta. Conoscere le fasi del riposo aiuta a scegliere il momento giusto, come spiega l’articolo su cosa c’è da sapere sul sonno del neonato.

In alternativa va bene subito dopo il bagno, quando l’acqua tiepida ha ammorbidito le unghie. Se lo stai organizzando, trovi tutti i passaggi nella guida su come fare il bagnetto al neonato. Serve una buona luce e, se possibile, un altro adulto che tenga in braccio il bambino mentre tu ti occupi delle unghie.

Come tagliare le unghie al neonato senza ferirlo

  • Presa ferma. Tieni con una mano il palmo e il dito su cui lavori e usa l’altra per tagliare, così un movimento improvviso non ti coglie di sorpresa.
  • Polpastrello abbassato. Premi leggermente verso il basso la pelle della punta del dito, in modo da allontanarla dall’unghia prima di tagliare.
  • Forma del taglio sulle mani. Il Bambino Gesù consiglia di seguire la curva del polpastrello, senza scendere troppo in profondità ai lati dell’unghia.
  • Rifinitura. Passa la limetta sugli spigoli rimasti, che potrebbero graffiare o impigliarsi nei vestiti.
  • Pause. Se il bambino si agita o si sveglia, fermati e riprendi più tardi, anche il giorno dopo per le dita rimaste.

Mani e piedi, le differenze

Le unghie dei piedi crescono più lentamente e sono più morbide, quindi secondo l’American Academy of Pediatrics basta accorciarle 1 o 2 volte al mese e non serve tenerle corte quanto quelle delle mani. Il Bambino Gesù raccomanda di tagliarle in linea più dritta, lasciando intatti gli angoli laterali e senza accorciarle troppo, perché un taglio profondo ai lati favorisce le unghie incarnite.

Cosa fare se tagli un po’ di pelle

Se capita, premi delicatamente sul punto con una garza sterile finché il sanguinamento si ferma. KidsHealth, il portale pediatrico della Nemours Foundation, suggerisce di evitare il cerotto, perché il neonato porta spesso le dita alla bocca e un cerotto che si stacca può soffocarlo. Nei giorni successivi tieni d’occhio il dito, e se il sangue non si ferma o compaiono rossore, gonfiore o pus contatta il pediatra.

Guantini antigraffio, pro e contro

I guantini di cotone proteggono il viso dai graffi e possono servire nei primi giorni, quando le unghie sono lunghe. Il limite è che coprono le mani proprio quando il bambino comincia a esplorarle e a portarle alla bocca per consolarsi.

L’American Academy of Pediatrics suggerisce di lasciare le mani libere il più possibile e, se i graffi continuano, di limitare l’uso dei guantini al momento del sonno.

Unghie incarnite e paronichia, quando sentire il pediatra

Le unghie dei piedi del neonato, morbide e sottili, spesso sembrano incarnite anche quando non lo sono. L’American Academy of Pediatrics spiega che non c’è motivo di preoccuparsi finché la pelle accanto all’unghia non diventa rossa, infiammata o dura.

La paronichia è un’infezione della pelle intorno all’unghia. Si presenta con una zona rossa, gonfia, calda e dolente, a volte con una piccola raccolta di pus. Tra le cause più comuni ci sono le unghie tagliate troppo corte, le pellicine rimosse e l’abitudine di succhiarsi le dita, che irrita la pelle in modo continuo. Nel neonato è bene contattare il pediatra appena compaiono questi segni, senza tentare rimedi fai da te.

Per gli altri cambiamenti delle unghie, come variazioni di colore, spessore o forma, il Bambino Gesù indica di rivolgersi al dermatologo. La pelle dei più piccoli è approfondita nell’articolo sulla dermatologia pediatrica e la pelle dei bambini.

Il mito del primo mese e l’abitudine di morderle

Tra le convinzioni più diffuse c’è quella secondo cui le unghie del neonato non andrebbero toccate prima di 1 mese. Nessuna delle fonti consultate presenta questa attesa come una regola, e il Meyer invita a intervenire appena le unghie sono lunghe, perché i graffi sul viso sono un problema reale fin dai primi giorni.

Un’altra abitudine tramandata è accorciarle con i denti o strapparle con le dita. L’American Academy of Pediatrics la sconsiglia, perché può causare infezioni, compreso il patereccio erpetico, un’infezione del dito provocata dal virus dell’herpes simplex che l’adulto può trasmettere con la bocca. Altre false credenze sui primi mesi di vita sono raccolte nel test vero o falso sui neonati.

Domande frequenti su come tagliare le unghie al neonato

Ogni quanto vanno tagliate le unghie al neonato?

Le unghie delle mani crescono in fretta e nelle prime settimane possono richiedere un intervento 1 o 2 volte a settimana. Quelle dei piedi crescono più lentamente e di solito basta accorciarle 1 o 2 volte al mese.

Si possono tagliare le unghie al neonato mentre dorme?

Sì, il sonno è il momento consigliato dai pediatri perché il bambino muove poco le mani. Serve una luce sufficiente per vedere bene il bordo dell’unghia senza svegliarlo.

È normale che le unghie dei piedi del neonato sembrino incarnite?

Sì, perché sono morbide e si adagiano sulla pelle del dito. Diventa un motivo per sentire il pediatra solo se la pelle intorno all’unghia è rossa, gonfia, dura o dolente.

Fonti

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.

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