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Vitamina D in gravidanza: perché è importante e come assumerla

La vitamina D, nota anche come la vitamina del sole, è una sostanza essenziale per il benessere della mamma e del bambino in gravidanza. Infatti, la vitamina D in gravidanza svolge un ruolo fondamentale nella formazione delle ossa del feto, nella regolazione del metabolismo del calcio e nella stimolazione del sistema immunitario.

Inoltre, la vitamina D può avere un’azione protettiva nei confronti di alcune complicazioni della gravidanza, come il diabete gestazionale e la preeclampsia. Ma come si può assicurare un adeguato apporto di vitamina D in gravidanza? Quali sono i rischi di una carenza o di un eccesso di questa vitamina? E quali sono i consigli degli esperti per prevenire o trattare i problemi di vista in gravidanza? In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande, fornendo informazioni utili e pratiche.

Cos’è e a cosa serve la vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile, ovvero che si scioglie nei grassi, che viene prodotta naturalmente dalla pelle quando viene esposta ai raggi solari. Una piccola parte di vitamina D può essere introdotta anche con l’alimentazione, attraverso il consumo di alcuni alimenti come il pesce azzurro, le uova, il latte e i suoi derivati.

La vitamina D ha diverse funzioni importanti per l’organismo, tra cui:

  • Favorire l’assorbimento del calcio a livello intestinale e la sua fissazione nelle ossa, contribuendo così alla salute dello scheletro e alla prevenzione dell’osteoporosi.
  • Regolare il metabolismo del calcio e del fosforo nel sangue, mantenendo i loro livelli entro i valori normali.
  • Stimolare il sistema immunitario, aumentando le difese dell’organismo contro le infezioni e le malattie.
  • Avere un’azione antinfiammatoria, modulando la produzione di alcune sostanze che provocano infiammazione e dolore.
  • Intervenire nel metabolismo glucidico, favorendo l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule e prevenendo l’insulino-resistenza.

Vitamina D in gravidanza: quanta ne serve

Il fabbisogno di vitamina D varia in base all’età, al sesso, allo stile di vita e alle condizioni di salute di ogni persona. In generale, si stima che per un adulto sano sia sufficiente una dose giornaliera di 10 microgrammi (400 UI) di vitamina D. Tuttavia, in gravidanza il fabbisogno può aumentare fino a 15 microgrammi (600 UI) al giorno, per garantire un adeguato sviluppo del feto e una buona salute della mamma.

Per valutare se si ha un sufficiente apporto di vitamina D in gravidanza si può misurare il livello di questa sostanza nel sangue attraverso un esame chiamato 25-OH-vitamina D. I valori normali sono compresi tra 30 e 100 nanogrammi per millilitro (ng/ml), mentre si parla di carenza quando i valori sono inferiori a 20 ng/ml.

Come assumerla in gravidanza

Per assicurare un adeguato apporto di vitamina D in gravidanza ci sono due modi principali: l’esposizione al sole e l’alimentazione. Vediamoli nel dettaglio.

Esposizione al sole

Il modo più naturale ed efficace per produrre vitamina D è esporre la pelle ai raggi solari. Infatti, quando i raggi UVB colpiscono la pelle si attiva una reazione chimica che trasforma una sostanza chiamata 7-deidrocolesterolo in previtamina D3, che poi viene convertita in vitamina D3 nel fegato e nei reni.

Per stimolare la produzione di vitamina D è sufficiente esporre al sole il viso e le braccia per circa 15-20 minuti al giorno, preferibilmente nelle ore centrali della giornata (tra le 10 e le 16), quando i raggi UVB sono più intensi. Tuttavia, bisogna fare attenzione a non esporsi troppo a lungo o senza protezione solare, per evitare il rischio di scottature o danni alla pelle.

Inoltre, bisogna tenere conto che alcuni fattori possono influenzare la capacità della pelle di produrre vitamina D, come:

La stagione: in inverno i raggi solari sono meno intensi e meno diretti rispetto all’estate, quindi la produzione di vitamina D è ridotta.

La latitudine: più ci si allontana dall’equatore e più i raggi solari sono deboli e obliqui, quindi la produzione di vitamina D è minore.

L’inquinamento: le sostanze presenti nell’aria possono filtrare o riflettere i raggi solari, riducendo la loro efficacia sulla pelle.

Il colore della pelle: le persone con la pelle scura hanno più melanina, un pigmento che protegge la pelle dai danni solari ma che allo stesso tempo ostacola la produzione di vitamina D.

L’età: con il passare degli anni la pelle diventa meno efficiente nel produrre vitamina D.

Alimentazione

Un altro modo per assumere vitamina D in gravidanza è attraverso l’alimentazione. Tuttavia, bisogna sapere che gli alimenti che contengono questa sostanza sono pochi e che le quantità presenti sono spesso insufficienti a coprire il fabbisogno giornaliero. Per questo motivo è bene variare il più possibile la dieta e scegliere gli alimenti più ricchi di vitamina D. Tra questi troviamo:

  • Il pesce azzurro: come salmone, sgombro, tonno, aringhe e sardine. Una porzione da 100 grammi può fornire tra i 10 e i 20 microgrammi di vitamina D.
  • Le uova: soprattutto il tuorlo contiene circa 1 microgrammo di vitamina D per ogni uovo.
  • Il latte e i suoi derivati: come yogurt, formaggi e burro. Una tazza da 250 ml di latte intero può fornire circa 2 microgrammi di vitamina D.
  • I funghi: alcuni tipi di funghi come gli champignon o i porcini possono contenere tra 0.5 e 2 microgrammi di vitamina D per ogni 100 grammi.
  • Gli alimenti fortificati: alcuni alimenti come cereali da colazione, succhi di frutta o bevande vegetali possono essere arricchiti con vitamina D. In questo caso bisogna leggere l’etichetta nutrizionale per verificare la quantità presente.

Quando prendere gli integratori

In alcuni casi l’esposizione al sole e l’alimentazione possono non essere sufficienti a garantire un adeguato apporto di vitamina D in gravidanza. In queste situazioni può essere utile assumere degli integratori alimentari contenenti questa sostanza. Tuttavia, bisogna sempre consultare il proprio medico prima di prendere qualsiasi integratore in gravidanza, per evitare il rischio di sovradosaggio o interazioni con altri farmaci.

Gli integratori di vitamina D possono essere consigliati dal medico nei seguenti casi:

  • Quando si ha una carenza documentata da un esame del sangue
  • Quando si vive in zone poco soleggiate o si ha una scarsa esposizione al sole
  • Quando si segue una dieta vegetariana o vegana
  • Quando si ha una malattia cronica che interferisce con l’assorbimento o il metabolismo della vitamina D
  • Quando si ha una storia familiare o personale di osteoporosi o fratture ossee

La dose giornaliera raccomandata di integratori di vitamina D in gravidanza è generalmente pari a 10 microgrammi (400 UI), ma può variare a seconda delle condizioni individuali. Gli integratori possono essere assunti sotto forma di gocce, compresse o capsule molli. Si consiglia di prenderli insieme ai pasti principali per facilitare l’assorbimento della vitamina D.

Cosa succede in caso di eccesso

Un eccesso di vitamina D in gravidanza è molto raro, ma può avere conseguenze negative sia per la mamma che per il bambino. Infatti, un sovradosaggio di questa sostanza può causare un aumento eccessivo del calcio nel sangue (ipercalcemia), che può provocare sintomi come nausea, vomito, stipsi, sete, confusione, debolezza, calcoli renali e aritmie. Inoltre, un eccesso di vitamina D può interferire con lo sviluppo del feto, causando malformazioni scheletriche o ritardo di crescita.

Per evitare il rischio di eccesso di vitamina D in gravidanza è bene seguire questi accorgimenti:

  • Non assumere integratori di vitamina D senza il parere del medico
  • Non superare la dose giornaliera raccomandata di integratori di vitamina D
  • Non assumere più integratori che contengono vitamina D contemporaneamente
  • Non esporsi al sole senza protezione solare o per periodi prolungati

Problemi di vista in gravidanza: cosa c’entra la vitamina D?

La vitamina D non solo è importante per la salute delle ossa e del sistema immunitario, ma anche per quella degli occhi. Infatti, alcuni studi hanno dimostrato che la vitamina D può avere un ruolo protettivo nei confronti di alcune malattie oculari, come il glaucoma, la degenerazione maculare e la retinopatia diabetica. Inoltre, la vitamina D può influenzare la qualità della visione, in quanto è coinvolta nella produzione di rodopsina, un pigmento che permette all’occhio di adattarsi al buio.

In gravidanza, la carenza o l’eccesso di vitamina D possono causare alcuni problemi di vista, come occhi secchi, vista offuscata o annebbiata. Questi disturbi sono generalmente transitori e si risolvono dopo il parto o dopo l’allattamento. Tuttavia, possono causare disagio e preoccupazione alla futura mamma. Per questo motivo è bene consultare il proprio medico o il proprio oculista in caso di sintomi persistenti o gravi.

  • Per prevenire o alleviare i problemi di vista in gravidanza legati alla vitamina D è bene seguire questi consigli:
  • Assicurarsi un adeguato apporto di vitamina D attraverso l’esposizione al sole e l’alimentazione
  • Assumere integratori di vitamina D solo se prescritti dal medico
  • Evitare il sovradosaggio o l’interazione di integratori di vitamina D
  • Lubrificare gli occhi con colliri o lacrime artificiali se si soffre di secchezza o irritazione
  • Non affaticare la vista con una prolungata esposizione a fonti luminose intense o con una lettura prolungata
  • Riposare spesso gli occhi con pause frequenti e chiudendo le palpebre per qualche secondo
  • Usare una protezione adeguata (come gli occhiali da sole o da riposo) se si è sensibili alla luce
  • Misurare regolarmente la pressione arteriosa per prevenire eventuali sbalzi o ipertensione

Conclusioni

La vitamina D è una sostanza essenziale per il benessere della mamma e del bambino in gravidanza. Per assicurarsi un adeguato apporto di questa sostanza è bene esporre la pelle al sole per circa 15-20 minuti al giorno e consumare alimenti ricchi di vitamina D come il pesce azzurro, le uova, il latte e i suoi derivati. In alcuni casi può essere utile assumere degli integratori alimentari contenenti questa sostanza, ma sempre sotto la prescrizione del medico.

La carenza o l’eccesso di vitamina D in gravidanza possono causare alcuni problemi di vista, come occhi secchi, vista offuscata o annebbiata. Questi disturbi sono generalmente transitori e si risolvono dopo il parto o dopo l’allattamento. Tuttavia, possono causare disagio e preoccupazione alla futura mamma. Per questo motivo è bene consultare il proprio medico o il proprio oculista in caso di sintomi persistenti o gravi.

 

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