Lettera a mio figlio 24/11/2015
Ciao amore mio,
ho appreso solo da poche ore della tua microscopica esistenza e non sono riuscita a chiudere occhio. Sono davanti al computer, provo a lavorare , ma la concentrazione è quasi pari a zero. Malgrado lo scorso mese abbia compiuto 36 anni, mi sento ancora molto figlia e molto “ragazza” e non mi sono mai chiesta cosa significhi avere un figlio e prendersi cura di lui.
Per essere sinceri non ho mai avuto uno spiccato istinto materno e non ho mai neanche provato a immaginarmi nei panni di una madre. Tra l’altro non sono ancora certa che ci riuscirò.
Ma sappi che tu sei un miracolo, un inaspettato ed eccitante miracolo. Piombi in questo frangente di vita in cui le cose non girano proprio per il verso giusto, ma sono certa che grazie a te ogni cosa andrà al suo posto, sono certa che tutto si risolverà per il meglio.
Tra i primissimi pensieri che mi frullano per la testa te ne butto di getto qualcuno:
- ti immagino quando da adulto ti commuoverai per questa lettera
- non voglio ingrassare
- odio l’idea di andare da un ginecologo e di farmi visitare (allergia cronica ai medici)
- voglio fare yoga
- non so dove nascerai
- detesto i medici (l’ho già detto?)
E poi non mi va di pensare a nulla, sono solo impaziente di incontrarti e di accarezzare il tuo viso paffuto e i tuoi piedini lisci. Saranno i mesi più lunghi e più intensi della nostra vita.
Sarai il mio “culodritto” (poi ti spiegherò).
Tuo padre
Non ho fatto riferimento al mio principale “collaboratore” in questa faccenda. Non ti racconterò della nostra storia, perché tu ne sarai la sintesi.
Sappi solo che tra me e tuo padre sin dal primo istante, sin dal primo arrivederci, è stato un grande amore e un’immensa nostalgia.
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Sono blogger, giornalista e web content editor; contemporaneamente sono mamma di Luca e Viola: il tempo è poco, ma faccio i salti mortali per dare sempre il meglio! Il mio motto è “Chi la dura la vince”!
