punti del cesareo

Punti del cesareo: quando si tolgono, quando cadono e come curare la ferita

I punti del cesareo non sono tutti uguali, e da questo dipende la risposta alle due domande che si fanno tutte: se vanno tolti e quando. Alcune suture si riassorbono da sole e non si toccano, altre vengono rimosse a distanza di qualche giorno. Capire quale ti è stata fatta è la prima cosa.

Come viene richiusa l’incisione

Il cesareo attraversa più strati: cute, tessuto sottocutaneo, fascia, peritoneo e utero. Gli strati interni vengono chiusi sempre con fili riassorbibili, che l’organismo scioglie da solo nelle settimane successive. Non si vedono, non si sentono e non vanno rimossi.

La differenza riguarda la pelle, dove i centri usano tre soluzioni:

  • Sutura intradermica riassorbibile: un filo continuo che corre sotto la superficie, con i capi fissati ai lati. Non va tolta: si riassorbe, e spesso restano fuori due piccole estremità che cadono da sole o vengono tagliate alla visita.
  • Punti o graffette non riassorbibili: vanno rimossi, in genere fra il terzo e il settimo giorno a seconda del materiale e delle indicazioni del reparto.
  • Colla cutanea o strisce adesive: si staccano da sole nel giro di una-due settimane.

Le indicazioni internazionali, compresa la linea guida NICE sul taglio cesareo, orientano verso la sutura rispetto alle graffette, perché si associa a un minor rischio di separazione dei margini della ferita.

Dopo quanto si tolgono i punti del cesareo

Se sono punti o graffette da rimuovere, la finestra abituale è fra il terzo e il settimo giorno. Capita che la rimozione avvenga ancora in ospedale prima della dimissione, oppure in ambulatorio, oppure a domicilio dall’ostetrica: dipende dall’organizzazione locale e dalla durata del ricovero. La data esatta la trovi sulla lettera di dimissione, ed è l’unica che conta.

La rimozione dura pochi minuti e non richiede anestesia. La sensazione più comune è un pizzicore breve a ogni punto, non dolore.

I punti del cesareo cadono da soli?

Quelli riassorbibili sì, nel senso che si dissolvono: il filo perde resistenza nel giro di qualche settimana e viene smaltito. Può succedere di vedere spuntare un capo di filo o un piccolo nodo, e di trovarlo poi sulla biancheria: non è un problema e non significa che la ferita si stia aprendo. Quello che non va fatto è tirarlo: se dà fastidio o non esce, lo taglia chi ti visita.

Le graffette e i punti non riassorbibili, invece, non cadono: restano fino alla rimozione.

Quanti punti vengono messi?

È una domanda che non ha un numero come risposta, e vale la pena spiegare perché. Nella maggior parte dei cesarei la pelle viene chiusa con una sutura continua: un filo unico che percorre tutta l’incisione, non una serie di punti separati da contare. Quando invece si usano graffette, il numero dipende dalla lunghezza del taglio, in genere fra le dieci e le venti. Il numero non dice nulla sulla qualità della chiusura né su come sarà la cicatrice.

Come prendersi cura della ferita nei primi giorni

  • Doccia sì, già dalle prime ventiquattro ore salvo indicazioni diverse: acqua e detergente delicato, senza strofinare.
  • Asciugare tamponando, mai sfregando, e lasciare la zona asciutta.
  • Nessuna crema, olio o disinfettante di propria iniziativa su una ferita ancora chiusa da punti: si usa quello che indica il reparto.
  • Abiti e biancheria morbidi, con l’elastico che non cade esattamente sulla linea del taglio.
  • Niente vasca, piscina o mare finché la ferita non è completamente chiusa.

Il lavoro sulla cicatrice – massaggio, mobilizzazione, silicone – comincia dopo, a guarigione avvenuta, e serve a un’altra cosa: evitare che il tessuto aderisca ai piani profondi. Come e quando è descritto nella guida allo scalino della cicatrice del cesareo.

I segnali che richiedono un controllo

  • Dolore che aumenta invece di diminuire dopo il terzo o quarto giorno.
  • Arrossamento che si estende attorno alla ferita, o calore della zona.
  • Gonfiore che interessa un solo lato del taglio.
  • Fuoriuscita di liquido torbido o con cattivo odore.
  • Margini che si separano, anche solo per un tratto breve.
  • Febbre pari o superiore a 38 gradi.

Nessuno di questi segni va aspettato: la ferita si fa vedere, e nei primi dieci giorni il riferimento è il punto nascita dove hai partorito, non il pronto soccorso generico.

Domande frequenti

Dopo quanto cadono i punti del cesareo?

Se sono riassorbibili si dissolvono nel giro di alcune settimane, e le estremità possono uscire da sole prima. Se sono graffette o punti non riassorbibili non cadono: vengono rimossi fra il terzo e il settimo giorno.

Fa male togliere i punti?

No. Si avverte un pizzicore breve a ogni punto. Non serve anestesia e la procedura dura pochi minuti.

Come capisco se i miei punti sono riassorbibili?

È scritto nella lettera di dimissione, insieme all’eventuale data della rimozione. In caso di dubbio basta chiamare il reparto.

Posso fare la doccia con i punti?

Sì, nella quasi totalità dei casi già dal giorno dopo. Si evita invece di immergere la ferita, quindi niente vasca, piscina e mare.

È normale sentire una parte della cicatrice insensibile?

Sì. L’incisione interrompe piccole terminazioni nervose e una zona di ridotta sensibilità attorno al taglio è comune. Tende a migliorare nei mesi, a volte senza tornare come prima.

Fonti

National Institute for Health and Care Excellence (NICE), linea guida NG192 Caesarean birth; Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, indicazioni sul decorso post operatorio; materiali informativi dei punti nascita sulla gestione della ferita chirurgica.

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico, dell’ostetrica o del pediatra che ti segue.

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