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ti ho sognata amica mia

Ti ho sognata, amica mia

Ti ho sognata amica mia: come se la nostra adolescenza-giovinezza si fosse prolungata in questa vita nostra da adulte. E di certo c’era qualcosa che stonava, perché eravamo fuori tempo massimo.

C’era quel tacco alto, altissimo, che tu non faticavi a portare, mentre io stringevo i denti per sopportare il dolore (ecco come si mescolano e si sovrappongono gli anni, falsando i ricordi).

E poi quella tua antica cucina, un luogo a me caro, e ora freddo, tappa obbligata prima di uscire.

Inaugurare un sabato, la vita che esplode per le speranze e lo svago. La vita che è leggera e in pianura, piena di colori, voci, anni a venire, certezze.

La vita che si infila in uno sbadiglio, in un cocktail, in un taxi di notte, nella musica di una cover band o nel ghigno di un buttafuori scorbutico.

La vita è un vestito nero con le bretelle verdi, è un mascara volumizzante, un mazzo di chiavi, la vita sono “le risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti”.

Fai presto

Nel sogno ti allontanavi in un’altra stanza. Io – frattanto – notavo il tuo disordine che mi era familiare. Poi la nuova consapevolezza: tu che eri presa da nuovi impegni, da pensieri ed eventi che non riguardavano più noi due e punto.

Fisso ancora – da sveglia – la scarpa che ho sfilato per dolore, mentre attendo il tuo ritorno.

Fai presto, non ho più voglia di stare senza te.

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