Partiamo da un presupposto molto semplice: insegnare a un bambino ad auto-calmarsi è pressoché impossibile. A questa facoltà – infatti – che implica la capacità di gestire e razionalizzare il proprio mondo emotivo – è deputata la neocorteccia (nota anche come anche isocorteccia o neopallio) che non si sviluppa fino ai 3 anni di vita del bambino.
Ne consegue che fino a questa età è preciso compito dei genitori intervenire per calmare il bambino piccolo quando piange, quando è semplicemente turbato o quando si lascia andare a urla disperata. In altri termini, dobbiamo, abbracciarli e rassicurarli, senza mai ignorare le loro richieste.
Cosa succede quando un bambino piange
Il pianto di un bambino piccolo non va mai sottovalutato. Quando le lacrime sgorgano a fiotti infatti accade che il livello di cortisolo, ovvero l’ormone dello stress, si innalzi, determinando anche un aumento della pressione del sangue.
Del resto è proprio questo il compito dei genitori: accudire il piccolo, sostituirsi al lui nelle cose che non riesce ancora a fare e prenderlo per mano quando si trova in difficoltà. I bambini sono cuccioli di uomo che necessitano di cure, pazienza, comprensione e amore.
Va ricordato d’altra parte che il bambino piccolo vive in una sorta di eterno presente: se è avvolto in un abbraccio caloroso e rassicurante esperisce una condizione di perfetta felicità, se al contrario quell’abbraccio gli viene negato è mesto, inappagato, infelice.
Rimedi per calmare il bambino
Il movimento oscillatorio: quando il piccolo piange è opportuno tenerlo in braccio e cullarlo: l’oscillazione, lo ricordiamo, deve essere rapida ma breve. È altamente sconsigliato, al contrario, scuotere il neonato, in quanto
La suzione: la suzione, oltre a garantire il nutrimento, rappresenta per il bambino un atto appagante e – dunque – capace di calmarlo. Basti pensare che, dopo aver finito di mangiare, il bambino continua ancora a succhiare e il suo volto, in questa circostanza, appare rilassato e sereno, proprio in virtù del piacere che prova. Ne consegue che un ottimo rimedio per calmare e far addormentare un bambino è proprio quello di allattarlo al seno o di offrirgli un ciuccio, qualora abbia accettato questo surrogato.
I rumori bianchi: quando è nell’utero, il bambino non è immerso nel silenzio più totale, ma può ascoltare rumori ripetitivi e ritmici simili a un sibilo. Questi ultimi, denominati rumori bianchi, possono essere riprodotti per far rivivere al piccolo la piacevole e serena atmosfera del ventre materno. Alcuni elettrodomestici (come il forno, la lavatrice, la scopa elettrica, ecc.) sono in grado di emulare alla perfezione questo tipo di suoni. In alternativa è possibile acquistare un dispositivo che li riproduca.

Sono blogger, giornalista e web content editor; contemporaneamente sono mamma di Luca e Viola: il tempo è poco, ma faccio i salti mortali per dare sempre il meglio! Il mio motto è “Chi la dura la vince”!
