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Signor Distruggere, chapeau

Sono una mamma non pancina ringraziando Iddio e trovo il Signor Distruggere un blogger strepitoso, divertente e in grado di individuare con acume categorie di soggetti “social” letteralmente fuori di senno, che ignorano tutte le conquiste sociali, giuridiche e scientifiche fatte negli ultimi 10 secoli, ma che pure sono perfettamente inseriti nel tessuto sociale (non si tratta, in altri termini, di emarginati sociali, di persone in cura presso cliniche psichiatriche o di soggetti sequestrati a pochi anni di vita e costretti a vivere in lande desolate dove non circolano libri e si tramandano oralmente superstizioni e idiozie di ogni tipo).

Non solo è stato ampiamente confermato ciò che diceva Umberto Eco sui frequentatori dei social (“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli…”) ma, grazie alla pagina del Signor Distruggere, siamo andati molto oltre, essendo emersi scenari inimmaginabili, che rappresentano, ahinoi, la cartina di tornasole di una società fatta anche di:

  • analfabeti funzionali (noti anche come low skilled), ovvero persone non in grado di elaborare un concetto critico, che utilizzano facebook e la televisione come fonte primaria di informazione e che danno dignità filosofica a un meme sgrammaticato condiviso sul web;
  • madri che si scambiano ricette per cucinare la placenta, che non fanno specchiare il bebè prima del giorno del battesimo, che chiamano il proprio figlio Braian (sì, questa cosa non è la peggiore ma a me personalmente mette i brividi), che fanno test di gravidanza mescolando pipì e candeggina (se frizza la donna è matematicamente una pancina) e che calpestano allegramente tutte le battaglie femministe e i diritti duramente riconosciuti;
  • vegani integralisti che bevono le proprie urine per purificarsi e per vivere più a lungo (Pam con le due fantomatiche figliole è uno dei personaggi che più mi ha inquietato);
  • scrocconi che cercano una baby sitter full time che faccia anche da badante ai nonni e che pulisca bagni incrostati da decenni per meno di due euro all’ora;
  • donne che crescono bambolotti come se fossero figli veri, tanto da organizzare per loro cerimonie e fare colloqui per la ricerca della baby sitter perfetta;
  • sedicenti scrittrici di racconti romantici, che armony spostati;
  • uomini che si chiedono se il proprio sperma sulle lenzuola abbia potuto fecondare l’amica che ha dormito sul medesimo letto;
  • gente che si dice convinta che la terra sia piatta.

Tutte queste amenità, portate alla luce dalla pagina del Signor Distruggere, mi hanno tenuto compagnia durante le notti insonni degli ultimi mesi della mia gestazione. Nel letto in cui non trovavo mai una posizione comoda per dormire ho riso a crepapelle (svegliando e spaventando, tra l’altro, il mio compagno) e ho screenshottato post come se non ci fosse un domani. Proprio per questo motivo, caro Signor Distruggere, ti ringrazio di cuore!

Tra l’altro, lo ammetto, anche io mi sono imbattuta in prima persona nelle ire furibonde delle mammine pancine per alcuni miei articoli pubblicati sul sito maternita.it. Ricordo, ad esempio, quello in cui puntavo l’indice contro quelle che arrivano tutte infiocchettate in ospedale, con corredini e coccarde e che poi programmano un parto cesareo nella sciocca convinzione che l’intervento chirurgico, sacrosanto se necessario, possa essere una scelta di comodo per evitare i dolori del parto o per avere la possibilità di stabilire il giorno di nascita dell’amato pargolo.

Sappilo Signor Distruggere: allatto mio figlio che ha 18 mesi (sì mesi, pur non essendo una forma di parmigiano!) e continuerò a farlo finché la cosa ci andrà bene, perché il latte materno è ricco di nutrienti preziosi per la sua salute e tutela anche me da pericolose patologie. Questa cosa, tuttavia, non mi rende una pancina. Giusto?

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