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Paura del buio

Paura del buio nei bambini: ecco come affrontarla

La paura del buio, nota anche come acluofobia, può manifestarsi nei bambini tra i due e i sei anni. Si tratta di un evento del tutto normale, ma che i genitori devono imparare a gestire nel migliore dei modi. Scopriamo insieme come fare.

Quella del buio è una paura ancestrale, in quanto il buio rappresenta qualcosa di ignoto e sconosciuto che mina il senso di sicurezza dell’individuo e la sua capacità di mantenere il controllo di una determinata situazione. Questa paura in effetti risponde all’istinto di conservazione dell’essere umano che, trovandosi in un ambiente di cui non distingue i particolari, teme per la propria incolumità.

Nel bambino questa paura può essere legata a personaggi immaginari dalle fattezze mostruose oppure, nella maggior parte dei casi, alla chiusura della porta della sua stanzetta e al conseguente senso di abbandono, causato dalla temporanea assenza dei genitori.

La paura del buio può manifestarsi nel percorso di crescita di molti bambini (soprattutto di età compresa tra i 2 e i 6 anni), mentre nella fase precedente il buio non determina nel piccolo alcuna paura: il neonato, infatti, è abituato all’oscurità del ventre materno.

Paura del buio: da cosa nasce

L’assenza di luce, che rappresenta una perdita di contatto con la realtà circostante, è in primo luogo determinata dal fatto che il bambino teme di essere abbandonato e nel contempo di non avere punti di riferimento. Prende consapevolezza, col buio, di essere una creatura vulnerabile e fragile. Va detto inoltre che questo timore solitamente si fa più intenso nel momento in cui il piccolo percepisce tensioni e ansie all’interno del nucleo familiare: il buio, infatti, diventa una sorta di contenitore nero in cui il piccolo convoglia tutte le cose che lo intimoriscono.

E così capita che, quando arriva l’ora della nanna e le luci si spengono, il piccolo va in crisi e chiede alla mamma e al papà di non essere lasciato al buio. Come fare per aiutarlo? Secondo gli esperti, in questo caso, può essere utile, sedersi sul lettino del proprio figlio e raccontargli una favola che sia in grado di esorcizzare la paura del buio: in modo tale da rasserenarlo e da accompagnarlo dolcemente al riposo notturno.

Paura del buio: ecco alcuni consigli pratici

In primo luogo è importante non minimizzare la paura del bambino, né bisogna avere fretta di risolverla nel più breve tempo possibile. È necessario, piuttosto, condividere le sue emozioni e aiutarlo a trovare in maniera naturale una soluzione al problema. Ad esempio potrebbe essere utile invitarlo a rappresentare con un disegno tutto ciò che è legato alla sua paura e poi distruggere il foglio di carta, in modo tale che il piccolo abbia la sensazione di aver neutralizzato concretamente il “nemico”.

Empatizzare con la paura del bambino è il primo passo per potergli stare accanto e per superarla insieme: ciò significa mettersi nei suoi panni e immedesimarsi nel suo stato d’animo. In tal senso è bene fargli capire che sapete bene cosa sta provando, evitando di pronunciare frasi di questo tipo: “sei grande per avere paura del buio” oppure “non ci sono mostri o orchi nascosti nel buio, non c’è motivo che tu abbia paura“.

Potrebbe anche essere utile raccontare al proprio figlio di aver provato la medesima paura quando eravate bambini e di come siate stati in grado di vincerla.  In questo modo è possibile che il bambino riveda se stesso nella narrazione, provando conforto e aumentando la fiducia nelle sue capacità.

È inoltre sconsigliato costringere il piccolo a rimanere al buio. Piuttosto potrebbe essere utile acquistare una lucina che gli faccia compagnia durante la notte. Se poi desidera trovare riparo nel vostro letto, non negateglielo: accoglierlo nella vostra stanza non significa assecondare un capriccio, ma piuttosto stargli accanto in un momento di debolezza.

Anche la tecnica del premio/ricatto/consolazione è da evitare: dire al piccolo, ad esempio “se vinci la tua paura, ti regalo un gioco” non fa altro che complicare la situazione, mettendo il bambino in una posizione difficile. Il premio deve arrivare solo nel caso in cui la paura venga superata in maniera naturale e non perché al piccolo è offerta la possibilità di un premio se tiene a bada la paura.

Nel caso in cui la paura del buio si protragga nel tempo e diventi invalidante per il piccolo, ostacolandone il sonno e penalizzando la sua quotidianità, è opportuno rivolgersi a un esperto, ad esempio un psicologo dell’età infantile.

Una suggestiva favola che ti aiuterà a esorcizzare la paura del buio!

Se desideri maggiori informazioni sull’argomento trattato, ti consiglio di dare un’occhiata al seguente link.

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