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Noto anche con il nome di birth plan, il piano del parto non è altro che un accordo che la donna che sta per partorire stipula con la struttura in cui sarà ricoverata per dare alla luce il bambino; in alcuni casi esso può essere sottoscritto anche con l’ostetrica o con il ginecologo.
Come si scrive
Chi si interroga su come scrivere un piano del parto temendo di dover fare i conti con un documento complesso non ha niente di cui preoccuparsi: si tratta semplicemente di un foglio autofirmato in cui si specifica quello che si desidera non avvenga al momento del travaglio e del parto. Deve essere chiaro, però, che tale piano non è vincolante: ciò vuol dire che l’ultima parola e la decisione definitiva sul modus operandi e sulle procedure da adottare spettano comunque al personale medico.
Un esempio
Partendo dal presupposto che si sta parlando di un documento altamente personale in cui ogni donna ha la possibilità di manifestare le proprie necessità e di esplicitare le proprie richieste, può essere utile fare riferimento a un esempio di piano del parto. Nel foglio, dopo la data, occorre indirizzare la missiva ai dottori della sala parto della struttura o direttamente all’attenzione della direzione dell’ospedale. Dopo aver indicato nome e cognome dei futuri genitori, si può procedere con l’elenco delle richieste, relative – per esempio – al momento in cui deve essere tagliato il cordone ombelicale, ma anche alle ore successive al parto, e così via.
Perché è importante
Deve essere sempre tenuto presente che non può sussistere alcuna incompatibilità tra le richieste e la situazione clinica della donna: per esempio, quando il feto è in posizione podalica, non serve a molto chiedere un parto naturale nel piano, perché ciò non potrà accadere. Eventuali situazioni di urgenza o complicanze, inoltre, possono sempre verificarsi e indurre i medici a prendere decisioni in contrasto con quanto richiesto nel piano. In ogni caso, sulla cartella clinica le eventuali discrepanze rispetto agli accordi devono essere giustificate, con la spiegazione delle ragioni per le quali si è deciso di agire in altro modo.

Sono blogger, giornalista e web content editor; contemporaneamente sono mamma di Luca e Viola: il tempo è poco, ma faccio i salti mortali per dare sempre il meglio! Il mio motto è “Chi la dura la vince”!
