È morto Luke Perry, è morto Dylan McKay, è morto il primo amore di tutte le adolescenti degli anni novanta.
A partire dalla mitica sigla, in cui ti si vedeva sollevare in maniera ammiccante il sopracciglio, già eravamo tutte incollate al video, in attesa di sentirti sussurrare qualche frase da bello e impossibile.
Era l’epoca dell’uomo che non deve chiedere mai e tu ne eri di certo l’incarnazione, oltre a essere l’erede pop di James Dean, di cui, noi ex ragazze dell’epoca, avevamo a malapena sentito parlare. Insomma una specie di ribelle maledetto de’noantri, addomesticabile, per certi versi, ma comunque irraggiungibile.
Mentre tu eri conteso tra la bionda e la mora, tra la figlia di genitori tradizionali e quella con la madre straricca e alcolizzata, noi avevamo un solo desiderio: conoscerti e passare una serata indimenticabile e struggente insieme, ascoltando in auto Losing my religion.
Dylan e Brenda
Per quanto tu vivessi dall’altra parte del mondo e per quanto Dylan fosse solo un personaggio, agli occhi di noi giovani telespettatrici degli anni novanta eri un mito familiare, uno che era entrato a far parte dei discorsi quotidiani da teenager (chi preferisci Brandon o Dylan? Dylan ama Brenda oppure Kelly?), quasi fossi iscritto alla nostra stessa scuola.
Il ritorno di Beverly Hills 90210
Quando ho saputo del ritorno di Beverly Hills con sei episodi speciali, malgrado la notizia avesse qualcosa di patetico, sotto sotto ne ho gioito: a distanza di vent’anni dall’ultima puntata e di quasi trenta dalla prima, avrei potuto rivedere gli amici della mia adolescenza – quelli del Peach Pit – in una sorta di reunion intercontinentale.
#LukePerry tuttavia – lo avevano già annunciato – non avrebbe partecipato all’operazione nostalgia, forse perché col tempo Dylan era diventato per lui troppo ingombrante e desiderava mostrare a se stesso e agli altri di essere qualcosa di diverso dal personaggio iconico di Beverly Hills.
Un fascino immortale
Dylan McKay era di una bellezza fuori dalle righe, era più solitario e meno modaiolo degli altri personaggi. Uno destinato a diventare leggenda.
Ma ogni mito che si rispetti, lo sappiamo bene, non può invecchiare, non può percorrere la strada del declino come noi comuni mortali: basti pensare allo stesso James Dean, a Marilyn Monroe o a Amy Winehouse.
Luke Perry ad appena 52 anni è morto a causa di un violento ictus: noi tutte ragazzine degli anni novanta ricorderemo per sempre le sue precoci e deliziose rughette, simbolo di un fascino imperituro.
È come se oggi fosse morto il nostro primo amore. Perciò ti diciamo col cuore gonfio di nostalgia: ciao Dylan – o meglio – ciao Luke, fai buon viaggio e sappi che continueremo a pensare a te mentre impavido cavalchi l’onda con la tua tavola da surf.
Sono blogger, giornalista e web content editor; contemporaneamente sono mamma di Luca e Viola: il tempo è poco, ma faccio i salti mortali per dare sempre il meglio! Il mio motto è “Chi la dura la vince”!