lacerazione da parto

Lacerazione da parto: gradi, guarigione e prevenzione

La lacerazione da parto è una lesione dei tessuti della vagina o del perineo che può verificarsi durante il parto vaginale, quando la testa e il corpo del bambino attraversano il canale del parto. La profondità della lesione può variare molto: alcune lacerazioni interessano soltanto la cute, altre coinvolgono i muscoli del perineo e, nei casi più severi, lo sfintere anale e la mucosa anorettale.

Le lacerazioni perineali sono frequenti, soprattutto al primo parto vaginale. Secondo il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, fino a 9 donne su 10 al primo parto vaginale presentano una lacerazione, un’abrasione o un’episiotomia. La maggior parte delle lesioni è lieve e guarisce bene.

Capire quanti gradi di lacerazione esistono, quanto tempo occorre per guarire e quali sintomi richiedono un controllo permette di affrontare il recupero dopo il parto con informazioni più precise.

Cos’è una lacerazione perineale da parto

Il perineo è la zona compresa tra l’apertura vaginale e l’ano. Durante il periodo espulsivo i suoi tessuti si distendono progressivamente per consentire il passaggio del bambino.

Quando la distensione supera la capacità dei tessuti di adattarsi, può formarsi una lacerazione spontanea. Le lesioni possono interessare anche la vagina, le labbra o altre strutture della vulva.

Dopo la nascita l’ostetrica o il ginecologo esaminano accuratamente la zona per individuare eventuali lesioni e stabilirne il grado. La classificazione permette di decidere quale riparazione sia necessaria e quali controlli programmare nel puerperio.

Lacerazione di primo grado

La lacerazione di primo grado interessa gli strati più superficiali della cute perineale.

Generalmente è una lesione piccola e presenta tempi di guarigione relativamente brevi. Alcune lacerazioni superficiali possono guarire spontaneamente; la scelta di applicare una sutura dipende dalla posizione della ferita, dal sanguinamento e dalla valutazione del professionista sanitario.

Nei primi giorni possono comparire bruciore, gonfiore e fastidio quando si cammina, ci si siede o si urina.

Lacerazione di secondo grado

La lacerazione di secondo grado coinvolge la cute e i muscoli del perineo. Richiede generalmente una sutura con fili riassorbibili.

La riparazione viene effettuata dopo il parto con un’adeguata analgesia. I punti vengono assorbiti progressivamente dall’organismo e quindi scompaiono durante il processo di guarigione.

Dolore, sensazione di tensione e fastidio durante alcuni movimenti sono frequenti nelle prime settimane. La cute tende a guarire progressivamente e i tessuti profondi continuano il loro recupero per un periodo più lungo.

Lacerazione di terzo grado

La lacerazione di terzo grado raggiunge lo sfintere anale, il complesso muscolare che partecipa al controllo della continenza.

La classificazione viene ulteriormente suddivisa in:

  • grado 3A, con interessamento inferiore al 50% dello sfintere anale esterno;
  • grado 3B, con interessamento superiore al 50% dello sfintere anale esterno;
  • grado 3C, con lesione dello sfintere anale esterno e dello sfintere interno.

Le lacerazioni di terzo grado appartengono alle cosiddette OASI, Obstetric Anal Sphincter Injuries, cioè lesioni ostetriche dello sfintere anale.

La riparazione viene affidata a personale medico formato nella gestione di queste lesioni e richiede generalmente condizioni operatorie adeguate, analgesia e successivi controlli.

Lacerazione di quarto grado

La lacerazione di quarto grado interessa il perineo, il complesso dello sfintere anale e la mucosa anorettale.

È la forma più estesa tra le lacerazioni perineali classificate in quattro gradi e richiede una riparazione chirurgica accurata.

Nel periodo successivo vengono generalmente utilizzati analgesici, profilassi antibiotica e misure volte a mantenere morbide le feci, riducendo lo sforzo durante l’evacuazione.

Le donne che hanno avuto una lacerazione di terzo o quarto grado vengono inoltre indirizzate a un percorso di follow-up per valutare la guarigione e la funzionalità del pavimento pelvico.

Quanto sono frequenti le lacerazioni da parto

Le lesioni perineali superficiali sono molto comuni durante il parto vaginale, soprattutto nelle donne al primo parto.

Le lacerazioni profonde sono decisamente meno frequenti. Secondo le raccomandazioni italiane sul trauma perineale ostetrico, le lacerazioni interessano circa il 90% delle nullipare e il 70% delle donne che hanno già partorito, con una prevalenza delle lesioni di primo e secondo grado.

La probabilità varia in relazione alle caratteristiche della donna, del bambino e del parto.

Perché si verificano le lacerazioni durante il parto

Il passaggio del bambino determina una forte distensione dei tessuti perineali. Alcune condizioni sono associate a una maggiore probabilità di lesioni più profonde.

Tra i fattori considerati figurano il primo parto vaginale, un peso elevato del bambino alla nascita, il parto vaginale operativo con ventosa o forcipe, la distocia di spalla, una fase espulsiva prolungata e alcune malposizioni fetali.

Anche l’andamento molto rapido del parto può lasciare ai tessuti meno tempo per una distensione progressiva.

La presenza di uno o più fattori indica una probabilità maggiore e permette al personale ostetrico di programmare le misure assistenziali più appropriate.

Lacerazione ed episiotomia sono la stessa cosa?

La lacerazione perineale si verifica spontaneamente durante il passaggio del bambino. L’episiotomia è un’incisione chirurgica del perineo effettuata dal professionista sanitario durante il parto quando esiste una specifica indicazione.

L’episiotomia può essere utilizzata, per esempio, quando occorre accelerare la nascita oppure in determinate circostanze legate al parto operativo.

Le indicazioni contemporanee prevedono un uso selettivo dell’episiotomia. L’Istituto Superiore di Sanità ha richiamato le raccomandazioni internazionali che limitano il ricorso routinario a questa procedura.

Si possono prevenire le lacerazioni da parto?

Una prevenzione assoluta delle lacerazioni perineali non è possibile, mentre alcune pratiche possono ridurre la probabilità o la gravità del trauma.

Le raccomandazioni SIGO sulla prevenzione e cura del trauma perineale ostetrico indicano il massaggio perineale dalla 35ª settimana di gravidanza, con particolare utilità nelle donne al primo parto.

Anche un programma personalizzato dedicato al pavimento pelvico può contribuire alla preparazione dei tessuti e alla consapevolezza della muscolatura perineale.

Durante il parto assumono rilievo la progressiva distensione del perineo, la gestione della fase espulsiva, alcune posizioni materne, gli impacchi caldi sul perineo e il supporto manuale effettuato dal personale formato.

Chi si avvicina alla nascita può approfondire anche come prepararsi al meglio per il parto, affrontando con l’ostetrica eventuali dubbi sulla protezione del perineo e sulla fase espulsiva.

Massaggio perineale prima del parto

Il massaggio perineale consiste in una manipolazione controllata dei tessuti del perineo eseguita nelle ultime settimane della gravidanza.

Le raccomandazioni italiane suggeriscono di proporlo a partire dalla 35ª settimana, soprattutto alle donne al primo parto. Lo scopo è aumentare la consapevolezza della zona e favorire l’adattamento dei tessuti alla distensione.

La tecnica può essere appresa con l’aiuto dell’ostetrica, che può spiegare posizione, durata e modalità di esecuzione più adatte alla singola donna.

Una valutazione professionale assume particolare utilità quando sono presenti dolore, ipertono del pavimento pelvico o altre condizioni che richiedono indicazioni personalizzate.

Come vengono curati i punti dopo una lacerazione

Dopo una lacerazione suturata è importante mantenere la zona pulita. In genere è sufficiente l’acqua, associata al cambio frequente degli assorbenti e a una buona igiene delle mani.

Nei primi giorni può essere utile applicare del freddo sulla zona attraverso un impacco avvolto in un tessuto, seguendo le indicazioni ricevute in ospedale.

Il medico può indicare analgesici compatibili con il puerperio e con l’eventuale allattamento.

La gestione cambia in presenza di lacerazioni profonde, per le quali vengono prescritti trattamenti e controlli specifici.

Quanto tempo ci vuole per guarire da una lacerazione da parto

I tempi dipendono dal grado della lesione e dalle caratteristiche individuali della guarigione.

Le lacerazioni superficiali tendono a migliorare rapidamente e la componente cutanea può guarire nell’arco di alcune settimane. Le lesioni muscolari richiedono tempi maggiori.

Per le lacerazioni di terzo e quarto grado il recupero è più articolato e comprende la guarigione della riparazione chirurgica, il recupero dello sfintere e la valutazione del pavimento pelvico.

La diminuzione progressiva del dolore e della sensibilità rappresenta generalmente un segnale favorevole. Un dolore crescente o la comparsa di nuovi sintomi meritano un controllo.

Come capire se i punti si sono infettati

Durante la guarigione è utile osservare l’andamento della ferita.

Dolore che aumenta, cattivo odore, secrezioni anomale, cute molto arrossata o gonfia e febbre possono essere associati a un’infezione.

Anche l’apertura della ferita richiede una valutazione sanitaria. L’ostetrica, il ginecologo o il medico possono esaminare la zona e indicare l’eventuale trattamento.

Pavimento pelvico dopo una lacerazione

Il parto e il trauma perineale possono influenzare temporaneamente forza, coordinazione e sensibilità del pavimento pelvico.

Dopo il parto può essere indicata una valutazione specifica, soprattutto nelle donne che presentano incontinenza urinaria o anale, senso di peso pelvico, dolore persistente oppure una lacerazione di terzo o quarto grado.

La riabilitazione viene costruita sulle caratteristiche funzionali della donna. Alcune situazioni richiedono un lavoro di rinforzo, altre un maggiore rilassamento della muscolatura.

Le raccomandazioni italiane indicano una presa in carico riabilitativa per le donne con lacerazioni di terzo e quarto grado e per le pazienti che sviluppano sintomi di disfunzione del pavimento pelvico.

Quando riprendere i rapporti sessuali

La ripresa dei rapporti dipende dalla guarigione della ferita, dalla cessazione delle perdite post partum e dal benessere della donna.

Dopo una lacerazione possono essere presenti sensibilità, paura del dolore e secchezza vaginale, quest’ultima frequente durante l’allattamento.

Una ripresa graduale permette di rispettare i tempi dei tessuti. Un lubrificante compatibile con il metodo contraccettivo utilizzato può essere utile quando compare secchezza.

Dolore persistente durante i rapporti merita una valutazione ginecologica o del pavimento pelvico.

Quali conseguenze possono avere le lacerazioni più profonde

La maggior parte delle donne con una lacerazione di terzo o quarto grado correttamente diagnosticata e riparata recupera bene.

In alcuni casi possono persistere dolore perineale, difficoltà nei rapporti sessuali, urgenza intestinale o problemi nel controllo di gas e feci.

La comparsa di questi sintomi merita una valutazione specialistica perché esistono percorsi di riabilitazione e trattamenti dedicati.

L’esperienza di una lacerazione severa può avere anche conseguenze emotive. Parlarne durante i controlli post partum permette di affrontare sia gli aspetti fisici sia quelli legati all’esperienza del parto.

Una gravidanza successiva dopo una lacerazione di terzo o quarto grado

Una precedente lacerazione severa viene presa in considerazione durante la gravidanza successiva.

Molte donne possono avere un altro parto vaginale. La scelta della modalità del parto viene valutata considerando la presenza di sintomi, la continenza, gli eventuali esami del pavimento pelvico e la storia ostetrica.

Il colloquio con il ginecologo permette di programmare l’assistenza più adatta già durante la gravidanza.

Domande frequenti sulle lacerazioni da parto

La lacerazione da parto è frequente?

Sì. Le lacerazioni superficiali sono molto comuni durante il parto vaginale, soprattutto al primo parto. Le lesioni profonde che coinvolgono lo sfintere anale hanno una frequenza molto inferiore.

Una lacerazione di primo grado ha bisogno di punti?

Alcune lacerazioni superficiali guariscono spontaneamente. La decisione dipende dalla posizione, dal sanguinamento e dall’aspetto della ferita dopo il parto.

Quanto durano i punti di una lacerazione da parto?

Le suture utilizzate sono generalmente riassorbibili e vengono progressivamente assorbite durante la guarigione. La maggior parte scompare nell’arco delle settimane successive.

Come alleviare il dolore dei punti?

Igiene delicata, impacchi freddi protetti da un tessuto e analgesici indicati dal professionista sanitario possono contribuire a controllare il dolore nelle prime fasi.

Il massaggio perineale previene le lacerazioni?

Il massaggio perineale effettuato dalla 35ª settimana può ridurre il rischio di alcuni traumi perineali, soprattutto nelle donne al primo parto. La tecnica può essere appresa insieme all’ostetrica.

Una lacerazione di terzo grado guarisce completamente?

Molte donne recuperano bene dopo una corretta identificazione, riparazione e assistenza post partum. Il follow-up permette di controllare la funzionalità dello sfintere e del pavimento pelvico e di trattare eventuali sintomi.

Quando preoccuparsi dopo una lacerazione?

Dolore crescente, cattivo odore, secrezioni anomale, gonfiore importante, febbre, apertura della ferita e difficoltà nel controllo di gas o feci richiedono una valutazione sanitaria.

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