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Maternità surrogata in Italia: cosa devi sapere

La maternità surrogata in Italia è una pratica possibile? Scopriamo insieme qual è la normativa inerente nel nostro Paese.

Senza troppi giri di parole la situazione in Italia La pratica della madre surrogata in Italia è vietata, a differenza di quel che accade in altri Paesi. La punizione prevista per chi la mette in atto comporta una multa compresa tra 600mila e 1 milione di euro e la reclusione per un periodo di tempo compreso tra 3 mesi e 2 anni.

La Corte Costituzionale nel 2017 ha ribadito il divieto della maternità surrogata Italia, sostenendo come essa offendo la dignità della donna in maniera intollerabile e al tempo stesso comprometta le relazioni umane in profondità.

Come fare per evitare il divieto

Se è vero che la madre surrogata Italia è una circostanza non ammessa dalle norme, è altrettanto vero che la legge permette il riconoscimento dei genitori biologici in automatico; questo vuol dire che è possibile trascrivere l’atto di nascita di un bambino nato all’estero in uno dei Paesi che ammettono la pratica.

Tuttavia, l’ordinamento non contempla una norma che consenta l’automatico riconoscimento della relazione di genitorialità, ed è per questo motivo che per le madri surrogate Italia viene a crearsi il problema del riconoscimento del rapporto familiare tra il cosiddetto genitore sociale, cioè il genitore non biologico, e il figlio.

Tale circostanza è quella che si concretizza nel momento in cui è un soggetto terzo a donare lo spermatozoo o l’ovulo. Questa è una ipotesi che vale sia per le coppie omosessuali che per le coppie eterosessuali in cui la donna portatrice non riceve l’ovulo dalla madre.

Le questioni giudiziarie e il responso della Corte di Cassazione

Diverse aspiranti mamme surrogate in Italia si sono rivolte ai giudici proprio perché non esiste una disciplina che consenta l’instaurazione di una relazione parentale fra il genitore di intenzione e il neonato, facendo riferimento al fatto che il quadro normativo non prevede per il minore il diritto di vedersi riconosciuta la propria relazione con il genitore di intenzione.

La questione delle madri surrogate in Italia riguarda anche e soprattutto le coppie omosessuali: per esempio la Cassazione nel 2019 ha vietato a una coppia di uomini la trascrizione all’anagrafe dell’atto di filiazione proveniente dal Canada che decretava tutti e due come padri, visto che il rapporto biologico intercorreva tra il bambino e uno solo dei due uomini.

In teoria, invece, nel caso di una coppia composta da due donne, entrambe possono avere una relazione biologica con il bambino, se una effettua la gestazione e l’altra dona il gamete.

In che cosa consiste la maternità surrogata

In genere la maternità surrogata comporta un contratto tra la gestante e i futuri genitori (o il futuro genitore), in modo che siano regolati tutti gli aspetti: il contributo per le spese mediche, e perfino la retribuzione della donna in relazione al servizio garantito. Si parla, non a caso, di utero in affitto.

Ci sono Paesi, comunque, in cui la gestante non può ricevere alcun contributo di carattere pecuniario. Per il momento, la maternità surrogata in Italia è vietata sia nella forma lucrativa, o retribuita, sia nella forma altruistica, o gratuita.

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